Martedì 13 Novembre 2018
   
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“245 VOLTE GRAZIE”

Monica Portaccio

Intervista a Monica Portaccio

Monica Portaccio nasce a Bari il 17 luglio 1978. Consegue la laurea magistrale in giurisprudenza il 6 novembre 2002, discutendo la tesi di laurea in diritto amministrativo. Il percorso post-accademico forma la professionista nell’ambito civilistico e nel settore dell’esecuzione forzata con lo svolgimento della pratica forense. La sua formazione prosegue nel settore del diritto previdenziale ed assistenziale attraverso i corsi presso la Fondazione Scuola Forense Barese. E’ iscritta all’albo degli avvocati dell’ordine di Bari dal 16 marzo 2005. Ha deciso ora di mettere le proprie competenze al servizio di Casamassima.

Chi è Monica Portaccio?

“Sono una ragazza tenace che non ha mai perso tempo nella vita e che ha cercato di fare sempre meglio. Laureata in giurisprudenza a soli 23 anni, sposata a 25 con Massimo Birardi e mamma di due adolescenti, Alessandro e Carlo, di 13 e 11 anni. Ho iniziato fin da subito la gavetta professionale, creando insieme a mio marito uno Studio Legale poli specialistico, con al suo interno un segretario e sette collaboratori. Sono specializzata in diritto civile, del lavoro e della previdenza sociale, diritto bancario, tributario, contratti, appalti e diritto di famiglia. Sono mediatore civile dal 2010 presso la Camera di Conciliazione Italiana”.

 

Quando e perché ha deciso di interessarsi alla politica locale? Il motivo che l’ha spinta a candidarsi.

“Ho deciso di interessarmi alla politica locale nel momento di maggiore instabilità e difficoltà del paese. Penso che la mia esperienza professionale a contatto con le aziende e con i cittadini possa tornare utile alla comunità, in un momento storico in cui i timori e l’incertezza sul futuro, hanno allontanato i cittadini dalle istituzioni. E’ giunto il momento in cui non si può più rimanere spettatori. Mi auguro di poter essere un riferimento per i casamassimesi, avvicinare loro alla politica dell’ente così da 'aprire le porte del Palazzo”.

 

E’ stata tra i consiglieri più votati. Un ringraziamento che sente di rivolgere ai suoi elettori.

“Sono felice di aver ricevuto moltissimi consensi elettorali. Duecentoquarantacinque voti come prima esperienza personale significano tanto. Vuol dire che c’è tanta stima e fiducia nella mia persona, vuol dire che molti credono nelle mie potenzialità, umane e soprattutto professionali. A loro va sicuramente il mio speciale ringraziamento. Chi mi conosce sa che sono una donna determinata, sicura e poco malleabile, che non si piegherà mai al puzzo del compromesso e che non sottostarà mai al ricatto dei potenti. A loro scelgo la gente comune, quella come me. Insomma, lavorerò con la schiena dritta al fianco di Agostino Mirizio per migliorare il nostro paese e per non permettere più a nessuno di rovinarlo”.

 

Secondo lei, quali sono le criticità più importanti di Casamassima su cui occorre un intervento immediato?

“Questa è certamente una bella domanda, ma credo debba essere riformulata: 'Cosa funziona a Casamassima?'. Ritengo personalmente che Casamassima non abbia proprio nulla da invidiare ai paesi vicini, essendo strategicamente posizionata a pochi chilometri da Bari e favorita dalla viabilità. Ma le potenzialità devono essere valorizzate dai buoni politici. Penso innanzitutto alle famiglie che non possono fruire di un luogo di aggregazione sociale, dove portare i bambini, dove i ragazzi possono giocare o praticare sport, dove gli anziani possono incontrarsi per scambiare una parola, con una pista da jogging e una ciclabile, per favorire la cultura allo sport. E’ necessario realizzare un parco per le famiglie. A seguire bisognerebbe riqualificare e potenziare il centro storico in modo da ridargli splendore e renderlo attraente per i forestieri. La bellezza del Bel Paese è data dai borghi, dai centri storici. Si dovrebbe ad esempio favorire l’apertura di attività commerciali, bar e locali (quali pub, pizzerie, associazioni culturali) e si dovrebbero programmare eventi culturali e manifestazioni che rilancino il paese. Dovremmo insomma prendere esempio dal recupero del centro storico di Bari, oggi preso d’assalto da persone di tutte le fasce d’età, come anche quello di Monopoli, Polignano e Conversano, oggi fiori all’occhiello dell’interland. Non senza tralasciare l’aspetto del programma riguardante la riorganizzazione della macchina amministrativa mediante rotazione del personale amministrativo. Come noto gli uffici amministrativi comunali mantengono lo stesso organigramma da decine di anni, non consentendo lo scambio professionale del personale e lasciando nelle mani di pochi un potere immenso . Questo non può più permettersi. E’ giusto che tutti debbano ruotare e dare il loro apporto per il bene comune sì da valorizzare i singoli profili professionali. Il miglioramento organizzativo, secondo il più recente modello di apparato amministrativo, richiede un cambiamento per ogni singola unità, una interscambiabilità dei ruoli per valorizzare non il singolo, ma bensì il gruppo di lavoro al servizio della collettività. La solidarietà sociale deve essere il cardine dell’azione amministrativa. Un paese è moderno quando pensa a tutti, quando non lascia nessuno solo nei suoi problemi perché l’amministrazione deve essere vicina al cittadino. Non solo contribuente perché paga le tasse, ma cittadino perché usufruisce dei servizi che l’ente deve offrire. A seguire ma non per minore importanza la realizzazione della tanto agognata isola ecologica”.

 

Quindi, che paese restituirebbe ai cittadini alla fine del suo incarico?

“Io e la mia squadra siamo persone oneste e capaci. Facciamo politica per passione e idealità e non per carrierismo. Portiamo l’entusiasmo e la freschezza dei nuovi arrivati coniugato alla profonda preparazione che molti di noi hanno in campi specifici. Abbiamo un programma di governo completo, nato da una lunga operazione di ascolto dei cittadini, che abbina la concretezza dell’attenzione ai bisogni della popolazione e del territorio con spunti innovativi di grande valore. Perché sulle questioni vitali della città (bilancio, imposte locali, parco urbano, centro storico, isola ecologica e impianti sportivi) siamo gli unici ad avere posizioni chiare e nette, progetti innovativi. Perché abbiamo intenzione di governare mantenendo tutti i giorni quello spirito di servizio che ci porta ad uscire dalle sedi e dagli uffici per incontrarci con i cittadini, parlare, vedere di persona i problemi, ascoltare proposte e critiche, proprio come faccio ogni giorno con i miei clienti. La nostra, con l’aiuto di tutti, sarà un’amministrazione trasparente e dialogante, aperta ed inclusiva. Il mio unico referente saranno i cittadini che mi hanno eletto”.

 

Come concilierà famiglia, lavoro e i suoi impegni a Palazzo di Città?

“Come ho sempre fatto. Chi mi conosce sa che sono una stacanovista. Grazie a Dio posso contare sull’aiuto dei miei suoceri e dei miei genitori. Io e mio marito siamo interscambiabili sul lavoro come in famiglia. Sono sicura che anche in questa circostanza me la saprò cavare”.

 

Il ruolo delle donne nel mondo politico.

“Fondamentale il ruolo della donna nella politica. La donna ha una sensibilità maggiore nell’affrontare i problemi, nel farsene carico e nel trovare soluzioni, con grande concretezza e praticità. Oggi per lo più l’autorità è legata alle voci maschili. Da qui parte la mia missione, il mio obiettivo, essere un punto di riferimento nella squadra di governo, una esponente di un gruppo autorevole perché al servizio della comunità. Ciò in quanto la donna in politica esprime al meglio il concetto di vicinanza alla collettività, ai problemi delle categorie più deboli, delle famiglie, persone che uno stato moderno non può abbandonare”.

FRANCESCA VALENTINO

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