Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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La parola all’ex sindaco De Tommaso

Vito De Tommaso

“A Cessa è mancato un buon rapporto con gli uffici comunali. Doveva dimettersi all’inizio”

 

“Cessa doveva dimettersi subito”. L’ex sindaco Vincenzo De Tommaso questa settimana è ospite delle nostre colonne e analizza il momento politico e amministrativo. Il professore condivide l’idea che Cessa avrebbe dovuto dimettersi subito dopo l’insediamento e si sarebbe risolta la crisi. Invece si è tirato avanti fino a rompere la corda.


Prof. De Tommaso, come sta operando il Commissario Prefettizio?

“Sta operando come ogni buon Commissario: la normale amministrazione. Ma diamogli tempo per conoscere la situazione generale del nostro Comune e, dato il curriculum che presenta, penso che adotterà i provvedimenti necessari. Certamente non aspettiamoci miracoli o una bacchetta magica, perché il commissariamento è un provvedimento temporaneo ed urgente, ma mai risolutivo. È la Politica che risolve i problemi di una comunità (o almeno dovrebbe esserlo)”.

 

Quali suggerimenti e proposte vuole avanzare?

“Il suggerimento che mi sento di dare è solo uno: guardarsi bene intorno e constatare di persona le varie situazioni; partendo dagli uffici comunali per arrivare al paese: alle persone prima di tutto e poi alle periferie, ormai abbandonate da tempo. Il paese non è così pulito come si vorrebbe che fosse, occorre molta attenzione e più cura alle strade di periferia e a quelle di collegamento ai paesi vicini, per non parlare delle strade di campagna: tutto è territorio e gli appalti di raccolta e smaltimento dei rifiuti devono riguardare l’intero territorio: Non si può pulire davanti alla propria casa, lasciando sporca quella dei vicino!”.

 

La campagna elettorale è vicina, lei sarà candidato?

“La campagna elettorale è vicina: sono iniziate le piccole e grandi manovre; ma sembra che l’unica preoccupazione sia il nome del Sindaco (ne circolano di tutti i colori e sapori!), senza una concreta e realistica visione della situazione grave, per non dire catastrofica, della nostra comunità. Occorrono prima i programmi (non quelli scopiazzati di qua e di là) e gli uomini che intendono realizzarli (quindi le alleanze) e poi si può parlare del nome o dei nomi degli aspiranti alla carica di Sindaco. Non vorrei sembrare moralista, ma occorre una forte dose di umiltà e una ancor più forte capacità di ascolto per iniziare una azione politica, che sia veramente tale. Detto questo, la mia candidatura o meno interessa ben poco”.


Come ha operato l’amministrazione Cessa? Cosa ha sbagliato?

“Un giudizio sulla Amministrazione Cessa. Non voglio essere cattivo, ma basterebbe ricordare il famoso adagio: “Dopo tanto rumore, la montagna ha partorito un topolino…”. Bisogna essere, però, culturalmente onesti nel ricordare la situazione generale della politica in Italia: la crisi totale dei partiti, la mancanza di contatto con i problemi reali dei cittadini, i populismi trionfanti, le affermazioni ad effetto di alcuni “politicanti”, che dicono una cosa oggi per negarla domani.

Al Sindaco Cessa sono mancate essenzialmente due cose (che pure gli avevo raccomandato): la sua maggioranza e un buon rapporto con gli uffici. La maggioranza è venuta meno subito dopo l’elezione. Pur ignorando le cause profonde, è inconcepibile che sia venuta meno proprio la lista civica del sindaco. Già a questo punto occorreva una seria riflessione politica se non proprio le dimissioni. Per quanto riguarda gli uffici è stata continuata (o subita, che è lo stesso) l’azione deleteria del sindaco Birardi. Non mi si parli di pulizia o di abbattimento delle cupole, perché il rimedio è stato molto peggio del male che si intendeva curare (salvo poi interventi per questioni personali…). La situazione che il Commissario ha trovato è stata quella di un Comune con uffici inesistenti o peggio terremotati.

Non parliamo poi di quella umiltà cui facevo cenno prima. Le esperienze pregresse (e positive) del Partito Democratico sono state completamente e volutamente ignorate, con un’azione politica che sembrava tipica di “dilettanti allo sbaraglio”. È vero che le difficoltà erano tante, ma non si son sapute o volute affrontare come si deve”.


Il tempo le ha dato ragione su alcune cose?

“Non so se il tempo mi abbia dato ragione, ma penso proprio di sì, soprattutto nei confronti di chi “firmò” e “fece firmare” la mia caduta. Ma queste sono bazzecole (direbbe Totò), perche una cosa è certa: il sottoscritto continua e continuerà a girare per Casamassima a testa alta, ricevendo e dando il dovuto rispetto”.


Quali sono le problematiche ancora irrisolte a Casamassima?

“Per quanto riguarda Casamassima, ma penso sia una situazione nazionale e forse mondiale, è necessario che la Politica torni ad essere l’arte di amministrare la cosa pubblica nell’interesse esclusivo dei cittadini: Le persone, anche le più smaliziate, sono tanto stanche di corruzioni, imbrogli, sotterfugi, parole al vento che ignorano i problemi reali. Occorre quindi che i politici, o aspiranti tali, tornino a frequentare le piazze, a girare per le strade per parlare agli elettori per sentire dalla loro viva voce quanto poi cercheranno di attuare nei famosi programmi elettorali.

Bisogna recuperare il paese senza chiuderlo esclusivamente negli interessi del proprio campanile; allargare gli orizzonti economici e culturali, insomma fare in modo che Casamassima torni a vivere e non a sonnecchiare, se non proprio a mugugnare in continuazione.

Tutto questo è un discorso generale, gli interventi politici devono poi seguire dopo una attenta e costante analisi delle situazioni sempre in movimento.

Non dimentichiamoci mai dell’umiltà e della capacita di ascolto; e buon lavoro a quanti si impegneranno concretamente per la nostra comunità”.

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