Martedì 23 Ottobre 2018
   
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Tempo di bilanci per il Sub Commissario prefettizio Giovanna Zampetta

Giovanna Zampetta

Volge al termine l’esperienza presso il Comune di Casamassima

Giovanna Zampetta, che speriamo di vedere ancora durante le occasioni pubbliche se pur soltanto in veste di graditissima ospite, ha conquistato Casamassima e la popolazione nel corso del suo mandato da vice commissario al fianco di Aldo Aldi, incarnando senza ombra di dubbio il volto più amato dai casamassimesi.

Una figura dolce, ma anche combattiva, sempre pronta a indossare la fascia tricolore per rappresentare le istituzioni. Ciò che la muove, non sono di certo i pesanti obblighi che l’impegnativo incarico comporta, bensì il desiderio di essere presente ai momenti importanti che caratterizzano la vita di un paese.

Da Giovanna Zampetta, abbiamo imparato che l’unione fa la forza. Mentre lei lascia una città, nella quale ha creduto, e tanti amici, che sono diventati la sua seconda famiglia, noi perdiamo un faro. Sia a causa delle competenze e della professionalità con cui ha guidato il nostro Comune, che come luce illuminante di tutti gli eventi da un anno a questa parte. Vogliamo condividere insieme ai lettori le dichiarazioni che ci ha così garbatamente rilasciato.

“Quando il Prefetto mi assegnò l’incarico di sub-commissario del Comune di Casamassima – spiega – fui travolta da notizie negative: si tratta di un Comune difficile. Le amministrazioni cadono come birilli. Tra gli abitanti ci sono molte voci critiche volte solo a distruggere. È un comune spento. Non ci sono attività. Già dai primi giorni, mi resi conto che non era vero. In realtà, l’unica notizia vera riguardava la durata delle consiliature.

Tra le tante attività che ho svolto in qualità di sub-commissario prefettizio, c’è una a cui sono particolarmente legata. Quando il commissario Aldo Aldi, che ringrazio per la fiducia che mi ha accordato in questi dieci mesi, mi delegò a curare il settore sociale, mi resi conto che c’erano tante manifestazioni e attività che venivano svolte, e che avevano bisogno solo di essere coordinate.

Notavo da parte delle associazioni, da un lato la voglia di operare affinché Casamassima raggiungesse livelli alti, dall’altro la completa sfiducia nel governo locale. Per questo, uno dei miei obiettivi principali è stato quello di creare una sinergia tra le tante associazioni presenti sul territorio, che penso siano il motore che faccia muovere Casamassima, al fine di renderle tra loro collaborative. Inoltre l’obiettivo di stilare un calendario delle manifestazioni in maniera da non farle sovrapporre, e dare a tutte la massima visibilità.

Nell’ultimo evento, 'Una voce per Santa Lucia', si è visto proprio che la collaborazione fra le associazioni porta all’ottima riuscita delle manifestazioni. Ricordo che il 13 dicembre 2017 era una giornata fredda e piovosa, ma questo non impedì ad un folto gruppo di casamassimesi di procedere accanto a me in processione verso la chiesa di Santa Maria del Soccorso, meglio conosciuta come la chiesa di Santa Lucia. Sarà stata l’atmosfera, sarà stata la devozione che vedevo nei volti delle persone, ma è stato in quel momento che mi sono innamorata di questa chiesetta. Questo luogo è molto caro ai casamassimesi, legatissimi al culto di Santa Lucia. Sentivo in giro tante persone che si lamentavano delle sue condizioni e pian piano è nato in me il desiderio di fare qualcosa per farlo tornare a splendere. Quest’idea è stata subito accolta con entusiasmo dall’architetto Antonio Pastore, presidente della Pro loco di Casamassima, da Carmela Fatiguso e Teresa Massaro, dirigenti del Comune di Casamassima . Abbiamo deciso, quindi, nella Giornata Nazionale delle Pro loco, nei cui scopi c’è anche la valorizzazione delle risorse e dei territori di cui sono espressione, di dare, parafrasando il titolo della manifestazione, una voce a Santa Lucia. In collaborazione con la Pro Loco, abbiamo organizzato questa manifestazione per ridare lustro alla Chiesa di Santa Maria del Soccorso, la 'nostra' chiesa di Santa Lucia. L’architetto Antonio Pastore ha speso le sue energie e il suo tempo nell’organizzazione di questa manifestazione, e ha brillantemente risolto tutti i piccoli e grandi problemi. L’impegno delle dirigenti Carmela Fatiguso e Teresa Massaro è andato ben oltre il mero dovere d’ufficio.

Ci tengo a ringraziare l’Archeoclub, l’associazione Fungai, l’Agrorete e la ditta Palmieri, che hanno fornito le saporitissime ciliegie di Casamassima. E poi il priore Vito Sansolino della Confraternita del Purgatorio, Nunzio Berardo Mazzone, che ha fornito gli addobbi floreali, Raffaele Radogna, Vittorio Monopoli, che ha curato l’impianto elettrico, la cooperativa Novo progetto, che ha curato la pulizia, Rocchina Magnifico, che preparato i tradizionali biscotti di Santa Lucia, la cantina Lattavino, che non fa mai mancare il sostegno, l’Unitre con il presidente Peppino Carelli e l’eccezionale coro, l’associazione Acca per la preziosa collaborazione e Alessandro Iacovelli, sempre prezioso e presente con il suo entusiasmo giovanile. E ancora, Francesca Dell’Aia e Stefano Capozzo di Menticreattive, che hanno accettato senza alcuna esitazione di condurre la serata, l’Aserc, Maxima Soccorso, l’ufficio tecnico del Comune di Casamassima nella figura dell’architetto Flaviano Palazzo, Piero Acito, autista del taxi sociale, il nuovo istruttore amministrativo dell’ufficio servizi sociali, Tina Girolamo, tutti i dipendenti comunali tutti e le volontarie del servizio civile del Comune di Casamassima. Ma ancora, il comandante Filippo Falcone e i Carabinieri, il comandante Ivano Eramo coadiuvato dagli uomini e dalle donne della Polizia Locale, che come al solito svolgono il loro compito con efficienza, Giovanni Felice, che lavora nell’ombra, infaticabile.

Dunque, il mio augurio per Casamassima è che possa trovare una stabilità, che abbia preso consapevolezza delle proprie potenzialità, e che quello di buono che è stato seminato in questi dieci mesi non vada perso. Il pensiero vola a tutti i casamassimesi che, tantissime volte, mi hanno dimostrato la loro stima e il loro affetto, che nel mio piccolo ho cercato di ricambiare. Li porterò nel cuore”.

Francesca Valentino

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