Domenica 23 Settembre 2018
   
Text Size

“273 VOLTE GRAZIE”

Azzurra Acciani

Intervista ad Azzurra Acciani

Azzurra Acciani nasce il 20 aprile del 1989. Consegue la laurea specialistica a ciclo unico in Architettura con 110/110 e lode nel 2015, discutendo la tesi in Storia dell'Architettura e Restauro dei Monumenti Antichi dal titolo “Pompei, il Foro Triangolare - Trasformazione del complesso del Foro Triangolare nell'ambito delle trasformazioni urbane di Pompei”. Negli anni dell’Università partecipa a diverse missioni archeologiche in Italia e all’estero. Al momento sta terminando la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, al Politecnico di Bari. Nel 2016 è stata fra i protagonisti del convegno ‘Il complesso monastico di Santa Chiara: conoscere, conservare, valorizzare’ che ha puntato i riflettori sul nostro Borgo antico inteso come opera d’arte. Azzurra, insieme ad alcuni suoi colleghi dell’Università, ha a lungo studiato Santa Chiara partendo dall’analisi del complesso fino ad un’ipotesi di progetto di restauro. E’ iscritta all’ordine degli architetti dal 2017.

Chi è Azzurra Acciani?

"Non amo identificarmi con la professione che svolgo. Sono un’idealista che ogni giorno lavora su se stessa per trovare il lato positivo delle cose e il bello delle persone, quindi carpirlo, diffonderlo e palesarlo al mondo che mi circonda. Ogni entità ha in sé del bello, anche la più improbabile; ed è proprio quest’ultima a rappresentare per me la sfida più grande. Sono una persona in divenire, come tutti; somma di eventi, di persone, di letture, di perdite, di incontri, di viaggi, di luoghi. Sono il risultato dell’armonia familiare in cui vivo, tale dal mio primo giorno di vita. La mia famiglia è la chiave di volta che ha conferito solidità e stabilità al mio arco, permettendomi di diventarlo a mia volta, per coloro che amo e che incontro".


Quando e perché ha deciso di interessarsi alla politica locale? Il motivo che l’ha spinta a candidarsi.

"A tre anni di distanza dalla mia laurea, e ormai al termine della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio, a fronte di numerose esperienze legate all’ambito della ricerca, mi sono accorta che noi giovani laureati e ricercatori ci aspettiamo che siano le istituzioni a ‘coltivarci’, che esse si facciano per noi strumento di connessione tra la teoria e la pratica. In realtà non è così. Siamo noi che, con costante sforzo, dobbiamo farci anello di contatto tra quei principi che l’accademia trasmette e i luoghi, le realtà in cui desideriamo calarci. Ho visto in questi anni, in Casamassima, un paese che ha dimenticato gli ideali su cui si fondava. L’ho visto nell’incuria dei monumenti, delle strade, degli spazi di aggregazione, nella superficialità dei provvedimenti, nella rabbia, trasformatasi poi in indifferenza, delle persone, nei miei coetanei che sono andati via. Casamassima oggi può dirsi il riflesso dello stato d'animo della popolazione che la abita. Non è tanto la politica in sé ad avermi interessato e interessarmi, quanto la possibilità di scardinare il sistema e gli ormai logori meccanismi su cui si fonda. Ho visto nel progetto politico che ho sposato un’occasione per mettere un freno a questo processo di degrado, urbano e sociale; la possibilità di poter parlare a nome mio e di tutti i giovani mortificati, che ogni giorno combattono contro un’ingiustizia. Con molta umiltà vorrei poter agire per e con tutti loro. Sento di voler dimostrare ai più piccoli, che ancora frequentano il liceo e l’università, che anch’essi, in un futuro prossimo, potranno diventare parte attiva della comunità in cui vivono, modificandola in meglio, senza accontentarsi di subire le decisioni che qualcun altro ha preso per loro. Mi auguro di avere la forza di adempiere ad ogni mio proposito".


E’ stata tra i consiglieri più votati. Un ringraziamento che sente di rivolgere ai suoi elettori.

"Sono profondamente riconoscente e commossa. Ho vissuto emozioni molto forti in questi mesi, toccando con mano la delusione dei nostri concittadini, i loro bisogni, ma soprattutto la solidarietà che ci hanno dimostrato. L’impegno e le emozioni sono andate via via amplificandosi quando abbiamo compreso che i nostri progetti potevano farsi realtà. Innumerevoli e disparate sono le ragioni che avranno spinto così tante persone ad affidare a me il proprio voto; tra queste, il mio più grande grazie va a chi, nonostante tutto, crede ancora che ci siano individui in grado di donarsi con gratuità, in nome di un ideale, individuando questi in me e nella squadra di cui faccio parte. Ringrazio inoltre, con immensa gioia, tutti gli amici casamassimesi con cui ho condiviso i miei anni di scuola più spensierati, che grazie a questa campagna elettorale ho avuto modo di riabbracciare e che hanno riposto in me la loro fiducia. Infine, con altrettanta letizia, ringrazio tutti quei giovani che hanno creduto nel nostro progetto ed hanno scelto la mia persona in loro rappresentanza; nelle loro aspettative risiede il mio più grande stimolo a dare il massimo. Grazie"


Secondo lei, quali sono le criticità più importanti di Casamassima su cui occorre un intervento immediato?

"Sarò ripetitiva, ma credo profondamente che alla base di tutto, nel nostro paese, ci sia una scarsa collaborazione, la quale si riflette in ogni ambito, dal sociale all’urbanistica. Le criticità più grandi nascono dalla mancanza di un progetto unitario e risiedono nella scarsità di luoghi in cui i bambini, gli adolescenti, i giovani professionisti, (ossia quella fascia della popolazione che rappresenta il futuro di un territorio) possano entrare in contatto, confrontarsi, contaminarsi, esercitare le proprie passioni e affinare il proprio talento. Ci mancano le fucine di idee. La diversità ha bisogno di incontrarsi perché è da essa che si genera il dialogo ed è dal dialogo che si giunge alla comunione. Mi piacerebbe occuparmi dell’urbanistica o della cultura, sono gli ambiti in cui potrei dare maggiormente il mio contributo".


Quindi, che paese restituirebbe ai cittadini alla fine del suo incarico?

"Come dice sempre il nostro candidato sindaco, Giuseppe Nitti, la nostra mission è la bellezza, custodirla e coltivarla. Il mio proposito è quello di entrare in punta di piedi nell’amministrazione di Casamassima, di non lasciare il segno del passaggio di Azzurra Acciani, bensì quello della squadra che ha operato per un fine comune. Mi auguro di poter donare alla fine del mio incarico un Comune più coeso, più sereno, più meritocratico, esito di un progetto di cui tutti si siano sentiti partecipi. Una Casamassima in cui potersi sentire tutelati, dalla quale non voler e dover scappare per mancanza di scuole sicure, di parchi a misura di bambino, di piste ciclabili, di assistenza per gli “invisibili”, di una pressione fiscale non fedele ai servizi. Uno degli obiettivi che mi auguro di portare a compimento è quello di curare e valorizzare il nostro patrimonio rurale ed agricolo: tutelare le masserie sistemando i percorsi che ad esse conducono, dar vita ad un mercato contadino dei migliori prodotti locali da allestire periodicamente in quegli edifici storici che, per vocazione, attraverso le loro corti, al meglio si presterebbero a tale uso. In sostanza, trasformare Casamassima in un comune da vivere con entusiasmo e non in cui sentirsi prigionieri".


Come concilierà famiglia, lavoro e i suoi impegni a palazzo di città?

"Attualmente non esercito la professione in quanto sono al termine del mio percorso di studi, quindi potrò dedicarmi pienamente allo studio delle pratiche, attività ed esigenze del paese. Le persone hanno bisogno di essere ascoltate, solo così si possono veramente conoscere le problematiche da affrontare. Il nostro programma si è evoluto partendo dall’analisi di quello che c’è e scoprendo quali sono i bisogni, così procederemo".


Il ruolo delle donne nel mondo politico.

"Le donne stanno prendendo piede in tanti ambiti, politici, lavorativi e nel sociale, siamo certo più premurose, coltiviamo quello che facciamo con passione, siamo multitasking, abbiamo un occhio e una grande attenzione su tutto. Sappiamo incoraggiare e stimolare. Ma quando si tratta di professionalità non credo sia utile parlare di uomini e donne, lo trovo un concetto superato. In politica, come nel lavoro, bisognerebbe guardare solo le competenze".

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI