MIRIZIO, PRIMARIE PER IL CANDIDATO SINDACO DEL CENTRODESTRA

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Il tormentone cittadino di questi giorni è la dichiarazione di dimissioni in blocco degli originari undici consiglieri di centrodestra, che ha portato alla sfiducia della maggioranza e al crollo dell’intero consiglio comunale. La situazione è quindi tornata ad essere quella che si era delineata dopo le elezioni del 2008, quando il sindaco De Tommaso era stato eletto con una minoranza di consiglieri del centrosinistra, ma con un  sistema di alleanze era riuscito a conquistare l’appoggio di alcuni consiglieri eletti con liste di centrodestra.

Ma cosa è successo in concreto e cosa cambierà adesso? Ne abbiamo parlato con Agostino Mirizio capogruppo PDL in consiglio.

Qual è la situazione attuale?

Il centrodestra, così come era stato eletto nel 2008, ha dato le dimissioni facendo cadere un’amministrazione che non avrebbe mai dovuto nascere e che ha avuto la possibilità di andare avanti solo grazie ad un accordo. Noi come PDL dal primo giorno abbiamo sostenuto che una tale amministrazione, già così risicata e aggravata da una conflittualità interna, non era in grado di governare, infatti il paese è rimasto per due anni in una situazione di stallo, esattamente come era successo nei cinque anni precedenti.

Questa situazione di bilico si trascinava già dalle scorse elezioni. Come mai solo ora si è deciso di agire concretamente?

Il PDL si è sempre opposto alla giunta, chiedendone le dimissioni in più riprese a causa della mancanza di interventi di rilancio e dell’incapacità di governo del centrosinistra. Nei giorni scorsi siamo tornati a esprimere la maggioranza recuperando quei consiglieri che pur venendo eletti con liste di centrodestra, due anni fa erano passati a sostenere il centrosinistra. Non conosco il motivo per cui le acque si siano smosse solo in questo momento, ma è risaputo che la politica è un porto di mare e non sempre è facile ritrovare la coerenza che ci si aspetta da chi è chiamato ad amministrare un paese.

Come mai avete preferito apporre le firme presso un notaio, piuttosto che sfiduciare il sindaco in consiglio?

Sicuramente in questo modo è mancato un confronto diretto, ma è stato scelto il mezzo più semplice e rapido. In ogni caso, aldilà della maniera in cui il provvedimento è stato attuato, questa è la risposta a un’aria di malessere e degrado che era diventata insostenibile, per il paese e per i cittadini e che si trascinava da ben sette anni. Molte sono state le mancanze di questa amministrazione e difficilmente quello che non è stato fatto finora, avrebbe potuto essere fatto nei tre anni restanti.

Cosa ci aspetta fino alle prossime elezioni?

Il commissario prefettizio è già stato nominato e fino alla prossima primavera, si occuperà soprattutto di ordinaria amministrazione. Certo non potrà impegnarsi in progetti a lungo termine, vista la brevità del periodo, ma la delega non impedirà di mettere ordine fra le questioni in sospeso e di portare a termine i provvedimenti già in essere. Questi mesi dovranno servire per mettere in luce e risolvere problematiche urgenti ed evidenti come la revisione del bilancio, le lottizzazioni del Barialto, i riassetti nella gestione del personale comunale e soprattutto la questione legata allo smaltimento dei rifiuti, il cui nuovo appalto non è mai stato discusso in consiglio comunale.

Quali sono i vostri prossimi programmi, anche alla luce della attuale situazione nazionale del centrodestra?

Il problema del coordinamento cittadino è ancora da risolvere, in quanto non c’è ancora stato un congresso e sicuramente sarà fatta chiarezza dopo il voto del 14 dicembre. In vista delle prossime elezioni comunali, per noi è indispensabile prendere coscienza dei precedenti errori ed evitare di ripeterli, attraverso una squadra che abbia un forte consenso popolare. Proprio per questo, come capogruppo, proporrò le primarie all’interno del PDL, per lasciare che siano i cittadini in prima persona a scegliere il candidato sindaco di centrodestra. Urge coinvolgere tutti quei cittadini onesti, che finora si sono disinteressati alla politica, per far si che diventino una parte attiva nel miglioramento del paese e diano un contributo forte ed indispensabile.