Martedì 19 Febbraio 2019
   
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Sarà tutta la cittadinanza a ricordare Hrand Nazariantz

In basso a destra Hrand Nazariantz

Il consiglio comunale ha accolto all’unanimità dei presenti, 15 su 17 con le sole assenze dei rappresentanti nella pubblica assise cittadina Monica Portaccio e Agostino Mirizio, peraltro allontanatisi ben prima della relativa discussione in aula del punto, la mozione attraverso la quale il Movimento cinque stelle cittadino ha proposto di rimuovere dalla targa affissa sulla parete principale del palazzo municipale – dedicata al poeta armeno Hrand Nazariantz - i nomi di Mimmo Birardi, sindaco nel gennaio 2012 quando la targa fu collocata in piazza Aldo Moro, e Gianfranco Laricchia, allora consigliere comunale e sulla stessa targa presente nelle vesti di coordinatore del movimento culturale Rete Sud.

La decisione del consiglio comunale non è andata giù né a Laricchia, come emerso proprio dalla discussione dell’ultima seduta consiliare, né all’ex sindaco, che ha manifestato tutto il suo disappunto sulla sua pagina facebook. Dal canto nostro, non ci resta che registrare la posizione della quasi totalità dei rappresentanti la pubblica assise cittadina, che hanno accolto la mozione.

Qualche osservazione a riguardo, certo opinabilissima, sentiamo anche noi di farla. La decisione del consiglio che ha sostenuto la mozione dei Cinque stelle – questo il nostro punto di vista – ci pare tutt’altro che irricevibile. Perché Nazariantz è stato, e attraverso le sue opere rimane, un patrimonio per Casamassima, la sua cittadinanza e non solo. Senza nulla togliere a Gianfranco Laricchia e a Rete Sud, ci pare riduttivo lasciare a futura memoria una targa sulla quale in riferimento a Nazariantz si legge “nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa lo ricorda l’associazione Rete Sud con la unanime partecipazione dell’amministrazione comunale”. Perché un messaggio così strutturato, oltre a non dare alla cittadinanza casamassimese, di cui il poeta armeno è patrimonio, alcuna rilevanza, pone in secondo piano anche l’amministrazione comunale, relegata al ruolo di partecipante al ricordo, seppur in maniera unanime. Ecco perché la richiesta dei Cinque stelle, che intendono firmare la targa con “La cittadinanza pose”, ci pare più idonea.

Sia chiaro: il nostro ragionamento nulla toglie ai meriti di Gianfranco Laricchia e Mimmo Birardi. Senza di loro, senza la loro azione e la loro iniziativa, probabilmente oggi in pochi a Casamassima saprebbero che Hrand Nazariantz è vissuto nella nostra cittadina, agli inizi degli anni ’60, in via Farini nel cuore del centro storico, e che ha sfiorato il premio Nobel in letteratura nel 1953, poi assegnato a Winston Churchill. Così come difficilmente sarebbero arrivate in città personalità del calibro di Pietro Kuciukian, console della Repubblica di Armenia in Italia che fece tappa a Casamassima il 25 gennaio 2012, proprio nel giorno in cui fu scoperta la targa in piazza Moro.

I meriti di Laricchia e Birardi, come dell’amministrazione dell’epoca, nel promuovere, sostenere e far conoscere l’immagine di Hrand Nazariantz ci sono e resteranno tali. Ma, al di là delle questioni meramente politiche, riteniamo non possa essere condannata la scelta di sottoscrivere l’epigrafe a nome di tutta la cittadinanza.

GIANLUCA ZACCHEO

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