Mercoledì 21 Novembre 2018
   
Text Size

Tariffe 2007: la parola a Fais, predisente del Comitato Tari 2018

Il presidente del Comitato Tari 2018, Pierfrancesco Fais

Anche Pierfrancesco Fais, presidente del Comitato Tari 2018, torna sulla questione relativa alle tariffe 2017.

"'Tutelare le casse del Comune vuol dire essere realmente dalla parte dei cittadini'. Nella qualità di presidente del Comitato Tari 2018 - precisa Fais - la cui costituzione è stata comunicata a mezzo Pec al Comune di Casamassima nel mese di aprile 2018, è doveroso intervenire sul botta e risposta relativo a quella che, da essere un’azione giudiziaria promossa da semplici cittadini per vedere riconosciuto il proprio diritto ad una tassazione equa per 'tutelare le proprie tasche', è stata ipocritamente 'interpretata' dal sindaco Giuseppe Nitti come un’azione politica.

Dalla dichiarazione rilasciata dal sindaco sulla 'Voce del Paese', appare evidente che egli non sappia, o non voglia far sapere, quei fatti sostanziali che chiarirebbero il contesto delle azioni che hanno portato ad aprire un contenzioso giudiziario che, in primo grado, con sentenza del Tar Puglia Bari n.869/18 ha dichiarato illegittimi tutti gli atti amministrativi del Comune relativi al piano Tari, contenuti nel Pef 2017. In primo luogo è necessario fare una distinzione tra il Comitato Tari Equa, formatosi per la fase precedente il giudizio al Tar, e il Comitato Tari 2018, totalmente apolitico e all’interno del quale non vi sono figure appartenenti al centrodestra, come il sindaco vorrebbe far intendere, che è oggi attore principale nell’opera di divulgazione e sostegno dei ricorrenti nella prosecuzione del giudizio, con tutti gli atti connessi, per ottenere l’affermazione delle proprie ragioni anche dal Consiglio di Stato.

E’ stato infatti il Comitato Tari 2018 che, su richiesta delle uniche forze politiche locali (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Progetto Casamassima, Partito Democratico e Partito Comunista), che hanno manifestato interesse a comprendere le motivazioni della materia del contendere, ha partecipato alle riunioni da loro organizzate, i cui esiti sono sfociati in pubblici comunicati che, ovviamente, nulla hanno a che fare con l’attività del Comitato.

Ebbene, da cittadino e quale diretto interessato in quanto primo ricorrente, ritengo di dover replicare al sindaco, sottolineando che la materia Tari non riguarda le casse comunali ma tasche (casse) di tutti i cittadini contribuenti. Dimentica infatti il sindaco che tutte le spese relative alla gestione dei rifiuti, sono interamente a carico di noi cittadini – privati e commercianti - e, pertanto, quelle somme addebitate in più di cui si chiede l’annullamento, non vanno nelle casse comunali, ma nelle casse dell’appaltatore. Questa non è politica ma gestione amministrativa.

L’amministrazione deve quindi essere gestita nell’interesse del cittadino e non delle 'casse comunali', oggi peraltro depauperate di milioni di euro tra spese legali e stralci di entrate per errori che non certo i cittadini hanno fatto. Allora, quale sarebbe la tutela delle casse comunali se si preferisce continuare a spendere decine di migliaia di euro in spese legali, piuttosto che valutare le soluzioni ad errori amministrativi?

Quando il sindaco scrive 'avrei gradito, invece, maggior dialogo e confronto', perché non dice di aver rifiutato tale confronto con il sottoscritto e con chi lo aveva chiesto già il 17 e 18 giugno scorsi? Perché tanta fretta di firmare quel mandato per l’appello al Consiglio di Stato (con un commissario ormai già senza poteri), sapendo che la sentenza non era stata notificata (su nostra richiesta), proprio perché in attesa di un confronto propositivo che avrebbe avuto come scopo la riduzione del danno alle casse comunali?

Tante domande a cui non è mai stata data una risposta, se non quella durante il consiglio comunale del 28 settembre scorso, dove il sindaco ha chiaramente espresso la volontà di essere lui a decidere con chi confrontarsi. Tanto è vero che ha convocato il presidente del Comitato Tari Equa, e non se ne capisce il motivo, giacchè non aveva chiesto nessun incontro, in quanto poi si sarebbe ritirato dalla fase giudiziaria.

Per concludere, ci si chiede se a Casamassima sia al governo una democrazia, oppure un podestà che tutto può e tutto decide, in barba a sentenze (che si applicano e non interpretano), regole e, soprattutto, al rispetto di quel ruolo che lo dovrebbe vedere il sindaco dalla parte dei cittadini 'informati' che gli chiedono conto e non, invece, avvinghiato a quella cassa che sua non è".

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI