Domenica 17 Dicembre 2017
   
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Michele Orofino, l’asso casamassimese del pony game

michele orofino sul podio

 

“La mia è una vita dura e difficile. Bisogna fare tanti sacrifici. Un consiglio che posso dare ai ragazzi cavalieri è quello di lavorare sodo e credere fino infondo, qualsiasi cosa accada”.

Così Emanuele Gaudiano, 'il principe azzurro' del salto a ostacoli, sprona i piccoli talenti. Da lui, trae esempio Michele Orofino, 14 anni, casamassimese, giovane promessa dell’equitazione.

 

Michele, da quanto pratichi equitazione? Come è nata  la tua passione per i cavalli?

“Tutto è cominciato 8 anni fa. Avendo la passione per la campagna e gli animali, mia madre mi propose di cercare un maneggio, io accolsi subito la sua idea. Personalmente, posso reputarmi fortunato, in quanto ho alle spalle una famiglia speciale che mi ha sostenuto e continua a supportarmi in ogni circostanza. Iniziai a cavalcare a Rutigliano dove, soltanto dopo due lezioni, l’istruttore disse ai miei genitori che non ero idoneo, quindi non sarei mai stato bravo in questo tipo di sport. Andato via da lì deluso, un amico di mia madre mi consigliò il Centro Ippico Degli Ulivi di Cassano delle Murge, in località Ruotolo. Sono rimasto qui 7 anni, perché nell’arco di 7 anni eravamo arrivati a essere in 35 dentro un piccolo maneggio con un solo campo. Da circa 1 anno, io e la mia squadra siamo stati ospitati presso un’altra associazione vicino Santeramo che, in breve tempo, si è trasformata nella nostra seconda casa”.

Quante ore dedichi all’allenamento?

“Mi alleno dalle due alle tre volte a settimana. Nel periodo estivo, anche quattro”.

Quali emozioni si provano prima e dopo una gara?

“Si comincia ad andare a cavallo per divertimento, il divertimento muta in passione, la passione è un traguardo da raggiungere. Tuttavia, sono consapevole che non si può vincere sempre, bensì l’importante è giocarsela mantenendo la calma, poiché l’ansia tira brutti scherzi, e ricordandosi che l’unione fa la forza. Durante i pony games, in cui gareggiare da solisti serve a poco o nulla perché basta un componente del team per rimediare agli errori commessi dai restanti amici di scuderia, cerco di infondere fiducia nei miei compagni. In caso di vittoria, ci si sente davvero al settimo cielo, ma è proprio condividere la vittoria insieme al gruppo che rafforza la soddisfazione, l’orgoglio e la felicità di saperti utile”.

Chi sono i tuoi modelli?

“Emanuele Gaudiano, nel salto ostacoli. Tantissimi atleti diversi e tutti italiani, nei pony games. Prendere spunto da essi, è un’ottima strategia, aiuta ad apprendere nuove tecniche da applicare nel corso degli allenamenti. Ornella Starace, la mia istruttrice. Gerry, per me un secondo papà, che mi ha reso forte e coraggioso. Un grande coach, che preferisce rimanere dietro le quinte. Rosalba Governatori e Tommaso di Paolo, tecnici di pony games. I loro stages mi hanno insegnato la precisione”.

I prossimi impegni.

“Mi prefiggo di battere i fantini della Sicilia e della Basilicata ai campionati regionali. Un altro obiettivo resta “Il Trofeo dei Tre Mari”, un torneo amichevole organizzato in collaborazione con un maneggio affiliato al nostro, ma non per questo meno competitivo rispetto alle altre gare”.

Cosa vuoi fare da grande?

“Premesso che io non voglio lasciare l’equitazione anzi tengo, con tutte le mie forze, a diventare tra i più famosi campioni italiani della disciplina, quando ero più piccolo sognavo di fare il panteologo, ma questo sogno è un po’ sfumato negli anni. A scuola, sono molto portato per le materie scientifiche, infatti mi piacerebbe scoprire pianeti e forme di vita lavorando come astronauta”.

“Poniamo”, il primo mensile nazionale sul mondo del pony e dell’equitazione giovanile, ha dedicato a Michele un’ampia intervista. Lo scorso giovedì 15 giugno, Michele Orofino è stato fra gli sportivi casamassimesi premiati dal sindaco Vito Cessa.

La storia pone dei limiti. Gli uomini sono chiamati a superarli per generare ostacoli, che altri uomini abbatteranno. Questo è lo sport, come d’altronde la vita. Siamo sicuri che Michele non tarderà a firmare il record imposto da una staccionata sempre più alta. 

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