Martedì 22 Gennaio 2019
   
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“La convocazione dell’ultimo consiglio è illegittima”

palmieri e mirizio

Il grido d’accusa di Spinelli, Palmieri, Mirizio e Portaccio

Un consiglio comunale ‘avvelenato’. È quello che ha avuto luogo martedì scorso, 11 dicembre. ‘Avvelenato’ perché la pubblica assise cittadina è stata preceduta dalla dura presa di posizione di una parte della minoranza (Partito democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia e Udc, espressione politica di cui la consigliera comunale Monica Portaccio rivendica con forza di fare parte), che ha contestato le modalità di convocazione dell’assemblea. Tanto da presentare un esposto all’attenzione del sindaco Giuseppe Nitti, del presidente del consiglio comunale, Pinuccio Valenzano, dei consiglieri comunali e del segretario generale del Comune di Casamassima.

“A seguito della convocazione del consiglio comunale dell’11 dicembre 2018 – hanno scritto a riguardo Antonietta Spinelli, Andrea Palmieri, Agostino Mirizio e Monica Portaccio–rileviamo che questa stessa convocazione non è stata preceduta dalla conferenza dei capigruppo per la definizione dell’ordine del giorno, in violazione dell’articolo 9 comma 4 del regolamento del consiglio comunale. Infatti non si comprende come il presidente del consiglio abbia potuto contestualmente convocare una conferenza dei capigruppo con oggetto ‘Integrazione ordine del giorno prossima seduta del consiglio comunale’ per il 10 dicembre 2018, senza che si sia tenuta la conferenza dei capigruppo che avrebbe dovuto stabilire l’ordine del giorno del consiglio comunale. La precedente conferenza dei capigruppo, riunitasi il 22 novembre 2018, prodromica al consiglio comunale del 29 novembre 2018, poneva infatti come data indicativa quella dell’11 dicembre 2018, senza definire l’ordine del giorno correlato, tanto che si rilevava l’eventualità di inserire, oltre al punto inerente il ‘Piano del diritto allo studio’, anche quello riguardante la ‘Variante al piano regolatore per l’ampliamento dello stabilimento dell’acqua Amata’, già ritirato precedentemente, qualora l’iter della prima commissione consiliare si fosse concluso.

Ad ogni modo – proseguono i quattro firmatari del documento – una programmazione dei lavori ex articolo 47 del regolamento del consiglio comunale non può escludere la convocazione della conferenza dei capigruppo per stabilire definitivamente l’ordine del giorno a norma dell’articolo 10 del citato regolamento, che invece è stato deciso in totale autonomia dal presidente del consiglio comunale, non inserendo i punti inerenti l’’Approvazione verbali sedute precedenti’, le ‘Comunicazioni’ e le ‘Interrogazioni e interpellanze’ previste ex articolo 52 comma 2 del regolamento medesimo, senza mai averlo condiviso.

Si evidenzia quindi la palese illegittimità della convocazione del consiglio comunale previsto l’11 dicembre 2018, e di conseguenza è illegittima la convocazione della conferenza dei capigruppo per integrazione di un ordine del giorno mai definito e circa il quale ancora oggi ignoriamo i provvedimenti da adottare, mai visionati in precedenti conferenze dei capigruppo. Ad avvalorare quanto sopra riferito, si evidenzia che la prima commissione consiliare tenutasi per esprimere un parere relativamente al provvedimento ‘variante prg per ampliamento stabilimento Acqua Amata’ ha accertato l’assenza totale della proposta di deliberazione e ha deciso all’unanimità che tale punto non poteva essere discusso nella seduta di consiglio convocata per l’11 dicembre 2018. Pertanto si rimarca l’illegittimità di una convocazione di consiglio comunale effettuata in autonomia dal presidente del consiglio, che ha disposto la convocazione nonostante la totale assenza del provvedimento (e tutti i pareri necessari) posti all’ordine del giorno. Infatti le delibere di consiglio comunale devono essere disponibili e complete in sede di conferenza dei capigruppo, in modo da dare ai consiglieri la possibilità e il diritto di una consapevole valutazione.

A tal proposito, si rileva anche, per onestà verso i cittadini e la gestione dei soldi pubblici, che è inammissibile partecipare a commissioni consiliari convocate per il giorno precedente il consiglio comunale (come accaduto per il piano del diritto allo studio 2019, in discussione presso la terza commissione consiliare convocata per il 10 dicembre 2018) al mero fine di ‘prendere atto’ di provvedimenti da adottare nel consiglio medesimo, laddove il ruolo di una commissione, senza che ricorrano motivi di urgenza, è quello di analizzare e sviscerare le questioni da sottoporre all’ordine del giorno del successivo consiglio comunale. Alla luce delle argomentazioni espresse – hanno concluso Spinelli, Palmieri, Mirizio e Portaccio – si ritengono la convocazione del consiglio comunale dell’11 dicembre 2018, nonché la conseguente convocazione della conferenza dei capigruppo del 10 dicembre 2018, prive di validità”.

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