Lunedì 18 Giugno 2018
   
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Elezioni comunali 2018. La parola ad Antonietta Spinelli

Antonietta Spinelli

La Voce del Paese ha intervistato i candidati alla carica di sindaco in vista delle elezioni amministrative, ormai prossime, che si terranno domenica 10 giugno. La nostra redazione ha sottoposto loro un questionario di sette domande, uguali per tutti e cinque gli aspiranti sindaci di Casamassima. Ecco come ha risposto Antonietta Spinelli, sostenuta dalla coalizione Pd-Fra Voi.


Tre punti di forza di Casamassima.

“Il centro storico: di certo Casamassima non è un paese a vocazione turistica naturale, ma vanta un borgo antico, il nostro Borgo Azzurro, che secondo me ha una notevole valenza storico architettonica, ponendosi anche in relazione con Paesi del Mediterraneo. La stessa connotazione non è relativa ad altri borghi del circondario, seppur famosi per l’afflusso turistico; la rete di associazioni: a differenza degli altri paesi limitrofi, a Casamassima, prima fra tutte l’associazione madre Pro Loco, ci sono numerose associazioni culturali, di volontariato e sportive, la maggior parte delle quali iscritte anche all’albo comunale, che vantano variegate potenzialità e dimostrano in modo continuativo un determinato impegno per la valorizzazione del territorio.Prodotti tipici e ruralita’: Casamassima, crocevia tra il capoluogo ed i comuni limitrofi, è caratterizzata da una connotazione territoriale molto particolare sia per l’aspetto paesaggistico rurale sia per la diversificazione delle specie vegetali e delle colture, legate a tradizioni antiche,che non possono essere dimenticate”.

 

Tre punti di debolezza di Casamassima.

“Carenza di contenitori culturali: la scomparsa del cineteatro Augusto, simbolo della mia infanzia, l’ho sempre vista come una nota dolente del nostro paese e ritengo che, ad oggi, fatta eccezione perle Officine Ufo, egregiamente gestite dal gruppo MentiCreattive, non disponiamo di luoghi per la cultura attivi e funzionanti, soprattutto in relazione all’organizzazione di eventi di grande portata ed a spazi a disposizione delle associazioni locali. Organico comunale: un comune di circa 21.000 abitanti non può reggersi su una macchina del personale precaria e sotto organico. I dipendenti di alcuni settori in particolare, mi riferisco ad ufficio tecnico, tributi e servizi sociali, sono allo stremo, soprattutto perché, oltre all’esecuzione di adempimenti e procedure, sono l’interfaccia con il pubblico e con problemi rilevanti sottoposti alla loro attenzione. In un periodo in cui il nostro Ente vede numerosi pensionamenti di storici dipendenti, è quanto mai necessaria una riorganizzazione del personale, l’assunzione di capi servizionei settori carenti ed una ripartizione del carico di lavoro tra i dipendenti, che devono sentirsi gratificati nello svolgimento delle loro mansioni. Solamente così il politico potrà rendere efficace il suo indirizzo.Decoro urbano e rurale: non è solo la presenza di fondi risicati a determinare il degrado urbano, ma soprattutto la mancata valorizzazione dell’aspetto socio-culturale, che, non a caso, ho citato come primo punto in ogni domanda rivoltami. La riscoperta del senso civico, del senso di appartenenza dei luoghi e delle relazioni tra pari, battaglia portata avanti da sempre dal gruppo informale ‘In Comune’, ma non supportata, può di certo portare al rispetto per il patrimonio comune, ossia verde pubblico, conferimento rifiuti, tutela dell’arredo urbano, muretti a secco delle campagne. Il tutto, corredato da un’efficace azione amministrativa di interventi su verde, viabilità urbana ed extraurbana, che il cittadino deve sentire propria”.

 

Qual è la sua visione futura di Casamassima?

“Il programma amministrativo redatto e sentito sin da anni addietro vede al centro di ogni intervento la persona, collocata in un contesto in cui il vivere sostenibile e l’integrazione fra gli attori socio-economici e culturali del territorio la facciano da padrone. Dunque, una stretta correlazione tra i settori di intervento: urbanistica, sociale, cultura ed attività produttive, caratterizzati da interventi concreti, improntati alla valorizzazione e tutela dell’esistente in primis e non ad un fantomatico libro dei sogni, nonché allo sviluppo dell’economia locale”.


Quali sono i primi tre provvedimenti che adotterebbe?

“Pianificazione Urbanistica: interventi di decoro urbano su verde pubblico, viabilità ed arredo urbano, con particolare attenzione al capitolato per l’affidamento in gestione della nostra villa comunale, concorso di idee per la riqualificazione della piazza, adozione di spazi verdi e del centro storico, così da rivitalizzare il contesto. Di pari passo, adeguamento dello strumento urbanistico del regolamento edilizio comunale alle leggi regionali del settore e redazione schema di convenzione pubblico-privato per l’istruzione celere ed efficace dei piani di lottizzazione, di fondamentale importanza per l’introito di oneri di urbanizzazione e per il rilancio dell’economia ed indotto locale. Non da ultimo, iter per la costruzione di nuove residenze popolari. Pip e valorizzazione attività produttive: l’attuazione del Piano Insediamenti Produttivi non può più aspettare, dato che la gente ormai da una vita paga esosamente tasse su quei suoli e bisogna procedere immediatamente ad uno studio di fattibilità circa la destinazione agricola, piuttosto che industriale o turistica da accordare alle aree, proseguendo per la realizzazione correlata delle procedure. Ciò garantirebbe un rafforzamento dell’identità locale, di concerto con l’attuazione del piano commerciale e con il ripristino dei punti forza della nostra ruralità con i suoi antichi muretti a secco e colture autoctone.Attivazione luoghi della cultura: la biblioteca comunale non può più restare un luogo chiuso e dimenticato e Monacelle non può più essere in balia del primo avventore che capiti. E’ giunta l’ora di dar vita vera a questi luoghi e di restituire la vocazione originaria, con il supporto del progetto servizio civile nazionale Incipit, della Fondazione Don Sante Montanaro e di tutte le associazioni del territorio. Idem per ex carcere. L’ho da sempre pensato come casa delle associazioni, luogo di periferia che rinasce e dà spazio alle diversificate vocazioni socio-culturali del territorio. Il tutto sarà reso ancor più armonico da un filo conduttore, che il politico deve accordare alla programmazione culturale del territorio, non più improntata al ‘mettere insieme’ iniziative slegate. Più qualità e meno quantità”.


Quali criteri seguirebbe per la composizione della giunta?

“Una giunta comunale deve essere improntata alle competenze, poiché è finita l’epoca della politica di rappresentanza. La politica si fa operando insieme ed allo stesso livello dei dipendenti comunali, come operai veri, dando agli uffici ed ai capiservizio un indirizzo politico forte: ricordiamoci che non sono gli uffici a decidere gli interventi, ma la volontà politica a braccetto con i dipendenti. Il primo atto che mi accingerei a fare sarebbe una riunione di tutto il personale comunale, al fine di darsi metodo ed impulso reciproco per garantire efficacia ed efficienza amministrativa”.


De Tommaso, Birardi, Cessa: chi salverebbe e perché?

“Non mi piace rispondere alla domanda ‘chi salverei’. Ognuno dei tre può aver avuto punti di forza e debolezza, ma posso di certo affermare che il professor Vito De Tommaso ha rappresentato per me una figura di impulso, crescita, conoscenza della politica nel momento in cui mi sono avvicinata al partito da militante e ritengo che dell’esperienza dei saggi della politica non si possa fare a meno. Le rottamazioni non pagano”.

 

Da decenni in tutti i programmi si parla di rilancio del borgo antico ma rispetto adaltri paesi siamo bloccati, in cosa sbaglia la politica casamassimese?

“Sarebbe presuntuoso dire in cosa sbaglia la politica casamassimese. Di certo ritengo che sia fondamentale valorizzare realmente tale luogo, adottando un piano del colore per dare luce alla peculiarità del Paese Azzurro, unico in Italia, nell’ottica non solo di un avvio del turismo incoming, ma anche di gemellaggi e relazioni interculturali con i Paesi azzurri del mondo. Piccoli eventi e progetti, come anche le adozioni di zone del centro storico da parte di associazioni locali, poi, potrebbero risvegliarne la vitalità e l’adozione di un piano commerciale potrebbe incentivare l’apertura di attività commerciali. Mi piacerebbe che, insieme all’ufficio tecnico, si censissero i piccoli locali comunali abbandonati, onde capirne una possibile destinazione. Non ultimo, è necessario creare sinergia tra il borgo e le periferie della grande distribuzione: le associazioni locali, in primis la Pro Loco, potrebbero essere il giusto collante tra i due luoghi per trainare gli avventori dell’Auchan nella visita del paese azzurro, con passeggiate guidate e servizio navetta. In sintesi, bisogna risvegliarsi”.

FRANCESCA VALENTINO

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