PIGNATARO, IL PDL HA FATTO UNA SCELTA E LA DIFENDE

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Sulle vicende del centrodestra continuiamo a sondare gli umori all’interno e torniamo a sentire Franco Pignataro ex presidente della componente An del Pdl.

Gentile dr. Pignataro, il Pdl ha annunciato il suo candidato sindaco, ritiene sia una scelta condivisibile da parte degli “alleati” citati (Puglia prima di tutto, Lista Schittulli e Udc)?

Il primo obiettivo che ci poniamo e ci siamo posti anche nelle tornate precedenti, è senza dubbio l’unità della coalizione di centrodestra, ascrivendo a questa coalizione anche l’Udc, nonostante le vicende nazionali. A Casamassima infatti, l’Udc non è mai stata a sinistra e da qualche anno condividiamo un fertile percorso comune contro la sinistra.

Questa premessa è necessaria per chiarire che, atteso l’affollamento elettorale di questa tornata, sarebbe un suicidio politico non profondere ogni sforzo per ottenere l’unità. In questo senso mi auguro che tutti gli alleati condividano la scelta del Pdl, perché archiviata questa pratica, bisognerà pensare al programma, che mi sembra l’argomento più serio da affrontare. Una certezza in ogni caso potremo averla dopo gli incontri pianificati di questi giorni.

C’è chi sostiene che sia una candidatura-parcheggio: sentiti i rumor intorno al nome di Cristantielli, il Pdl potrebbe decidere di effettuare un cambio al momento della consegna delle liste.

In tempi di elezioni la fantasia di molti rompe gli argini del buon senso per dilagare nei più originali e pittoreschi scenari. Come si può pensare di arrivare al giorno della consegna delle liste senza avere un candidato-sindaco certo? Gli stessi candidati probabilmente hanno l’interesse a chiudere la partita nel più breve tempo possibile.

Il Pdl ha effettuato una scelta e intende difenderla chiedendo il consenso degli alleati. Il vero nodo piuttosto è proprio questo. Il consenso su questa candidatura deve essere necessariamente unitario, pena una fuga solitaria che metterebbe a rischio la vittoria. Evidentemente non possiamo permetterci di far vincere ancora la sinistra che Casamassima non tollererebbe. Se il consenso unitario non ci sarà, bisognerà aprire una riflessione che dovrà comunque durare poco e giungere a una soluzione che metta d’accordo tutti.

Ma c’è anche chi sostiene (almeno così si vocifera) che il Pdl abbia deciso di non contrastare la candidatura degli avversari, per giungere poi ad accordo dopo l’eventuale ballottaggio. Che ne pensa?

Il Pdl vuole vincere le elezioni e governare Casamassima per tentare di rimediare ai tanti problemi lasciati in eredità dalla sinistra. Sarebbe paradossale che si decida di partecipare a una competizione con il presupposto di favorire il concorrente o l’avversario. Immagina un candidato-sindaco di una coalizione che faccia il tifo per un’altra lista o un’altra coalizione? Saremmo al masochismo o alla malattia mentale.

Chiederemo con forza il voto con l’obiettivo di vincere al primo turno e tacitare anche le menti più fantasiose. Alla sinistra abbiamo contrapposto una opposizione decisa, coerente e ricca di contenuti. Ora abbiamo il diritto di chiedere il consenso perché lo abbiamo conquistato in trincea, non stando a casa come i tanti che spuntano dal letargo improvvisamente e si ergono a salvatori della patria senza avere mai combattuto o magari dopo aver vivacchiato all’ombra della sinistra. Di apparizioni fugaci, opportuniste e qualunquiste ne abbiamo viste tante e non ne sentiamo il bisogno.

Voci di popolo: Lista Schittulli e Udc prendono tempo sulla decisione di appoggiare il Pdl, mentre la sinistra si è messa alla finestra…

Quanto alla sinistra, dopo il pasticcio del 2008 e i danni che ne sono derivati, soprattutto in termini di crollo di credibilità della politica e delle istituzioni, farebbe meglio a sigillare quella finestra, rimanendo nascosta all’interno della propria dimora e vergognandosi per almeno un ventennio.

Quanto ai due partiti che lei menziona, mi rifiuto di credere che possano o vogliano guardare con interesse a sinistra, non fosse altro per la storia e le tradizioni di entrambi.

Se poi si riferisce alla possibilità che possano guardare ad altre liste civiche, è anche possibile, ma rimane un dato che mi sento di porre alla loro attenzione: in politica non si costruisce nulla autocandidandosi contro tutto e contro tutti. Si demolisce e basta o peggio si favorisce la sinistra. Quali regole garantisce chi decide di autocandidarsi senza un minimo di consultazione con i partiti tradizionali? A chi risponde? Cosa hanno prodotto fino ad ora le liste civiche se non ribaltoni e tradimenti?

Sono questi i motivi che ci tranquillizzano circa l’adesione convinta della Lista Schittulli e dell’Udc al centrodestra.