Nicola Guerra esce dalla maggioranza: è duro scontro

guerra e nitti

Il sindaco al consigliere: “Ti sfidiamo. Porta in consiglio le tue verità, se ci sono”

Un consiglio comunale di fuoco. È quello vissuto in aula l’11 ottobre scorso, quando è andato in scena un durissimo faccia a faccia tra il sindaco Giuseppe Nitti, la sua maggioranza, e il consigliere comunale Nicola Guerra. Uno scontro politico in piena regola,dunque, con l’arrivo alla resa dei conti. Ma andiamo con ordine. Il consigliere comunale Nicola Guerra, presentatosi alle ultime amministrative a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Nitti, ed entrato in consiglio comunale a seguito delle dimissioni da consigliere comunale di Gino Petroni, approdato in giunta lasciando vuoto lo scranno poi occupato da Guerra, il 7 ottobre scorso ha comunicato – attraverso una lettera protocollata in Comune – il suo passaggio in minoranza. E la pubblica assise cittadina, già convocata per l’11 ottobre, quattro giorni dopo la missiva di Guerra, è stata l’occasione per un confronto aperto tra tutti gli attori interessati. Quale luogo più adatto del consiglio comunale per discutere del tema?

“Il percorso politico iniziato il 28 aprile 2018 da ‘Civicamente’, in condivisione con i gruppi ‘Noi con l’Italia’ e ‘Insieme per Casamassima’ – ha fatto presente Guerra – esauriti i presupposti che lo motivavano, si è concluso il 4 ottobre scorso. Il sottoscritto continuerà a svolgere la funzione di consigliere comunale, in rappresentanza del solo movimento civico Civicamente, di cui è coordinatore politico sin dalla sua nascita, il 25 aprile 2016. In rappresentanza della lista ‘Noi civicamente insieme’ ha condiviso il percorso di questi primi15 mesi dell’amministrazione Nitti, con le forze politiche di maggioranza che la sostengono. La nuova condizione lo pone in posizione di responsabilità e di rappresentanza più diretta con le istanze dei cittadini sostenitori di ‘Civicamente’, che sono un po’ più specifici rispetto a ‘Noi con l’Italia’ e ‘Insieme per Casamassima’. Più in generale, sento comunque la responsabilità con la collettività di Casamassima. Motivo per cui sento di rispondere al mio ruolo, espletando la mia funzione in forma più libera ed autonoma, interrompendo la collaborazione sin qui esercitata e uscendo di fatto dalla maggioranza. Tale riposizionamento politico non è da intendersi, come purtroppo a volte è successo, quale volontà belligerante nei confronti dell’attuale amministrazione, ma bisogno di esplicitare una visione di soluzioni possibili alle innumerevoli problematiche, che a volte sono differenti da quelle espresse dalle forze politiche del governo cittadino. La mia necessità di esercitare la funzione di consigliere comunale, forse illudendomi circa il fatto che, sedendomi tra i banchi della minoranza, possa farlo con più libertà e autonomia. È la prima volta che sarò consigliere di minoranza, ci provo, la mia può essere un’illusione, ma il domani è da scrivere. Se è necessario fornire spiegazioni rispetto a quanto da me già comunicato per iscritto, sono qui per spiegarmi meglio. Lo spirito con cui ho assunto la decisione è quella di un cuore sereno, sgombro da qualsiasi tipo di preoccupazione, perché avevo contezza dello spirito democratico del sindaco, che in una conferenza dei capigruppo del 17 luglio ha riconosciuto legittimamente la libertà di esprimere la propria opinione e volontà, anche se difforme da quella espressa dalla compagine di cui fa parte. Il sindaco, in quella circostanza, sottoscrisse la sua capacità democratica di riconoscere a un consigliere di minoranza la possibilità di esprimere un parere difforme. In più occasioni il sindaco, nel corso di confronti in cui esprimevo le mie perplessità, pur dichiarando dispiacere nel caso in cui i nostri percorsi si fossero un giorno divisi, mi ha sempre assicurato di avere i numeri. Motivo per il quale sapevo di non compromettere la solidità e la graniticità della maggioranza e di non indebolire nulla. La reazione registrata, leggendo un post su facebook del sindaco, del 7 ottobre, mi ha sorpreso: al netto dei toni e dei termini usati, che in genere qualificano chi li usa, l’ho considerata un grido di dispiacere, chiara testimonianza che teneva alla mia presenza in squadra, cosa che invece non ho saputo percepire nei mesi passati. La cosa mi ha lusingato, facendomi cogliere, tra le righe, un livello di stima personale che non era emerso prima. Potrei considerarlo anche come punto di partenza per un nuovo rapporto, anche se adesso siedo tra i banchi della minoranza”.

Durissima è subito arrivata la replica del sindaco Nitti, che non ha raccolto in alcun modo l’invito del consigliere Guerra e il suo lasciare un canale aperto verso un possibile “punto dipartenza – queste le parole di Guerra – per un nuovo rapporto”. “Avverto la necessità di esternare il mio pensiero – ha detto a sua volta il sindaco, Giuseppe Nitti – sulla collocazione politica del consigliere comunale Nicola Guerra, il quale con una nota di pochi giorni fa ha comunicato il suo passaggio in opposizione. Desidero però scusarmi per il linguaggio forte utilizzato in un mio post su facebook: a volte la delusione prende il sopravvento, e questo non è un bene per chi, come noi, ricopre ruoli istituzionali. Chiarito questo, gradirei entrare nel merito della vicenda. Il consigliere Guerra,con nota protocollata in data 6 ottobre 2019, ha dichiarato ufficialmente il suo passaggio in opposizione. In tutta onestà, ho letto più volte il suo scritto, per cercare, nelle numerose frasi sibilline, collocate nel comodo limbo del dico e non dico, serie motivazioni a supporto della sua scelta. Purtroppo non le ho trovate. Un sindaco può essere sfiduciato, come sta facendo Guerra, certo. Ma ci devono essere forti ragioni, atti disdicevoli, comportamenti scorretti o illegittimi, sfregi politici in danno dei suoi amici di squadra. Avrei voluto leggere anche solo una di queste accuse, per poter replicare, per potermi difendere dall’atto più estremo che un consigliere possa fare, ma non me ne viene data la possibilità. Qualcuno potrebbe dirmi che anch’io in passato ho fatto un’azione simile, è vero. Ma venni in consiglio comunale ed ebbi il coraggio di far valere le mie ragioni. All’epoca, per venti minuti, puntai il dito contro un sindaco che non meritava più la mia fiducia. Caro Guerra, perché non fai altrettanto? Oggi mi metto a nudo innanzi a tutti i cittadini, al consiglio comunale e a tutti i consiglieri, affinché tu mi possa accusare. Guardami negli occhi Guerra. E dimmi: quali atti disdicevoli avrei compiuto in questo anno e mezzo di sindacatura? Racconta a tutti: quali tradimenti politici avete ricevuto tu e il tuo gruppo? In quale occasione il sindaco e la maggioranza ti hanno impedito di esprimere liberamente il tuo pensiero? Quando Guerra? Stai avendo una possibilità unica oggi: sfruttala. Hai davanti a te un sindaco che ti chiede di mettere in pubblica piazza le tue verità: raccontacele Guerra, se ci sono. Io non ho paura. Noi della maggioranza non abbiamo paura di sfidarti su questo terreno, in questo consiglio. Non temiamo di essere accusati di nulla. Ed è proprio per questo che ho molto apprezzato la tua foto con il procuratore Gratteri, un gigante della legalità. Mi chiedo: cosa penserebbe Gratteri di un qualsiasi amministratore che utilizza il suo ruolo per conseguire interessi personali? Cosa penserebbe di coloro che esercitano pressioni per ottenere futili vantaggi? Cosa penserebbe di quelli che reclamano spartizioni in funzione di un presunto peso politico? Io penso che si indignerebbe, così come si indignerebbero i ventimila abitanti di Casamassima. Caro Guerra, nomen omen avrebbero detto i latini, non sei passato oggi in opposizione. Lo hai fatto un secondo dopo che ti è stata offerta la possibilità di entrare in consiglio. Certo, è proprio così, perché tu non sei un eletto e non è un dettaglio. Tu sei qui grazie alle dimissioni dell’assessore Petroni, che oggi è stato messo da te in una condizione quantomeno di imbarazzo. Per mesi e mesi non hai fatto altro che utilizzare la tua penna rossa su ogni cosa, anche la più futile. Per mesi hai gettato nell’imbarazzo più totale i tuoi leali amici di squadra, con lo scopo di accrescere il tuo peso politico. Per mesi hai giocato a fare il ghostbusters, cercando fantasmi in ogni dove e facendo percepire in modo intangibile la tua subdola diffidenza nei confronti di tutti noi. Per mesi hai cercato di apparire come l’antisindaco, come un baluardo di correttezza e trasparenza, purtroppo però come spesso accade tra l’apparire e l’essere c’è un abisso. Io continuerò ad andare avanti, perché mi sento forte dell’affetto, dell’amicizia, della lealtà e della competenza della nostra squadra. Allo stato continuerà a lavorare con noi l’assessore Petroni, perché in questi mesi si è dimostrato – lui sì – collaboratore affidabile. Non daremo spazio a chi vuole riportare a Casamassima i vecchi schemi della politica, per noi sono più importanti le persone, il loro animo e il loro impegno. A tal proposito vorrei ringraziare la mia maggioranza, che non smette di sognare e di voler realizzare una Casamassima migliore. Una maggioranza che non ha mai smesso di lavorare per il futuro delle nuove generazioni. Caro Guerra, finalmente hai fatto una scelta coerente con le tue azioni, e per questo ti auguro una folgorante carriera politica che ti dia le soddisfazioni, e tutto il resto, che da questo sindaco e da questa maggioranza non hai potuto ottenere”.

Il consigliere Guerra ha poi replicato di non avere mire politiche, ma di svolgere il suo ruolo come opera di volontariato per il bene della collettività e nel rispetto della legalità.