Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Elezioni comunali 2018. La parola a Giuseppe Nitti

Nitti

Tre punti di forza di Casamassima.

“Il territorio: Casamassima ha la fortuna di avere un paesaggio rurale incantevole, purtroppo sconosciuto ai più, che inserito in percorsi ciclo-turistici e didattici sarebbe un volano economico di imparagonabile efficacia. In tal senso anche il coinvolgimento delle numerose e caratteristiche masserie porterebbe a sviluppare un turismo agro-alimentare destinato a valorizzare i prodotti locali. I giovani e le associazioni: Casamassima ha in poco più di 15 anni raddoppiato i suoi abitanti. Tuttavia questa considerevole popolazione trova enormi difficoltà di espressione perché mancano punti di aggregazione, stimoli culturali, sistemi di coordinamento. Tante le associazioni, tante le iniziative, ma spesso risultati poveri e una inevitabile fuga verso altri paesi che oggi risultano più attrattivi. Sentiamo il dovere morale di invertire questa tendenza, è un nostro preciso impegno quello di dare ai tanti giovani di questo paese il motivo per rimanere, l’opportunità di riempire e colorare della loro freschezza e del loro entusiasmo le nostre strade. Il centro commerciale: per anni il centro commerciale è stato vissuto da una parte della politica casamassimese come il padre di tutti i mali. Esso tuttavia è un polo di attrazione per tutta la provincia e noi dobbiamo sfruttare l'effetto ‘cassa risonanza’. Bisogna pensare ad un'inversione di marcia e far sì che il centro commerciale sia ricongiunto a Casamassima in modo tale da convogliarne i flussi verso il paese”.

 

Tre punti di debolezza di Casamassima.

“Aree verdi: Casamassima ha poche aree verdi fruibili e la maggior parte di esse si presentano abbandonate e prive di strutture idonee ad accogliere famiglie e bambini. E’ una vera emergenza. E’ assolutamente prioritario predisporre un piano di progettazione, recupero e manutenzione di tutte le aree verdi esistenti e presenti nel paese collegandole una con l’altra sia attraverso percorsi ciclo-pedonali sia attraverso percorsi sportivi. Mi piacerebbe fare un ‘tuffo nel passato’ e vedere la villa comunale con un nuovo chiosco-bar, totalmente illuminata, pulita e resa più sicura. In sintesi, trasformare un luogo di degrado in un luogo di socializzazione per le famiglie. Sicurezza: negli ultimi mesi vi è stata una escalation di fenomeni criminali che destano particolare preoccupazione. Stiamo assistendo ad un ripetersi costante di rapine in danno di attività commerciali e furti di cui spesso sono vittima cittadini indifesi. E' necessario intervenire immediatamente attraverso il potenziamento degli impianti di videosorveglianza nelle periferie e nel centro del paese, come strumenti di dissuasione. Inoltre sarà necessario aprire un tavolo permanente con il Prefetto per monitorare costantemente la situazione e valutare l'opportunità di aumentare l'organico delle Forza d'Ordine presenti sul territorio. Rassegnazione: la maggior parte dei casamassimesi sono ormai rassegnati a che nulla possa cambiare nel nostro paese. Noi percepiamo uno ‘scollamento’ tra la gente e la politica, avvertiamo una diffusa disillusione e ci siamo ripromessi di rimarginare questa dolorosa ‘frattura’. Pensiamo che con impegno e serietà riusciremo a far riemergere la bellezza del nostro paese e la gente comincerà nuovamente a frequentare la piazza e le strade”.

 

Qual è la sua visione futura di Casamassima?

“Ribadisco come fatto altre volte: è il momento di essere ‘rivoluzionari’ perché per i tatticismi non c'è più tempo. Il nostro programma punta alla bellezza. I nostri oppositori si meravigliano di ciò, ma noi siamo convinti che la bellezza sia portatrice sana di benessere culturale ed economico. Se un luogo è bello vive, contrariamente è condannato al deperimento. Immagino Casamassima come un paese completamente stravolto in chiave moderna. Bisogna pensare il centro del paese come fosse un unicum: una grande area pedonale che dal borgo antico raggiunge la villa comunale con la piazza Aldo Moro ridisegnata. Il centro storico deve realmente diventare azzurro così da diventare un'attrattiva singolare per tutta la regione. In tal modo il Paese azzurro potrà diventare luogo di turismo pullulante di gente e attività commerciali attraverso un'attenta azione di marketing-territoriale”.

 

Quali sono i primi tre provvedimenti che adotterebbe?

“Parlare oggi dei primi tre provvedimenti che verranno assunti significherebbe mentire a se stessi. Innanzitutto bisognerà gestire le emergenze, prima fra tutte quella riguardante l'edilizia scolastica. Infatti, sarà necessario verificare lo stato dei lavori che interessano le scuole ed attivare tutte le misure necessarie affinché i piccoli studenti casamassimesi possano tornare a studiare in luoghi salubri e confortevoli. Come seconda cosa mi piacerebbe incontrare uno ad uno tutti i dipendenti del Comune di Casamassima e ripristinare un clima di serenità. La macchina burocratica è indispensabile per rendere efficace l'azione politica. Sarebbe opportuno, inoltre, confrontarmi con tutti loro in modo da risolvere eventuali criticità ed ottimizzare l'apparato. Infine, sarà necessario fare un briefing su tutti i progetti finanziati con i fondi europei affinché vengano portati a compimento e non si perdano risorse di cui probabilmente non potremo più usufruire”.

 

Quali criteri seguirebbe per la composizione della giunta?

“E’ molto semplice perché nella formazione della giunta credo si debba seguire un unico criterio: la competenza di settore. Con questo principio è sicuro che non si sbaglia e si mette in campo una squadra di governo forte ed autorevole”.

 

De Tommaso, Birardi, Cessa: chi salverebbe e perché?

“Non amo guardare indietro. Posso solo dire che i tre sindaci sono stati tutti espressione di partiti tradizionali ovverosia strutture che ormai non funzionano più. La storia di Casamassima ci insegna che le amministrazioni sono state fortemente condizionate dalle imposizioni dei partiti e dal loro cinico spirito di sopravvivenza. Lo schema è stato questo: prima il partito e poi il paese. Non può più funzionare così. Proprio per questo abbiamo creato una coalizione civica che accoglie diverse sensibilità: Casamassima si salva ed esce dal suo torpore solo se si ha il coraggio di perseguire un’idea di paese diversa”.

 

Da decenni in tutti i programmi si parla di rilancio del borgo antico ma rispetto ad altri paesi siamo bloccati, in cosa sbaglia la politica casamassimese?

“Paradossalmente per me questa è la risposta più semplice perché su questo punto abbiamo le idee molto chiare ed è una questione centrale del nostro programma. Oltretutto vivo nel centro storico e subisco in prima persona tutte le criticità. Gli errori ad oggi sono stati due, da una parte la mancanza di un regolamento del centro storico che incentivasse l'avvio di attività commerciali e ricreative, dall’altra l’incapacità delle amministrazioni di intercettare con costanza ed efficacia finanziamenti europei. Senza risolvere questi due punti parlare di rilancio del borgo antico è aria fritta. Noi abbiamo tra le priorità della nostra agenda di governo quella di scrivere un regolamento del borgo antico che consenta l’avvio di attività imprenditoriali e che favorisca la caratterizzazione azzurra dell’intero borgo e quella di istituire uno sportello Europa che ci consenta di non lasciare per strada nemmeno più un euro”.

LUNA PASTORE

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