Giovedì 25 Aprile 2019
   
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26 ettari confiscati alla criminalità

semi di vita (1)

I terreni sono stati consegnati ad Angelo Santoro e alla Coop “Semi di Vita”

“Sono felicissimo, è davvero un grande traguardo! Un evento che segna il passaggio ad un’evoluzione ulteriore in qualcosa di ancora più concreto rispetto a tutto il lavoro svolto fino ad oggi.” Così Angelo Santoro ci ha risposto quando lo abbiamo contattato per chiedergli un commento su quanto apparso in questi giorni su La Gazzetta del Mezzogiorno in un bellissimo articolo scritto dalla collega Rita Schena.

La notizia è che la cooperativa sociale ‘Semi di vita’ lo scorso 6 febbraio si è aggiudicata il bando sulla concessione in comodato gratuito dei terreni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata nel comune di Valenzano. Si tratta di un’estensione di 264.693 mq2 di terreni agricoli situati in Contrada Marrone, alle spalle della facoltà di Veterinaria, e per i quali Angelo Santoro & co. hanno ideato un progetto dal titolo avvincente di “La Fattoria dei primi”, riconosciuto dalla commissione con un giudizio pieno di 100/centesimi.

semi di vita (2)

“La vittoria è stata inaspettata, perché abbiamo risposto all’avviso ignorando chi altri vi stesse concorrendo. Ora sarà davvero importante rispettare quanto abbiamo scritto nel progetto, l’offerta che abbiamo fatto per ridare vita a terreni abbandonati da un trentennio, sottratti alla mafia e che vanno resi produttivi. Oggi sul terreno ci sono circa 600 ulivi messi piuttosto male, attorno al perimetro si è creata una discarica abusiva con materiali edili di scarto, amianto e plastiche. Per riuscire nell’impresa ci vorrà un notevole impegno e l’aiuto di tutti i diciannove partner che abbiamo unito intorno ad un’unica idea, ma non siamo spaventati. Siamo abituati a lavorare e sudare. Il progetto prevede un cronoprogramma della durata di dieci anni, in cui ci si prefigge di raggiungere obiettivi a medio lungo termine attuando processi volti a far diventare la fattoria un’azienda multifunzionale.”.

Oltre all’aspetto puramente agricolo, ovviamente il progetto prevede anche obiettivi sociali, infatti la cooperativa gestirà il bene per poi riconsegnarlo alla comunità di Valenzano più bello “Lì dove la mafia sottrae e fa danni, noi puntiamo a creare una comunità che gestirà questo terreno. Anche per questo organizzeremo biciclettate, iniziative con Agesci, Arci e Libera e con tutti i cittadini di Valenzano che vorranno stare con noi.”.

Gli immobili confiscati in Italia sono circa 17mila, la volontà da parte degli organi statali di affidare questi bene a cooperative e progetti sociali è certamente un chiaro segnale di riscatto volto alla valorizzazione della legalità. Il progetto della “Fattoria sociale dei Primi” affonda le sue radici nell’esperienza maturata dalla cooperativa sociale ‘Semi di Vita’, di cui Angelo Santoro è presidente, e che dal 2014 conduce un terreno privato di circa 2 ettari certificato biologico nel quartiere barese di Japigia. La vocazione sociale, volta all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, ha agevolato il connubio con l’agricoltura, strumento adatto alla riabilitazione morale delle persone coinvolte. Anche ‘La fattoria dei Primi’ ha come elemento distintivo la sostenibilità declinata nelle sue generalità più complete; la mission è quella di essere una organizzazione capace di dialogare con le persone che sono ai margini della società assicurandoli un inserimento formativo e lavorativo per produrre prodotti biologici valorizzando l’identità territoriale. A chi non dovesse conoscere la magnifica storia di Angelo Santoro e della sua ‘Semi di Vita’, di cui più volte abbiamo parlato nelle nostre pagine, basterà sapere che il progetto ha vinto due volte il premio “Personaggio casamassimese dell’anno”, nel 2012 insieme all’ass. ‘Comunione è vita’ di cui coltivava un piccolo orto sociale, 2mila mq, per l’inserimento lavorativo dei diversamente abili e poi nel 2015 nella categoria ‘attività produttive’ per il successo della sede operativa in via Peucetia, quartiere Japigia appunto, per l’impegno a diversificare la propria economia e attività rispetto all’agricoltura, allargandosi alla didattica, accoglienza turistica e alla nobile causa sociale inserendo nel lavoro dei campi alcuni soggetti svantaggiati. Oggi oltre al terreno a Japigia la cooperativa porta avanti progetti nelle scuole, come l’orto sociale al ‘Lenoci’, la fungaia al ‘Gorjux’ o la cardoncelleria nel carcere minorile.

“Cinque anni di sacrifici, senza risparmiarci, senza stipendio, con tantissimo sudore sulla fronte. Non era possibile non arrivare a un traguardo – e se chiediamo ad Angelo di guardare al solco tracciato fino ad ora, si lascia andare a un sogno che cela un’unica amarezza – Mi capita di guardarmi indietro ogni tanto e ripensare alla prima esperienza, all’orto fruttabile di Casamasima e a tutta la strada fatta dal 2011 a oggi e mi rendo conto che davvero sacrificio e coraggio ripagano sempre. Questo non per erigerci a super persone, non ci interessa, ma credo che possiamo essere un faro per chi oggi si vuole buttare in un’avventura, per chi crede in qualcosa e si impegna per raggiungere dei risultati. Resta un piccolo neo che in realtà è più una speranza per il futuro e cioè di poter realizzare qualcosa nel mio paese sfatando il mito di ‘Nemo propheta in patria’.”

E glielo auguriamo e ce lo auguriamo anche noi, intanto tantissimi auguri a tutta l’allegra brigata di ‘Semi di Vita’.

LUNA PASTORE

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