Martedì 23 Ottobre 2018
   
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Elezioni comunali 2018. La parola ad Agostino Mirizio

Agostino Mirizio

Tre punti di forza di Casamassima.

“La posizione strategica di Casamassima nell’ambito della città metropolitana: vicina a tutto e lontano da niente e infatti credo che la logistica sia uno dei motivi centrali che ha portato alcuni grandi gruppi imprenditoriali a puntare sul nostro territorio con investimenti che vanno dal parco commerciale al Baricentro, generando un alto numero di persone che ogni giorno gravitano intorno a Casamassima, per varie ragioni. Un altro punto di forza è la potenzialità inespressa a livello architettonico e paesaggistico del paese. Abbiamo un centro storico che dobbiamo riuscire a rendere volano dell’intera economia, attraverso l’incentivazione alla creazione fra le sue vie di locali, attività commerciali. Vi è anche presenza di un’affermata università sul territorio. Infine la politica, che esprime quattro candidati sindaci giovani: credo sia il segnale di una città che vuole rinascere, che ci crede e che ha tanti giovani impegnati per raggiungere questo obiettivo”.


Tre punti di debolezza della città.

“Non c’è mai stata una vera politica a sostegno della famiglia, mancano spazi culturali. Casamassima merita di riscoprire le proprie aree verdi, le proprie aree di socialità, utili allo sviluppo socio-culturale della comunità. Di contro abbiamo avuto un aumento del degrado sociale e della criminalità, facendo piombare Casamassima in un clima di insicurezza. Mancano costantemente le risorse, nonostante l’elevata tassazione. E poi la mancata integrazione tra le strutture economico-commerciali presenti sul territorio e la città. Casamassima viene percepita all’esterno come un paese ricco, ma in realtà la situazione è ben diversa in quanto mancano quelle sinergie che in altri comuni hanno generato il rilancio delle comunità”.


Qual è la tua visione futura di Casamassima?

“Noi vogliamo che questa città disponga delle risorse e offra i servizi adeguati, come in molti altri comuni anche limitrofi. Vogliamo fare di stabilità, trasparenza e responsabilità le nostre parole chiave, perciò vogliamo partire prima dalle cose semplici. Solo dopo potremo e dovremo avere un’immagine reale e concreta di quella che potrà essere Casamassima nei prossimi anni. Non vogliamo illudere nessuno, né tantomeno partecipare allo stesso gioco fine a sé stesso di chi, anche in questa campagna elettorale, sta vendendo l’irrealizzabilità ai casamassimesi…”


Quali sono i primi 3 provvedimenti che adotteresti?

“Innanzitutto, come da nostro programma, vogliamo concentrarci sulla necessità di offrire ai cittadini maggiore sicurezza e maggiore efficienza della macchina amministrativa. Porremo particolare attenzione alla salubrità dell’acqua pubblica. Mi viene da sorridere quando ci si vuole soffermare oltremodo sui programmi, perché Casamassima è un paese al quale mancano le cose basilari, come per esempio la sicurezza di poter disporre di acqua ‘sicura’ che esce dai rubinetti delle case. Effettueremo, quindi, da subito e con scadenza periodica nell’arco dell’amministrazione, delle analisi chimico-fisiche e batteriologiche approfondite e imparziali sull’acqua pubblica, al fine di scongiurare episodi di contaminazione, come già avvenuto in passato. Casamassima, inoltre, deve tornare a offrire ai propri cittadini aree in cui poter trascorrere il proprio tempo libero: perciò ci concentreremo sul rendere fruibile da ragazzi, famiglie e anziani la villa comunale e gli altri spazi verdi, attualmente in stato di abbandono, valutando anche l’affidamento della gestione a privati attraverso bandi pubblici. Adotteremo un ‘Piano del verde’ che ottimizzi le risorse economiche, garantendo una buona qualità di alberi, prati, attrezzature”.


Quali criteri seguiresti per la composizione della giunta?

“L’impegno per la prossima amministrazione sarà gravoso perché, dopo tre commissariamenti consecutivi, la cittadinanza esige stabilità e concretezza. La mia scelta ricadrà innanzitutto su persone di cui mi possa fidare e di elevata professionalità, pertanto partiremo dai componenti delle nostre liste all’interno delle quali ci sono tutte le competenze di cui una giunta debba dotarsi”.


De Tommaso, Birardi, Cessa: chi salveresti e perché?

“Casamassima, e la politica soprattutto, hanno commesso l’errore di avere la testa girata verso il passato, senza mai guardare avanti non risolvendo i gravosi problemi che attanagliano questa città. Le diversità politiche si sono tradotte non in momenti di confronto e crescita, ma in ricatti politici che hanno impegnato i sindaci più a tenere insieme le proprie maggioranze che a lavorare per il paese. Le esperienze del passato devono fungere da insegnamento per il futuro ed è quello che stiamo facendo, con un centrodestra davvero rinnovato grazie anche a chi ha deciso spontaneamente di non ricandidarsi ma di mettere la propria esperienza e la propria professionalità al servizio di questa squadra e di questa comunità. Dimostrando, con i fatti, di non avere interessi nell’esserci a tutti i costi, e di lasciare ad altri la corsa affannosa per un posto al sole, riciclandosi e mascherandosi dietro il civismo inteso come nuova moda del momento. Pertanto lascio ad altri i soliti giudizi (che spesso sono pregiudizi) su quello che è stato, incentrando il mio impegno esclusivamente su quello che sarà”.

Da decenni, in tutti i programmi, si parla di rilancio del borgo antico, ma rispetto ad altri paesi siamo bloccati, in cosa sbaglia la politica casamassimese?

“La politica casamassimese ha sbagliato nel volersi sempre frazionare, nel dividersi sugli interessi particolari, non avendo a cuore l’interesse generale, pubblico, della comunità cittadina. Nel programma abbiamo scritto che questa coalizione ‘nasce dall’incontro di amici che si riconoscono in quei valori di libertà, solidarietà e patriottismo da sempre alla base del nostro agire politico’. Da qui dobbiamo e vogliamo ripartire, da una comunità d’intenti, da un’unica visione delle cose e delle soluzioni utili per tornare a far crescere da tutti i punti di vista Casamassima. Per rilanciare il borgo antico serve innanzitutto la buona politica che sappia collaborare e interagire con cittadini residenti, associazioni e imprenditori, per uno sviluppo armonizzato e decisivo del centro storico”.

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