Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Il centrodestra torna alla carica sulla questione delle tariffe Tari

Franco Pignataro

Continua a far discutere, negli ambienti oilitici cittadini, la questione relativa alle tariffe Tari del 2017.
A tornare sull'argomento, questa volta, è il centrodestra casamassimese


“Lo scorso 8 luglio, con delibera numero 85 adottata con i poteri della giunta – fanno sapere i rappresentanti del centrodestra in un comunicato a firma dei coordinamenti cittadini di Fratelli d'Italia e Forza Italia e del gruppo consiliare Forza Italia – Fratelli d'Italia (Trattiamo l'argomento relativo alla sottoscrizione come gruppo consiliare in un'altra sezione del nostro giornale) - un commissario prefettizio, che bene avrebbe fatto ad astenersi, attendendo l’insediamento della nuova giunta, con la 'partecipazione' di uno zelante sindaco appena eletto, hanno deliberato di opporsi al ricorso vinto presso il Tar Puglia da alcuni Cittadini ricorrenti, che avevano contestato l’ingiustificato aumento della tariffa Tari adottata dalla precedente amministrazione di sinistra di cui l’attuale sindaco faceva parte.

Il sindaco ha cambiato la casacca con la quale votò favorevolmente al piano Tari 2017, ma ha confermato quella scelta, affannandosi a condividere il provvedimento di un commissario che non aveva titolo per firmare la delibera. Il centrodestra di Casamassima, costituito da Fratelli d’Italia e Forza Italia, insieme al gruppo consiliare, confermano la posizione assunta già in campagna elettorale, di essere dalla parte dei cittadini e delle attivita produttive e non di un piano tariffario che piace solo alla maggioranza pseudo-civica e obbediente, alla ditta appaltatrice e ai soliti noti che ne sono esentati.

La delibera in questione gratta anche il barile del fondo di riserva, la cui utilità forse sfugge a molti e, per pagare l’avvocato, aggiunge costi per oltre 11mila euro a quelli sentenziati dal Tar Puglia, che ha condannato il Comune alle spese processuali. Nell’occasione facciamo rilevare che la delibera poteva essere adottata dalla giunta pseudo-civica, poi nominata dal sindaco solo tre giorni dopo, l’11 luglio. Perché non aspettare la nomina della giunta per deliberare, non ricorrendo motivi di urgenza o scadenza di termini?

E poi, a proposito di delibere che scompaiono e riappaiono con numeri e firme diverse come neanche il mago Silvan riuscirebbe a fare, saprà mai il sindaco che per sostituire una delibera firmata da Tizio con una firmata da Caio è necessario revocare prima quella di Tizio? E se cambia il numero di delibera, saprà mai che vanno revocate le due precedenti? Nessuno ha consigliato lo sprovveduto sindaco? Mistero che sarà chiarito nelle sedi opportune.

Fratelli d’Italia, Forza Italia e la rappresentanza consiliare sostengono politicamente il Comitato Tari 2018 e sosterranno la costituzione presso il Consiglio di Stato per ottenere una conferma della sentenza e mettere i cittadini in condizione di essere rimborsati della maggiore quota pagata per un servizio che costa troppo, non funziona, e provoca sporcizia piuttosto che rimuoverla.

Stia tranquillo lo zelante sindaco 'partecipante' alla delibera: se il Consiglio di Stato confermerà la sentenza del Tar, chiederemo conto ai responsabili del danno economico arrecato al Comune. Così potrà avere capacità di spesa, in maniera tale da avere le risorse per piantare altri alberelli, poiché non è certo nostra volontà togliergli il piacere di godere del profumo dei fiori d’arancio”.

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