LA COMMEDIA DELLE ATTESE A PALAZZO MUNICIPALE

torno subito

ATTO I: il 29 novembre undici consiglieri comunali di centrodestra si dimettono in blocco apponendo le firme presso un notaio e provocando così la caduta dell’amministrazione De Tommaso bis.

ATTO II: il 1° dicembre si insedia a Palazzo municipale la commissaria prefettizia, Cinzia Carrieri, con il compito di assicurare il funzionamento degli organi e servizi municipali e il regolare svolgimento dell'attività amministrativa fino alla data delle nuove elezioni.

ATTOII/Bis: i casamassimesi accolgono con fiducia la commissaria e sperano che riesca dove l’amministrazione ha fallito, in particolare vorrebbero che fosse fatta chiarezza su alcuni punti oscuri nella gestione della cosa pubblica.

ATTO III: giovedì 9 dicembre Casamassimaweb.it è in municipio in attesa della commissaria per chiedere un’intervista. Dopo una paziente attesa di un’ora e mezza, viene definito un appuntamento per la settimana successiva.

ATTO IV: giovedì 16 dicembre, all’ora convenuta di nuovo in municipio, di nuovo a mani vuote. La commissaria manda a dire che non ha ancora avuto modo di insediarsi per bene e non saprebbe cosa dirci.

ATTO V: giovedì 23 dicembre la storia si ripete. La commissaria non può riceverci, ha rifiutato anche un’intervista alla Gazzetta perché deve ancora rendersi conto della situazione. A questo punto noi iniziamo a chiederci: Cosa accade nelle stanze del Palazzo municipale, tale da inibire la commissaria sull’incontro?

Le ipotesi si susseguono, affascinanti e minacciose: forse la situazione è talmente disperata che non se ne può parlare? O forse la commissaria vorrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione perché in cinque mesi riuscirebbe a sistemare le cose? Come siamo ridotti che neanche un amministratore esterno e senza interessi personali, vuole metterci le mani? Forse tutti quei pettegolezzi riguardanti buchi di bilancio e strane assunzioni hanno un fondo di verità che nessuno vuole scoperchiare?

Il silenzio è più inquietante delle domande.

Noi vogliamo solo capire e non possiamo fare altro che ripresentarci ogni settimana dietro quella porta per attendere le stesse risposte attese da 18mila casamassimesi.

Prima o poi qualcuno ci ascolterà.

Vi terremo informati.