Venerdì 19 Aprile 2019
   
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BOTTEGA DEL FUTURO: CASAMASSIMA C’È, ORA TOCCA ALLA POLITICA

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Si è conclusa ieri sera la fase progettuale della Casamassima del futuro.

I pionieri dell’ideazione creativa (ma realistica e poco “fumosa”) si sono dati appuntamento a Palazzo Monacelle, come per i precedenti incontri, per commentare “in piazza” le idee e soprattutto lo specchio dei bisogni di una popolazione che chiede al governo cittadino di intervenire sulla qualità della vita, a cominciare dalla situazione ambientale e occupazionale.

Di nuovo, amministratori (stavolta i rappresentanti “politici” si contavano sulle dita di una mano), cittadini, associazioni, professionisti e imprese, si sono confrontati sulle visioni condivise durante i laboratori avviati nelle sessioni precedenti. Così i rappresentanti di ogni gruppo (otto in totale) hanno presentato i progetti.

Realizzabili o utopistici?

Ci è sembrato che ciascun gruppo non sia andato a cercare la cosiddetta “luna nel pozzo”, ma con saggezza e realismo abbia puntato a rendere concreto un quotidiano ideale, fatto di bonifiche, vivibilità del centro storico, riorganizzazione della cultura agricola (di nicchia, magari – ndr), un pip teso a offrire all’artigianato uno spazio per valorizzarsi, un incremento di posti di lavoro anche tramite l’avviamento di cooperative sociali. Non mancano, altresì, ambizioni turistiche. Di che tipo, sarà da capire. Nuovi spazi attrezzati per intercettare l’incoming nazionale e internazionale?

Tutto sommato, considerato il periodo in pieno clima di ferie estive, la risposta dei casamassimesi non si è fatta attendere; un po’ la novità della formula allargata, un po’ l’invito a partecipare alla pianificazione della nuova dimensione cittadina, un po’ il desiderio di “vomitare” quello che non funziona, in tanti hanno partecipato intervenendo attivamente.

I casamassimesi hanno voglia di cambiamento.

Ma molto dipenderà, ora, dalla volontà politica: a settembre si torna a discutere di questi progetti e alcuni (i più votati dagli stessi cittadini) saranno selezionati per essere avviati. È indubbio che l’amministrazione comunale dovrà manifestare apertamente come intende sviluppare la progettualità corale.

Sulla conclusione di questa prima fase abbiamo interrogato i promotori dell’iniziativa, Margherita Diana, responsabile del Servizio socio-culturale del Comune di Casamassima, Andrea Gelao, di Formez, Giuseppe Pellegrino, assessore alla Cultura del Comune di Casamassima.

margherita dianaDr.ssa Diana, quali sono state le maggiori difficoltà organizzative de La bottega del futuro?

Sicuramente fare “buona comunicazione” ovvero cercare di divulgare in modo positivo questa iniziativa, sensibilizzare alla partecipazione in piena estate, su tematiche a prima vista poco concrete, che puntano a costruire un orizzonte e non soltanto una strada senza buche sotto casa, è stato il passo più difficile.

A questo certamente aggiungo il dato di fatto che il mio settore di intervento è davvero molto vasto per cui ogni piccolo evento è davvero il risultato dell’utilizzo delle energie di tutti quelli che lavorano con me.

3 incontri, 8 progetti venuti fuori dal dialogo tra amministratori, cittadini, associazioni, professionisti.. Come reputa il livello di progettazione "virtuale"?

I progetti sono venuti fuori dalle visioni di tutti, e, come è stato spiegato durante i workshop, la compresenza dei diversi ambiti sociali, quello economico, quello politico, i cittadini e il terzo settore, contribuisce a fornire la necessaria concretezza anche in questa prima fase appunto “virtuale”.

Del resto, ragionando in termini di parole chiave, mi sembra di capire che Casamassima è stata molto ben valorizzata: sviluppo rurale sostenibile, filiera corta, comunicazione, arte, centro storico. Tanto per citarne alcune. Devo dire che il risultato è stato per me molto motivante.

Di solito, quando si fanno questi tentativi, non è garantito alcun risultato preconfezionato, tutto dipende da coloro che accettano di mettersi in gioco e di lavorare sul futuro.

Se si aggiungono poi le solite parole sul momento di crisi generalizzata del modello economico occidentale e così via, il livello dei contributi progettuali, mi porta a desiderare di essere ancora il responsabile del servizio socio-culturale di questa futura città.

Sulla realizzabilità la scommessa per il futuro ora si chiama "volontà politica". O vi è una speranza parallela di agire come "tecnici" interni al Comune?

Mi piace risponderle in due modi.

Il primo è una narrazione breve su come sono arrivata a Casamassima: tre anni e mezzo fa ho partecipato ad un concorso pubblico per un posto da funzionario qui a Casamassima. Vengo da un’altra esperienza durata 26 anni nel settore pubblico della sanità. Dopo tanti anni ho deciso che era ora di cambiare e ho partecipato al concorso per la funzione che oggi rivesto, qui a Casamassima. Posso dire di essere stata selezionata esclusivamente in base al merito poiché non sono “di queste parti” come si dice di solito. Questo mi fa ben sperare proprio riguardo alla “volontà politica” perché l’Amministrazione ha tutte le capacità per valorizzare le buone prassi e la trasparenza dell’azione politica. Certo, nessuno è perfetto ma di questi tempi vincere un concorso senza “conoscenze”, secondo me, vuol dire che l’Amministrazione Comunale quando c’è da mettersi in gioco lo fa nel modo giusto.

La seconda cosa riguarda i tecnici… c’è sempre una ulteriore possibilità riguardo a questo. “La pubblica amministrazione è l’ombra degli uomini”, ha detto qualcuno famoso, e oggi più che mai le persone sono importanti quanto le istituzioni. Dal mio piccolo ambito professionale mi adopererò per trovare possibilità di realizzare le idee più rappresentative che la volontà amministrativa vorrà mettere in atto e credo che con me ci saranno tutti gli altri colleghi. Come si è visto, già ce n’era più d’uno a lavorare nei workshop, qualcuno è venuto anche se in ferie, e li ringrazio tutti.

Facciamo un passo alla volta, correre troppo rovina il fiato soprattutto alla mia età, il cambiamento vero è quello che avviene giorno per giorno e mi sembra che siamo sulla strada giusta.

gelao_Dr. Gelao, iniziativa lodevole. Ma com’è nata?

Qui a Casamassima si è svolta la scuola regionale di partecipazione CAST (Cittadini e Amministrazioni per lo Sviluppo dei Territori realizzata dal Formez nell’ambito della convenzione Sviluppo e Qualificazione della Partecipazione all'interno del PO FESR Puglia 2007-2013) per la provincia di Bari; l’esperienza è risultata positiva e alcuni degli amministratori che vi hanno preso parte, sull’onda entusiasta dell’obiettivo di condivisione con la cittadinanza, hanno pensato di riproporre la formula allargata ai casamassimesi. Così è nata la Bottega del futuro. E considerando che i costi sono sostenuti interamente dai fondi regionali, è un’opportunità importante per questa comunità, che non va assolutamente fatta scivolare nel dimenticatoio o snobbata. Certo, ora occorre che l’amministrazione manifesti chiara volontà di perseguire l’obiettivo, altrimenti resta un esercizio di stile.

I programmi presentati paiono realistici. Qual è secondo lei il livello di progettualità?

Mi è parso dignitoso e concreto. Considerando che è pur sempre la prima volta che si condividono apertamente idee e bisogni, teoricamente i progetti sono tutti realizzabili. A settembre se ne sceglieranno alcuni e su quelli si lavorerà per renderli eseguibili.

pellegrinoAssessore Pellegrino, questa Bottega del futuro, un’illusione?

Qui a Casamassima è partito un percorso.

Quando abbiamo detto che Casamassima si sarebbe salvata soltanto grazie alla bellezza non siamo stati creduti. La bellezza è desiderio e speranza collettiva. Una prospettiva. E sentire la necessità di confrontarsi non è solo una prassi.

Il potere va restituito alle persone. Il vero potere è quello di essere al servizio, non di porre sotto servizio. La democrazia discute i bisogni collettivi.

Trovo intollerabile che qualcuno dica: “ma sì, in fondo vediamo dove vogliono arrivare..” trovo intollerabile che lo dica chi amministra una città. Non siamo difronte a un evento del quale osservare gli effetti, stiamo creando un senso. Questo processo non lo fermerà nessuno. Si rassegnino quelli che pensano che il potere va detenuto. Il potere va liberato, e per liberarsi bisogna cederlo. La mente di una città non la fermerà né la burocrazia, né gli apparati di un partito.

Questa prima fase si è conclusa e a settembre si riparte. Come ha risposto la città?

Magnificamente. Innanzitutto perché non era scontato che ci fosse partecipazione. Secondo perché è la prima volta che si sperimenta un percorso partecipato e la partecipazione è stata reale. Terzo: adesso ci apprestiamo a dare priorità e non a escludere progetti. Di qui vien fuori un’altra idea di Casamassima, che stranamente, però, è molto in consonanza con il programma di governo che abbiamo scritto quando i cittadini ci hanno votato. Io suggerirei a molti di riprenderlo il programma per Casamassima, perché probabilmente lì c’è la chiave di risoluzione del rapporto, serio, con la città.

A settembre accadrà che ci daremo delle priorità e accadrà che la politica sarà chiamata a una enorme responsabilità. Saper dimostrare di essere rappresentativa e non di pretendere un mandato. Noi rappresenteremo quello che la città vorrà fare con noi, perché prima di essere amministratori siamo cittadini.

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