Lunedì 23 Settembre 2019
   
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PIST, CASAMASSIMA RISPONDE ALL’APPELLO

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Il Piano Integrato di Sviluppo Territoriale (PIST) "Lame di Peucetia" nasce con l’intenzione di elaborare un progetto collettivo che interessi la zona dei comuni di Casamassima, Sammichele e Gioia del Colle, guidati dal capofila Turi, coinvolgendo cittadini e associazioni per un maggior confronto e una migliore sostenibilità a lungo termine.

Gli obiettivi del piano sono il recupero e la valorizzazione dei caratteri più specifici del territorio storico-ambientale, la difesa e la rigenerazione di situazioni critiche partendo da connessioni naturali, il rafforzamento delle attrattive del territorio verso l’esterno con conseguente crescita turistica e la rigenerazione del rapporto tra centri urbani e campagne, contrastandone l’abbandono e il degrado.

Dopo l’incontro dello scorso luglio a Sammichele, il secondo confronto fra gli amministratori e la cittadinanza si è tenuto ieri 7 ottobre a Casamassima.

Come ha spiegato il sindaco di Turi Gigantelli, si sta cercando di raggiungere politiche di sviluppo territoriale, con la possibilità di accedere ai finanziamenti europei per lo sviluppo regionale 2007-2013, riferiti ad aree da sviluppare, rinforzando così altre azioni già in programma riguardanti lo sviluppo rurale (GAL) o il piano strategico “BA2015 – Metropoli terra di Bari”. Linee che però devono anche essere in grado di camminare da sole una volta finiti i finanziamenti.

La Regione ha posto dei paletti che per le singole amministrazioni sarebbero stati insormontabili, ma elaborando un piano che riguardi ben quattro paesi con caratteristiche comuni, ma anche con loro specificità, che hanno una dimensione complessiva di 65mila abitanti, si creano nuove prospettive.

A sviluppare questo Progetto Unitario Generale gli architetti Lorenzo Pietropaolo e Luigi Ranieri, che si sono occupati di stilare una fotografia dei comuni interessati: si tratta di una zona molto interessante che, a ridosso delle lame S. Giorgio e Giotta, attraversata da un fitto reticolo di passaggi rurali, disseminati qua e là di masserie e chiesette sparse fra campagne ancora produttive, funge da porta sia con il sistema urbano del capoluogo che con la Valle d’Itria.

C’è un elevato indice di vecchiaia, ma anche una elevata disoccupazione, soprattutto giovanile.

Economicamente alla poca efficienza agricola, legata soprattutto alla mancanza di una filiera sostenibile, si affianca un sistema industriale quasi inesistente e una forte incidenza del commercio.

Il turismo è carente ed è critica l’abitabilità dei centri storici, spesso a causa di locazioni elevate.

A questo punto è toccato ai cittadini partecipare attivamente, esponendo le loro idee.

Un contributo può arrivare dai progetti già elaborati dai laboratori Bottega del Futuro e Città che Apprendono, tenutisi la scorsa estate.

È stato proposto un aggancio all’autostrada che fornendo Casamassima di un suo casello, andrebbe a snellire il traffico sulla statale, ma oltre a un costo eccessivo e difficilmente sostenibile, è forse più concreta la proposta di rivalutare la ss172 che potrebbe inserirci nel flusso turistico che va verso la Valle d’Itria.

Interessante è invece la proposta di accorpare il frazionatissimo territorio agricolo in un associazionismo che sia utile e produttivo, ed è quello che si sta tentando di fare attraverso il GAL, anche se il problema sembra più culturale che politico. Il PIST può essere utile da questo punto di vista supportando l’agricoltura con infrastrutture, servizi collettivi, mercati e quant’altro, anche perché la frammentazione riesce solo a impoverire ulteriormente il territorio, di cui dovremmo riscoprire le potenzialità, invece che lasciarlo preda di chi è solo un po’ più furbo.

Nell’ambito verde, oltre alla riscoperta delle bellezze agro-territoriali come chiesette, cappelle, masserie e castelli sparsi nelle campagne e nella maggior parte dei casi abbandonati, è stato proposto un percorso ciclo-turistico che porti alla scoperta delle strade rurali, come per esempio la Via dell’Acqua utilizzata dall’Acquedotto Pugliese e ormai ridotta a discarica a cielo aperto, ritornello davvero troppo frequente. Inoltre non sarebbe male mettere in comune mezzi, strumenti e uomini per prendersene cura, idea che dovrebbe essersi concretizzata con il progetto Bioedil.

Sul piano economico-produttivo è interessante la proposta di un recupero culturale dell’agricoltura che non sia un semplice ritorno alla terra: dato l’alto indice di disoccupazione giovanile e la poca considerazione che si ha per il lavoro agricolo, perché non rivalutare la figura dell’agricoltore? Renderla una figura che possa fare a meno di meccanismi che impediscano al piccolo di occuparsi delle fasi successive alla coltivazione, come la trasformazione o la vendita del prodotto, è la proposta di un gruppo di giovani agricoltori. Basso impatto economico, ma alto benessere perché forse il modo migliore per rivalutare un territorio è credere nelle sue potenzialità.

I successivi appuntamenti con il PIST sono a Gioia il 12 ottobre e a Turi il 14.

Per chi non ha potuto partecipare, ma ha ugualmente voglia di dare un contributo, è disponibile il forum per inviare idee e contributi all’indirizzo www.lamedipeucetia.it

Commenti  

 
#8 anthos 2010-10-12 11:59
come vuole... a progetto finito (...) si riparlerà dei risultati...
 
 
#7 Lorenzo Pietropaolo progettista incaricato del DPP del PIST 2010-10-11 18:11
L'agronomia ha certamente a che fare con questo Piano, ma, in questa fase, piuttosto marginalmente. I PIST nascono nell'ambito del quadro conoscitivo e progettuale definito dal nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), dalla legge regionale n.21/2008 sulla rigenerazione urbana e dal PPA dell'asse VII del PO Fesr 2007-13.
Si tratta insomma di un Piano di carattere prevalentemente urbanistico-territoriale e paesaggistico, carattere ancor più dominante nella fase in corso, ossia quella che porta alla stesura del Documento Programmatico Preliminare. Per meglio comprendere quanto brevemente enunciato, rimando al sito in corso di allestimento per il PIST: www.lamedipeucetia.it, ove sarà possibile anche ottenere delucidazioni sul PPTR e sul PO FESR.
Il sito, insieme al Forum territoriale "dal vivo", é uno strumento di partecipazione e anche di formazione collettiva delle conoscenze: invito ciascun cittadino ad apportare i propri contributi (esperti e non) sui temi del DPP, siano essi di tipo agronomico, economico, idraulico, culturale, naturalistico, ...
 
 
#6 anthos 2010-10-10 20:55
non volevo di certo mettere in discussione il suo curriculum, ma mi chiedevo se siete un team di perone con diverse competenze ad avviare il progetto... insomma, credo che ci sia bisogno più di conoscenze agronomiche, che di altro...
 
 
#5 Carlo 2010-10-10 20:54
Perchè un casello dovrebbe creare un nuovo e grosso problema?
Mi risulta che il rischio d'incidenti è notevolmente aumentato sulla statale 100. Anche l'indice di mortalità è in incremento. La causa è l'aumento del volume di traffico causato dai nuovi insediamenti commerciali. Effettivamente il tratto autostradale Bari- Acquaviva è inutilizzato o quasi e lo svincolo in direzione di Casamassima potrebbe decongestionare la statale. In sostanza potrebbe rappresentare una alternativa per raggiungere il centro commerciale che a quanto pare dovrebbe essere ampliato tra non molto.... e che comporterà, quindi, un ulteriore incremento del volume di traffico.
Un casello autostradale non aumenta il traffico ma sono gli insediamenti sul territorio che lo fanno.
Il comune di Bisceglie sta facendo "carte false" per l'apertura di uno svincolo autostradale. Pare che siano disposti a pagare una parte dei costi; perchè mai per Casamassima dovrebbe rappresentare un problema?
Apprendo che il tratto autostradale della ragione Puglia non ha mai ricevuto investimenti per l'apertura di nuovi svincoli mentre nell'Italia del centro-nord hanno speso dal 1997 circa 1700 miliardi di € a tal riguardo. Come mai da noi niente?
Alcuni decenni fa la classe politica casamassimese riteneva che Casamassima doveva restare un paese agricolo. Così non è stato per disgrazia o per fortuna e Casamassima, oggi, è nel mirino delle multinazionali. Adesso è necessario saper governare il territorio e uno svincolo certamente apre nuove possibilità (maggiori investimenti e lavoro) ma sta poi all'amministrazione saper governare il tutto per il benessere dei cittadini.
Tutto può diventare un problema gravoso se poi non si riesce a governare bene il nuovo.... e non è giusto evitare un miglioramento solo perchè potrebbe evidenziarsi un malgoverno delle cose. E' giusto invece chiedere e vigilare....ci vuole una cittadinanza attiva.
 
 
#4 Lorenzo Pietropaolo progettista incaricato del DPP del PIST 2010-10-09 20:04
Per mettere in condizione tutti i cittadini di considerare le competenze professionali esterne a disposizione per la elaborazione del Documento Programmatico Preliminare del PIST, allego qui di seguito una mia breve nota biografica. Essendo poi lo studio progettuale che informa il DPP per sua stessa natura di carattere multidisciplinare, per la sua elaborazione ci si avvale anche di contributi specialistici, oltre che delle competenze tecniche interne alle Amministrazioni coinvolte.

Nota biografica_LORENZO PIETROPAOLO (1972)
Architetto, laureato con lode in architettura all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia con un progetto per la sistemazione e la riconnessione dell’area archeologica della città libanese di Byblos-Jbeil, è dottore di ricerca in Composizione architettonica e urbana presso la Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano, dove dal 2000 al 2006 è cultore della materia ai corsi di Progettazione architettonica e urbana II e III.
Dal 2002 al 2006 ha esercitato la professione di architetto a Milano principalmente in collaborazione con gli studi di architettura Garatti & associati e Canella-Achilli architetti.
Dal 2006 ha avviato la sua attività professionale in Puglia, applicandosi in particolare ai temi della trasformazione urbana e territoriale su committenza di istituzioni pubbliche e di operatori privati.
Nel 2002 e nel 2004 è invitato alla I e II edizione della Biennale di Architettura de La Habana, Cuba, rispettivamente con uno studio preliminare per il nuovo Plan Director de La Habana e con uno studio preliminare per la riqualificazione del porto della capitale cubana, ambedue commissionati dall’Oficina de l’Historiador de la Ciudad.
Nel 2002 svolge attività di ricerca in ambito museografico presso il Musée des Monuments Français e l’Institut Français d’Architecture (I.F.A.) di Parigi.
Nel 2005 é invitato al concorso internazionale di idee in due fasi «Premio Piranesi – Darc. Villa Adriana a Tivoli»: sistemazione architettonica e paesaggistica dell’accesso e dei percorsi dal Tempietto di Venere, menzione speciale della giuria.
Dal 2007 è membro della redazione del «Festival dell’Architettura» di Parma.
Da agosto 2007 a giugno 2009 è consulente per il Piano Strategico “Metropoli Terra di Bari” per l’architettura, l’urbanistica e il paesaggio, in particolare per quanto concerne il disegno urbano, la riqualificazione della Città storica e del paesaggio costiero, elaborando studi di fattibilità e progetti coerenti con la Programmazione FESR 2007-13.
Dall’a.a. 2008-09 è docente a contratto di Storia dell’architettura contemporanea (con laboratorio progettuale) presso il Politecnico di Bari.
 
 
#3 bello 2010-10-09 18:23
a casamassima si dice "ma nan stonn rizz a trlizz?" cioè: se abbiamo già tanti problemi irrisolvibili, perchè ci dobbiamo complicare la vita, creandone uno nuovo (e grande e grosso pure)come sto casello?
 
 
#2 Carlo 2010-10-09 15:16
Ritengo che l'idea del casello autostradale possa risultare una scelta altamente strategica e non solo per una questione di viabilità ma anche per un' incremento delle opportunità economiche dell'intera zona delimitata dal PIST. La statale 172 che lambisce il territorio interesato pur essendo importante è di competenza statale e non comunale. Inoltre è stata gia fatta una petizione di firme consegnate all'attuale governo per ripristinare i fondi per la messa in sicurezza. Fondi che erano stati congelati. La 172 che parte da Casamassima, ha valenze turistiche d' importanza nazionale e meriterebbe, quindi, una porta sulla rete autostradale, cosa che oltretutto decongestinerebbe il traffico sempre più intenso sulla circonvalazione di Bari e della statale 100. Oltremodo è da tenere in considerazione che la società autostrade potrebbe ritenere di chiudere il casello di Acquaviva che non ha mai avuto strategicità sul percorso. Risulta infatti troppo vicino a quello di Gioia. Inizierà tra non molto un'analisi per lo studio sull'argomento.
L'opportunità del casello in corrispondenza di Casamassima è avvalorato inoltre dalla forte presenza di attività commerciali che sarebbero avvantaggiate anche per il trasporto delle merci. I costi dell'intervento non potranno essere addebitati ai comuni....ci sarà una conferenza di servizi che ripartirà le somma necessaria tra la Regione, Provincia e societa autostrade. La somma necessaria dovrebbe essere pari a 3 milioni di euro e non è certamente un consozio di comuni che si deve far carico di questa cifra. Nel bilancio economico si dovrà tenere in considerazione anche il forte aumento d' incidentalità che si sta registrando sulla statale 100. Dai primi sondaggi pare che un casello in corrispondenza di Casamassima aumenterebbe considerevolmente le entrate della società autostrade perchè polarizzerebbe ingenti volumi di traffico su un tratto autostradale (Bari-Acquaviva) che ad oggi risulta pressoche deserto.
 
 
#1 anthos 2010-10-08 23:53
bel progetto, ma i professionisti quali gli architetti, hanno le capacità e le competenze adatte per questo incarico?
 

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