Sabato 17 Novembre 2018
   
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Candidati sindaci e rappresentanti politici a confronto

Confronto candidati sindaco  Casamassima 2018 (4)

Il dibattito promosso dalla UIL cittadina e dall'Associazione "Antonio Busto"

Lo scorso 1° maggio, in occasione della manifestazione organizzata in via Roma da Uil Casamassima e associazione ‘Antonio Busto’, si è svolto il dibattito '1° Maggio 2018, Politica, lavoro e sociale' durante il quale il pubblico ha avuto modo di sentire per la prima volta a confronto i candidati alla carica di sindaco alle prossime elezioni: Antonello Caravella per il Movimento cinque stelle, Giuseppe Nitti di Idea Civica, Agostino Mirizio di Fratelli d'Italia e Forza Italia, il segretario del Pd locale, Rocco Bagalà, e il rappresentante di Sinistra Italiana Giancarlo D’Addabbo. Assenti Pino Gengo, per sopraggiunti impegni personali, e Lorenzo Ronghi che ha inviato una nota in cui motiva il suo rifiuto.

La tavola rotonda è stata moderata dal giornalista Valentino Sgaramella del quotidiano ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ e ha visto la partecipazione anche di Franco Busto, segretario regionale Uil, e della nostra collega e colonna portante della nostra testata giornalistica, Francesca Dell’Aia.
Ogni ospite ha avuto tre minuti per rispondere, un tempo che soddisfa gli standard europei concessi ai politici, e che si è dimostrato il più delle volte strettissimo, ma in alcuni casi un’infinità di secondi da riempire con giri di parole e titubanze.

Confronto candidati sindaco  Casamassima 2018 (2)

Dopo aver tracciato una sintesi degli ultimi venti anni di politica casamassimese e dei maggiori problemi, Sgaramella ha posto la prima domanda, chiedendo le ragioni per le quali Casamassima versa in condizioni di degrado e quali sono le azioni più urgenti.

Il primo a rispondere è Mirizio, secondo i quale “non è solo colpa della politica se Casamassima versa in queste condizioni, ma tanti problemi sono di natura ordinaria come le scuole, le strade, il verde e la sicurezza”, per questa ragione a suo dire “mettere mano alla macchina organizzativa è una priorità, occorre una radicale riorganizzazione dell’ente, della macchina pubblica.”

Caravella attribuisce tutta la colpa alla politica perché, a suo dire, “Casamassima ha un problema, il fatto che non ha più bisogno di coalizioni. Il terzo commissariamento, come i precedenti, è stato causato dal mettere d’accordo le teste. Io sento di poter guardare negli occhi i cittadini e rassicurarli di durare cinque anni perché abbiamo una sola squadra, una lista, un programma e presenteremo gli assessori prima delle votazioni. Il tempo che si perde nel cercare di far quadrare gli equilibri, il 'ciambotto' come lo definisco io – ha aggiunto Caravella - è troppo. I tempi si allungano, non ci possono essere intenti comuni fra così tante persone. La proposta politica è importante. Le coalizioni nascono per vincere ma poi non riescono ad amministrare”.

Sulla preferibilità della lista unica o di una coalizione, Giuseppe Nitti ha un’idea diversa che deve partire “dall’obbligo di fare mea culpa dicendo la verità ai cittadini. Negli ultimi 15 anni Casamassima ha vissuto un’estrema conflittualità, interna ed esterna. All’interno di una coalizione, solitamente un partito grande sopprime gli altri movimenti più piccoli. Ancora peggio quando in un grande partito ci sono lotte interne fra le correnti diverse: tutto questo destabilizza il governo. Inoltre ci sono conflitti fra le forze di coalizioni differenti che si portano dietro diatribe personali e non politiche. Basta sfogliare il settimanale 'La voce del paese' per vedere che si continua con la scia del passato, con quelle persone che hanno gestito la politica a Casamassima per decenni e che vogliono determinare le scelte anche dei più giovani che si approcciano per la prima volta alla politica. Io credo nelle coalizioni perché significano una pluralità di soggetti pensanti che, se operano nella prospettiva comune di migliorare il luogo in cui vivono, portano risultati stupendi. Le coalizioni negli altri paesi durano cinque anni, quindi a mio parere ben vengano le coalizioni”.

Bagalà riporta la domanda sul tema principale del confronto, ossia il lavoro, sottolineando che “il commissariamento della seconda consiliatura De Tommaso avvenne quando l’amministrazione commissionava uno studio di fattibilità per la zona Pip (piano insediamenti produttivi), una risorsa che ancora oggi è immobile e che avrebbe portato molto lavoro”. Secondo l’ex assessore il primo provvedimento dovrebbe essere proprio iniziare a dare seguito e sviluppo attraverso la zona Pip.

Giancarlo D’Addabbo riflette sul fatto che su cinque amministrazioni consecutive se n’è salvata solo una, la prima De Tommaso “quindi più che chiederci perché sono cadute le altre amministrazioni, dovremmo chiederci perché quell’unica ha resistito. Forse il problema non è coalizione o no, ma che nella maggioranza ci sia un gruppo che lavori per l’interesse collettivo e non per quello di parte. Sinistra italiana non ha scelto un proprio candidato, ma aspetta di vedere quello che sarà: da soli è inutile presentarsi, ma non riusciamo a vedere negli altri un gruppo coeso che indichi prioritariamente l’interesse dei cittadini. I programmi sono tutti bellissimi, ma l’interesse pubblico si perde in un rivolo di interessi che non sono tutti legittimi”.

Al dibattito Franco Busto porta la sua voce da cittadino: “Credo che Casamassima debba risalire. La politica sembra non avere mai il tempo di portare a termine quello che inizia, quindi o i programmi sono troppo ambiziosi, o ci si perde in attività diverse. Le amministrazioni prendono sempre altre strade rispetto ai programmi, forse perché si privilegiano alcuni rapporti. Inoltre c’è una diatriba insensata fra quelli nati a Casamassima e quelli che vengono da fuori che sembrano, a detta di alcuni, i portatori di tutti i guai, ma la cosa più vera è che la politica sembra sia fatta soprattutto contro qualcuno e non per qualcosa. Questo tipo di contrapposizione è stupida, al di là della maggioranza eletta ci dovrebbe essere una minoranza che dovrebbe costruire. Invece si discute sempre e si va sempre contro quello che fa o dice l’altro. È emblematico che qualcuno abbia pensato che c’è qualcosa dietro a questo momento di incontro pacifico”.

 

Confronto candidati sindaco  Casamassima 2018 (3)

La seconda domanda di Sgaramella prende spunto dalla spesa in bilancio di previsione per i servizi sociali pari a due milioni di euro, 62mila dei quali destinati a interventi per soggetti a rischio di

esclusione sociale, 4mila alle famiglie e 1milione e 617mila per i diritti e le politiche sociali, capitolo che include tantissime attività. In questi anni decine sono i disoccupati che si sono incatenati sotto il municipio e che diventano, in alcuni casi estremi, soggetti facinorosi. Così Sgaramella chiede il parere dei politici circa gli uffici pubblici.

Secondo Mirizio “la riorganizzazione dell’ente è prioritaria. I cittadini votano le amministrazioni che hanno l’obbligo e il dovere di incidere e determinare le scelte politico-amministrative. Sta alla politica comprendere e riorganizzare la macchina amministrativa e porre dei rimedi alle criticità. Se si nota, ad esempio, che la gestione dei rifiuti non ha un meccanismo efficiente, la politica deve dare l’indirizzo all’organo gestionale e fare dei controlli. La politica deve dare indirizzi e compiti giusti. La spesa sociale è elevatissima perché la situazione socio-economica è in forte crisi. Sono aumentate le famiglie che si rivolgono alla Caritas. Dovremmo verificare i criteri secondo i quali le famiglie diventano assegnatarie di sovvenzioni sociali. Le attività di tipo illecito non vengono dichiarate, quindi andrebbero fatti controlli incrociati e individuati degli strumenti efficaci”.

Caravella è diretto “il sindaco si troverà una macchina amministrativa senza ruote, la prima cosa da fare è mettere in movimento il Comune. La seconda azione è porre attenzione alle situazioni sociali. La classe politica deve dare risposte, affrontare le criticità con sensibilità. Gli uffici sanno benissimo chi ha realmente bisogno. Bisogna andare a vedere quale ricaduta hanno quei soldi posti in bilancio sulle famiglie che hanno bisogno. Abbiamo necessità di capire bene le diverse situazioni esistenti”.

Nitti dice di aver esaminato a fondo le tematiche negli ultimi mesi “Abbiamo rilevato due criticità, la prima è l’urgenza di intervenire sull’ufficio tecnico dove ci sono problematiche oggettive. Abbiamo incontrato i tecnici del paese che ci hanno parlato dei problemi che rallentano l’edilizia e lo sviluppo locale. La seconda è l’urgenza di dare un nuovo capo all’ufficio finanziario. Quando partiremo comprenderemo meglio le altre situazioni e interverremo. Per quanto riguarda la problematica sociale è giusto approfondire. Ci sono tanti strumenti per migliorare le condizioni economiche, ad esempio ho visto che è stato confermato il servizio civico che andrebbe integrato con altri strumenti che consentirebbero di aiutare famiglie disagiate senza ricorrere alle casse comunali perché intervengono fondi della regione e dello stato. Inoltre dobbiamo avvalerci di un osservatorio sociale per sapere quanti disabili ci sono e quanti soggetti versano in condizioni economiche svantaggiose”.

Bagalà dichiara che “esistono funzionari responsabili che hanno da insegnare ai politici. Per il riassetto degli uffici, occorre precisare che c’erano delle restrizioni fino a un anno fa, infatti oggi, scomparsi quei limiti, grazie ad alcuni spostamenti, c’è un miglioramento. Ma in generale non vedo alcuna criticità all’interno degli uffici di Casamassima”. Per quanto riguarda la spesa sociale aggiunge “non è detto che sia elevata, bisognerebbe fare un paragone con altre realtà simili. Sociale e lavoro vanno di pari passo, per ridurre la spesa sociale bisogna creare lavoro, bisogna incentivare l’impresa, interventi come la zona Pip o il distretto urbano del commercio e altri strumenti similli servono a ottenere contributi per i privati e generare occupazione”.

“Il Comune di Casamassima ha degli uffici che non funzionano – sentenzia D’Addabbo. La Legge Bassanini ha dato tantissimo potere agli uffici, ma i politici sono in grado di far funzionare e di cambiare direttori, capi servizio e dipendenti. Il sindaco deve stabilire la direzione a cui devono attenersi i vari dirigenti. Mi aspettavo che qualche candidato lanciasse qualche idea, ma forse si sarebbe giocato qualche voto. Casamassima fa parte del piano sociale di zona da dieci anni insieme a Gioia, Turi e Sammichele, ma noi a livello politico non siamo riusciti a copiare quello che di buono si fa negli altri paesi, sebbene qualcosa di buono gli ultimi assessori lo abbiano fatto. Un'iniziativa meritoria è quella di affidare il lavoro ai bisognosi in cambio di un contributo attraverso delle cooperative”.

Anche Busto ritiene sia il sindaco ad avere il dovere di far funzionare la macchina amministrativa “come fosse un’azienda, intervenendo dove c’è bisogno e secondo legge. Spesso, però, si interviene in maniera politica per non scontentare nessuno. La spesa di 1 milione e 600 mila euro è un termometro, vuol dire che c’è un sacco di gente che non lavora, quindi bisogna creare lavoro in modo da generare reddito. Bisogna guardare le realtà locali e capire dove si può intervenire, cogliere le esigenze del territorio, creare lavoro, intervenire in maniera mirata, tutto non si può fare”.

 

Confronto candidati sindaco  Casamassima 2018 (1)

La domanda successiva verte in particolare sull’ufficio tecnico, in quanto, come anticipato già da Nitti, i tecnici di Casamassima lamentano la scarsità di personale e le procedure lente. Sgaramella porta ad esempio la questione dei loculi cimiteriali mancanti, notizia che ha avuto eco nazionale nei giorni scorsi, la situazione delle scuole e della caserma dei Carabinieri. “Il commissario ha detto che i soldi ci sono, ma la prossima amministrazione deve vigilare per non perdere il finanziamento di 600mila euro, cosa si può fare?”.

Mirizio ripete “per noi è una priorità la riorganizzazione del Comune. Il problema vero è che si sono invertiti i ruoli fra la politica e gli uffici. È la politica che deve decidere quali uffici debbano trovare i soldi e per quale attività. Non abbiamo la bacchetta magica, l’approccio che vogliamo dare è quello di lavorare con impegno, serietà e trasparenza. Un ufficio tecnico muove l’economia del paese e un ufficio che non dà l’autorizzazione velocemente di mettere un’impalcatura per tinteggiare la propria abitazione diventa un problema. Gli interventi specifici li decideremo appena eventualmente ci insedieremo”.

“Partire dalla macchina amministrativa è la prima cosa – risponde Caravella. La questione dei cento giorni lanciata nella campagna elettorale scorsa è stata ridicola. Nei prossimi due anni 1/3 dei dipendenti andranno in pensione e sarà l’occasione per rivedere l’organigramma, ma la linea poltica deve essere chiara. Non c’è bisogno di aspettare la pubblicazione del programma, se si incentiva l’ecosostenibilità, le rinnovabili o le ristrutturazioni, si crea un indotto. Non dobbiamo aspettare il grande gruppo commerciale o la zona Pip, un regolamento edilizio nuovo ci permetterà già di avere un indotto nascente e creare lavoro. Bisogna avere delle idee per rilanciare il commercio, l’agricoltura e portarle nella macchina amministrativa”.

Nitti sottolinea che nel nostro Comune ci sono delle professionalità che vanno premiate e fatte lavorare e delle criticità che vanno risolte “sul discorso scuole e loculi abbiamo assistito alla follia amministrativa ‘Rodari’: siamo al collaudo degli impianti quindi il dramma sembra si stia risolvendo, la Collodi è invece ferma. Ricordo che in un consiglio comunale, avendo visto il progetto sulle scuole, sollevai la questione se prima di cantierizzare i lavori ci si fosse preoccupati di trovare un posto dove mandare gli alunni. A quella domanda non mi fu data risposta. Sulla questione cimitero, siamo certi che i 250 loculi preventivati dal commissario non siano sufficienti: l’operazione è quella di proporre un nuovo progetto. I loculi non sono un costo per il Comune perché si vendono, anzi portano risorse economiche importanti. Nel programma abbiamo previsto un ampliamento a 500 loculi”.

Bagalà ritiene che “la colpa data dal politico agli uffici è un alibi. Se non ci sono più posti al cimitero, è necessario un intervento straordinario. Mi fa sorridere che si inserisca questo argomento in un programma. Il commissario sta facendo un ottimo lavoro e ha recuperato 2 milioni di euro per caserma, municipio e palestrone. Se tante cose non si sono fatte è perché non entrano soldi, le lottizzazioni sono ferme, i finanziamenti sono fermi e quindi si soffre, però negli ultimi anni abbiamo ottenuto diversi finanziamenti.

D’Addabbo sottolinea come l’ultima lottizzazione approvata sia del 2007 e come non si sia ancora costruito nulla “evidentemente non è questo il problema. Il sindaco Birardi fece un provvedimento per cambiare sistema di lottizzazione agevolando anche lo scarico dei materiali, ma non c’è stato nessun miglioramento”. Ricorda poi il problema della fogna “perché alcune amministrazioni hanno scelto di andare a sentire le ragioni del Comune di Rutigliano e non di dotarci di una nostra fogna. Il problema non è costruire, ma costruire bene, avere scuole e strade che permettano a chi vive a Casamassima di trovare strutturare ottimali. Si potrebbe far pagare ai grandi gruppi il recupero dei rifiuti e poi spingere le grandi realtà presenti sul territorio a restituire qualcosa al paese che li ospita”.

Busto conclude “se ci sono lottizzazioni ferme da 40 anni c’è un problema. Abbiamo bisogno che i giovani di Casamassima possano intervenire nelle progettualità per il paese”.

 

Come ultima domanda Sgaramella chiede di specificare come sono nate le coalizioni, o le liste, e, immaginando di non poter votare per se stessi, chi voterebbero i vari candidati.

“La nostra coalizione è nata da un gruppo di amici – dichiara Mirizio - che da sempre si ritrova in alcuni valori e ideali. Con questi amici abbiamo condiviso un percorso, progetti, programma e persone. È stato un lavoro semplice e non abbiamo avuto necessità di bruciare nessun nome. Io voterei per Giuseppe Nitti, però sta mettendo su una colazione troppo trasformista”.

Caravella: “Noi non siamo amici, stiamo portando avanti un progetto che viene prima delle persone. In questa ottica è il gruppo che mi ha candidato per portare avanti un programma. Io voterei comunque il Movimento cinque stelle, a prescindere dalla persona”.

Nitti: “La nostra coalizione è composta da 4 liste, abbiamo sposato il civismo, un gruppo di persone che non crede più nei partiti tradizionali. Siamo destrutturati e questo ci consente di prendere decisioni in modo più veloce. Abbiamo preso decisioni drastiche quando abbiamo scelto di non stringere alleanze con i partiti: rinunciare a dei voti è difficile, ma siamo convinti della nostra scelta. Chiediamo ai cittadini fiducia. Le nostre priorità riguardano il verde e il desiderio di restituire spazi pubblici a bambini e famiglie. Voterei per una persona moderata con un progetto politico serio”.

Bagalà: “Ritengo che le congregazioni di liste civiche o i movimenti politici improvvisati siano alla fine del loro ciclo. Credo siano alla frutta e così credo nel ritorno dei partiti, della scuola politica e del riferimento serio. Il mio voto andrà sempre e comunque al candidato del Pd.”

D’Addabbo: “Abbiamo deciso di restare a guardare, non per vedere le proposte e i programmi, ma per vedere gli elenchi delle persone perché sono gli individui che indicano gli interessi delle coalizioni. Un sindaco può essere bravissimo, ma se è in una tana di lupi c’è poco da fare”.

 

L’ultimissima domanda la pone Francesca Dell’Aia, chiedendo qual è l’intervento che metterebbero subito in atto per sopperire a una mancanza di Casamassima.

Mirizio: “Io farei un parco per bambini perché vado sempre a Capurso o in altri paesi”.

Caravella: “Vorrei far rivivere a mio figlio la stessa infanzia che ho vissuto io nella villa comunale”.

Nitti: “Ho un sogno ed è quello di portare la piazza di Casamassima, dove sono nato, allo splendore di un tempo. Così come il corso e tutto il centro. Me lo immagino con attività commerciali e un luogo dove i giovani si riuniscano e passeggino. Dobbiamo tendere al bello, dobbiamo far tornare Casamassima bella, quindi credo che la prima cosa sia la rigenerazione urbana del centro come volano per il resto”.

Bagalà: “La prima cosa secondo me è creare un distretto urbano del commercio per rendere attrattivo il centro, per giovani e famiglie, e portare in città gente da fuori”.

D’Addabbo: “Dovremmo dare un’occhiata alle periferie, mi piacerebbe avere un piccolo teatro, ci vorrebbero anche uno stadio e dei giardini pubblici”.

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