Mercoledì 22 Novembre 2017
   
Text Size

Elezioni a Casamassima. Ipotesi e le possibili alleanze

elezioni-comunali2


Piccoli, quasi impercettibili movimenti. Non siamo ancora in campagna elettorale, ma le pedine hanno mosso i primi passi sullo scacchiere di quella che somiglia più a una campagna acquisti prima del campionato. La finale del campionato è l’appuntamento elettorale del 2018, quando il commissario Aldo Aldi cederà il tricolore al prossimo sindaco di Casamassima.

 

Possibili alleanze

Proviamo a fotografare la situazione attuale delle possibili alleanze. Cominciamo da destra, dal ritorno di Pignataro che starebbe dialogando con pezzi provenienti da Autonomia Cittadina, in particolare con Franco Pastore e Pinuccio Fortunato. Più al centro ci sono gli ex autonomisti Rodi e company, che starebbero dialogando con Nica Ferri possibile candidata sindaco, non ancora collocabili in una coalizione di riferimento.

Il consigliere Rino Carelli, esponente fittiano, potrebbe trovare come riferimento Gino Petroni, a sua volta uomo di Bellomo.

Intanto, Forza Italia cerca casa; attualmente è nelle mani di Maria Montanaro ma il partito di Berlusconi non risponde più a Damascelli, presumibilmente ha agganci con Massimo Cassano. Sottotraccia si sta tentando di creare un listone centrista, per superare gli steccati e creare un grande centro; è possibile che Forza Italia possa confluire in questo magma.

Libera Casamassima di Nitti sta reclutando ed è a caccia di nomi; difficile capire ora dove possa collocarsi. I 5 stelle e Autonomia sembrano finora l’unica certezza, ma entrambi da soli non potranno andare lontano.

Il centrosinistra, invece, esce da questa esperienza amministrativa con le ossa rotte e i musi lunghi. Vito Cessa crede ancora di potersi ricandidare a sindaco, ma deve aspettare l’elezione della nuova segreteria locale del Partito Democratico che si celebra nel prossimo autunno. L’impressione è che il centrosinistra sia scomparso, come scomparve il centrodestra dopo Birardi. Rifondazione sembra scomparsa, gli ex Sel sono delusi, il PD è un’incognita.

 

La situazione amministrativa

Cessa non ha fatto la differenza, come prometteva in campagna elettorale; l’eredità che ci lascia è quella di una città dimenticata. Le cose non funzionano neppure a Palazzo di Città dove gli uffici non sono organici. Il settore tributi è ancora in alto mare; gli inspiegabili spostamenti Giustino all’UTC e Ladisa ai Tributi hanno complicato la situazione. Se le cose non funziona in Comune, figuriamoci in città e tra la comunità casamassimese. Tanto per fare un esempio sulla nettezza urbana non c’è stata alcuna svolta o salto di qualità come invece è accaduto nei paesi limitrofi (vedi Turi): i macchinari sono guasti, il paese è sporco rispetto ai costi del servizio, e non è chiaro perché il CCR (centro comunale di raccolta) non sia ancora nella ex cantina sociale.

Cessa voleva fare la differenza nelle scuole e invece abbiamo ancora il circolo didattico della primaria e della materna che peraltro sembrano infiniti cantieri. Il verde pubblico è la faccia di questo paese: alberi secchi in via Virgilio, via Conversano e altrove, piantati appena un anno fa; il colore di una Casamassima ormai sbiadita.

Commenti  

 
#2 cittadino esemplare 2017-10-17 12:42
ci si è persi dietro le vecchia politica dimenticandosi di movimenti emergenti
 
 
#1 Egr. Direttore... 2017-09-21 20:52
...se questi sono i nomi del centrodestra....meglio cambiare paese!
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI