Passaggio di Nicola Guerra in minoranza, le reazioni del Consiglio

mirizio e pastore

Guerra: “Non mi passavano la palla”. Pastore: “Il problema è che lei pensava di essere Maradona”.

Mirizio: “Si faccia chiarezza”. Petroni “Non accetto sentir parlare di diversità nel nostro gruppo”

“Chi mi conosce sa – ha detto l’assessore al commercio Gino Petroni, nel suo intervento in consiglio comunale durante la discussione relativa al passaggio del consigliere Nicola Guerra in opposizione – che sono una persona moderata che non ha mai attaccato nessuno. Da decenni svolgo il mio lavoro su Casamassima, nel massimo rispetto delle regole e della legalità. Sono una persona corretta che ha sempre dimostrato il suo impegno per la legalità. Con il consigliere Nicola Guerra ho condiviso un percorso in perfetta sinergia con tutto il gruppo. Non sarei neppure intervenuto nella discussione, ma purtroppo ho udito una frase che mi ha offeso moralmente. Se il consigliere Guerra dice che il movimento ‘Civicamente’ era la diversità del gruppo, io questo non glielo permetto. Io ho sposato un sodalizio, ho condiviso un percorso, e non me ne pento. Sentire però che ‘Civicamente’ era cosa diversa da ‘Noi con l’Italia’ proprio non lo accetto. Il nostro gruppo non ha mai ostacolato la funzione in forma libera e autonoma di coloro che ne facevano parte, io non ho mai dettato la linea. Ma udire che ‘Civicamente’ era cosa differente rispetto a ‘Noi con l’Italia’ e ‘Insieme per Casamassima’ mi turba. Il 4 ottobre il nostro gruppo, contrariamente rispetto a quanto riportato dal consigliere Guerra, non è stato sciolto. Sono state azzerate le cariche, con l’impegno a rivederci quattro giorni dopo. Poi il consigliere Guerra, prima di questo incontro, ha deciso in autonomia di uscire dal gruppo. Decisione che è liberissimo di prendere, ci mancherebbe, ma gli eventi vanno riportati correttamente. Con Guerra abbiamo anche avuto delle divergenze, in democrazia è normale e giusto che sia così, ma sentire che il suo punto di vista è quello di ‘Civicamente’ proprio non riesco a digerirlo. Il mio ruolo oggi non cambia. Ringrazio il sindaco e tutta la maggioranza della rinnovata fiducia nei miei confronti, e rimango pronto a collaborare anche con la minoranza”.

“Nonostante il botta e risposta tra il consigliere Guerra e il sindaco – ha osservato il consigliere comunale di maggioranza, Franco Pastore – non ho ancora capito bene quali siano le reali motivazioni dell’azione messa in campo dal consigliere Guerra. Non l’ho capito bene, e insieme a me tutta la maggioranza, non tanto per il fatto in sé, quanto perché, a parte la pura retorica da parte del consigliere Guerra, non ho sentito nulla di concreto. Il consigliere Guerra è stato sfidato sul campo, dal sindaco, a dare dei riferimenti seri, validi, su questioni importantissime. Se ci sono stati da parte del sindaco o della maggioranza atteggiamenti, comportamenti o azioni illegali, tese alla corruzione o ad altro,il sindaco ha chiesto di farlo presente. Non mi sembra che Guerra abbia però dato delle risposte. Noi pensavamo che oggi venisse fuori, da parte sua, una realtà che probabilmente non conosciamo, non abbiamo vissuto. Ma risposte non ne sono arrivate. Il suo atteggiamento ci lascia pertanto perplessi. Mi auguro che vengano fuori delle risposte, nei confronti del sindaco e della maggioranza. Risposte politiche. Fatti. Perché il resto sono chiacchiere”.

Anche il consigliere di minoranza di Forza Italia e Fratelli d’Italia, Agostino Mirizio, non ha di certo avuto parole al miele nei confronti del comportamento politico del consigliere Guerra. “Ogni consigliere – ha fatto presente Mirizio – ha la libertà di esprimere le sue tesi, e di aderire a maggioranze o minoranze a seconda della propria esperienza, cultura e delle motivazioni che sono alla base dei programmi. L’appartenenza a una lista o a una coalizione può quindi essere modificata in corso d’opera, in base a eventi nuovi. Mi sarei aspettato, dato che siamo di fronte a un evento nuovo, che in assise avremmo potuto comprendere qualcosa. Se il consigliere Pastore sostiene che la maggioranza non ha capito cosa sia accaduto, io mi permetto di dire che anche per la minoranza la situazione non è chiara. Se lanciamo delle accuse, poi queste accuse devono avere dei fondamenti. Lo dico sia al sindaco che al consigliere Guerra: io accompagnerei il consigliere Guerra in Procura, se si ritenesse che ci siano degli elementi per i quali siano stati messi in campo dei provvedimenti non del tutto legittimi, così come accompagnerei il sindaco se sapessi che qualcuno ricattasse il sindaco, o facesse leva sulla sua posizione politica per spingere l’amministrazione in una direzione, in maniera ricattatoria. Credo che la minoranza non abbia bisogno, ancora, di situazioni improntate alla poca chiarezza. Dal consigliere Guerra oggi in consiglio mi sarei aspettato, e glielo chiedo io dalla minoranza, di avere delle motivazioni chiare e precise che identifichino il motivo del suo abbandono della maggioranza. Le chiedo se il programma della maggioranza non è stato attuato, se ci sono delle motivazioni, a livello programmatico o di atteggiamento, che lo hanno spinto a uscire dalla maggioranza. La motivazione resa in assise cittadina, secondo la quale il consigliere Guerra esce dalla maggioranza perché non ne intacca i numeri, la ritengo non accettabile. Vorrebbe dire che se la maggioranza fosse stata in bilico, il consigliere Guerra non ne sarebbe uscito? Siccome anche la minoranza ha bisogno di chiarezza, vorrei ricevere chiarezza anche da parte di chi oggi entra a far parte della minoranza. Chiarezza che non c’è stata, nonostante l’invito esplicito rivolto dal sindaco al consigliere Guerra, che ha ricevuto in tal senso un assist abbastanza diretto. La situazione attuale lascia il dubbio anche nei confronti degli elettori, verso i quali abbiamo una responsabilità oltre che amministrativa pure politica. Il consigliere Guerra si è proposto agli elettori sostenendo l’attuale maggioranza: può dire adesso a questi stessi elettori che la coalizione da lui sostenuta aveva degli intendimenti che oggi non sono stati più rispettati, al punto da giustificare il suo passaggio in minoranza? Altrimenti il consigliere Guerra rischierebbe di prendere in giro non me, ma i suoi stessi elettori. Nel momento in cui si assumono delle posizioni, io pretendo che queste posizioni abbiano dei fondamenti chiari, trasparenti, obiettivi, che ci dicano quale sia la direzione verso la quale si muove ogni singolo consigliere. Altrimenti lasciamo una certa ambiguità. Prego pertanto il consigliere Guerra di esplicitare, con un maggiore sforzo, le ragioni della sua azione. Anche il sindaco è partito in quarta su facebook, per poi assumere un atteggiamento più morbido in consiglio comunale, forse perché si sarà reso conto di aver spinto troppo sull’acceleratore. Chiedo anche io, da parte della minoranza, di avere degli elementi chiari per i quali si è venuta a creare questa situazione. Perché non si è capito se è stata la maggioranza ad allontanare il consigliere Guerra, oppure se è stato il consigliere Guerra a tirarsi fuori dalla maggioranza”.

“Fa bene il consigliere Mirizio – ha poi sottolineato il consigliere Guerra – a chiedere chiarezza, non essendo stato in maggioranza. Ragione che, per lo stesso motivo, non ha il consigliere Pastore. Non ci sono atti specifici rispetto ai quali siano stati rilevati comportamenti illegittimi. Atti specifici da portare in Procura adesso non ne ho. Non ho trovato provvedimenti rispetto ai quali puntare l’indice e fare un ‘j’accuse’. Il mio disagio, come ho dichiarato fin dai primi mesi, è legato semplicemente a un modus operandi. Ho sempre rivendicato un’organizzazione di lavoro migliore, per poter attuare il programma che abbiamo firmato. Non facciamo dietrologia: non si pensi che un consigliere passi dalla maggioranza alla minoranza per fare la talpa. Non è nel mio stile, non è il mio mestiere. Il disagio con la squadra di maggioranza è legato soltanto a motivi di organizzazione. Io nel mio comunicato non ho lanciato accuse, ma manifestato un’esigenza. È come se, utilizzando una metafora calcistica, fossi stato invitato a fare la preparazione, correre, sudare per poi, arrivati in campo, non vedermi passare la palla, o essere chiamato a raccogliere il pallone tra le ortiche dopo che qualcuno ha completamente sbagliato la mira. Ecco spiegato il mio disagio”.

“Colgo la difficoltà soprattutto emotiva – ha evidenziato ancora il consigliere Pastore – del consigliere Guerra. La colgo perché probabilmente il consigliere Guerra, essendo al centro della tempesta, neppure se ne rende conto. Forse a lui sfugge che è necessario dare delle motivazioni politiche. In merito alla metafora calcistica, il problema di fondo non è che al consigliere Guerra non si passasse la palla, così come nessuno mai lo ha invitato ad andare a prendere il pallone tra le ortiche. Il problema di fondo, probabilmente, è che il consigliere Guerra pensava di essere Maradona: pensava di poter dettare a tutti lo schema di gioco, che tutti gli dovessero dare il pallone, e che dovesse quindi fare il gol da fuoriclasse”.