Lunedì 18 Novembre 2019
   
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PIANO INTEGRATO SVILUPPO TERRITORIO (PIST), IL RESOCONTO

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Il 22 luglio scorso nell’atrio del castello Caracciolo in Sammichele si è svolto il giorno il primo incontro di presentazione alla cittadinanza del Piano Integrato Sviluppo Territorio (PIST Strumento di programmazione previsto dalla Legge Regionale 21/2008 – Norme sulla Rigenerazione Urbana).

Il convegno ha visto l’apertura dei lavori a cura dei sindaci dei quattro comuni coinvolti, Casamassima (rappresentata dall’assessore Giuseppe Pellegrino), Gioia del Colle, Turi e Sammichele.

Le introduzioni vertevano verso la buona pratica della progettazione partecipata, fortemente voluta dall’assessorato alla cittadinanza attiva della Regione Puglia, andando in tal modo a coinvolgere tutti i portatori di Interesse e gli stakeholder.

Hanno relazionato il Documento programmatico preliminare (DPP) l’architetto Lorenzo Pietropaolo e Luigi Ranieri, andando a coinvolgere la cittadinanza invitata.

Erano difatti presenti la maggior parte dei rappresentanti delle associazioni quali portatori di interesse a tutela  della salvaguardia del territorio, della vivibilità nei centri urbani e la qualità di vita.

La progettualità, nata da un accordo di programma tra i quattro comuni, ha lo scopo principale di valorizzare tutte le risorse territoriali, culturali, ambientali, storiche, archeologiche e naturalistiche ecc.. e far si che se ne apprezzino i contenuti.

Il progetto, che prevede la partecipazione dei cittadini, si arricchisce di contenuti anche e soprattutto con la collaborazione degli stessi, attraverso la compilazione di specifici moduli/intervista, che hanno lo scopo di individuare tutte le lacune e i disservizi presenti nei comuni interessati. In tal modo grazie alla collaborazione dei cittadini si potranno evidenziare ulteriormente le zone di criticità, andando (si spera) ad agire in maniera mirata sulle problematiche di inclusione sociale, vivibilità del paese, barriere architettoniche, qualità della vita.

Il PROGRAMMA

“LAME e CAMPAGNE: Ricucire le reti di connessione ambientale”, “LA CITTA STORICA: Valorizzare i centri storici e il patrimonio rurale”, “RISORSE CULTURALI ed ECONOMICHE: Promuovere il Territorio”.

Sono questi gli elementi su cui agire, oltre alla valorizzazione delle risorse su citate, affinché vi sia uno sviluppo maggiore in termini di turismo e attrattive storico-culturali.

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Difatti il programma si pone l’ambizioso obiettivo di valorizzare il territorio, dando grande risalto anche alle: LAME di PEUCETIA, ossia: LAMA SANGIORGIO e GIOTTA (San Giorgio, Lama San Giorgio, Macchia di Marcello, Area del Pentimone), che ricordiamo come Lama San Giorgio, con i suoi 40 chilometri, rappresenta una delle lame più lunghe di questa parte del territorio della Puglia: nasce a valle di Monte Sannace - a 383 metri s.l.m. nel territorio di Gioia del Colle - e, dopo aver attraversato in direzione nord il territorio dei Comuni di Sammichele, Casamassima, Rutigliano, Noicattaro e Triggiano, sfocia a mare in corrispondenza di Cala San Giorgio, nel territorio del Comune di Bari. La morfologia di Lama San Giorgio è quella tipica dei corsi d'acqua, a meandro con brevi diramazioni laterali che si immettono sul solco principale).

Il DPP, quindi, traccia gli obiettivi da perseguire con l’affidamento di eventuali risorse economiche tratte dai Fondi europei strutturali.

Il DPP si basa su una convenzione trai i quattro comuni, il cui capofila è Turi, e ha i seguenti costi, ripartiti sulla base demografica (% popolazione) di ogni singolo comune:

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[*contributo di CasamassimaFutura.org, presente all'incontro]

Commenti  

 
#1 sofia senior 2010-07-25 21:06
Parlo da turese emigrata: sono ancora sbalordita dalla ignoranza (scarsa conoscenza) ke negli interventi ha svelato il sindaco di Turi circa la presenza nel nostro territorio delle due lamein oggetto. Bene han fatto gli altri relatori a sottolineare l'inconsistenza, nei termini, del Piano: Lame di Peucezia esistono solo nella mentalità distratta del 1° cittadino turese. Un sindaco che dal suo mandato in poi non riesce a tirare le fila del PUG, poco convinto che i permessi di costruzione su quel poco che rimane delle lame in questione (ramificazioni importanti attraversano il centro abitato ora in selvaggia espansione)devono sottostare e rispettare regolamenti nazionali. Soprattutto regionali, ovviamente. Sa benissimo di ignorare i cittadini del suo paese, evitando consultazioni pubbliche con gli associati che ne sanno di più. Ciò condiziona la credibilità di un progetto simile. Eppure la storia di Turi si legge proprio con la presenza di acqua sorgiva derivante da Monte Sannace attraverso il CANALONE: anche se lui non lo sa (ma forse finge)la casa editrice ADDA ha pubblicato un paio di libri a tale proposito, anche l'Unesco porta in giro per il mondo questa eccezionalità ormai conosciuta nel mondo attraverso l'ESA. Di questo si è parlato anche a Sammichele un paio di mesi fà grazie al WWF locale per pianificare interventi appropriati... ma il sindaco turese non c'era. Il riferimento è a Pina Catino, ovviamente e alla grotta di S.Oronzo (lama rossa) quindi alla religiosità massima di Turi. Non mollate voi sindaci di Gioia Casamassima e Sammichele, l'esperienza della Catino vi qualificherà il progetto: noi turesi di chiacchiere siamo stufi e delusi, se non si dà un taglio particolare al Piano non si va oltre. Fu la Catino a invitare in un convegno turese il pres. regionale Archeoclub e uno dei più grossi geologi pugliesi, nella nostra sala consiliare. Sindaco Gigantelli, ovviamente. Auguro un sincero buon lavoro agli amici del WWF di Gioia, ci conosceremo di persona.
 

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