LA BOTTEGA DEL FUTURO, UN’OPPORTUNITÁ O LA SOLITA CHIMERA?

bottega del futuro

2010_07_06 - mip_casamassima 013Per chi ci è stato, ieri pomeriggio, a Palazzo Monacelle, ha avuto modo di avvertire una lieve, primordiale, sensazione di “inclusione”, un termine che suona assai stridente con il contesto attuale che ci tocca vivere.

Cosa è accaduto. L’amministrazione comunale per l’ennesima volta ha proposto un momento di incontro e scambio con la cittadinanza, stavolta, però, coordinato da “professionisti del dialogo” che hanno contribuito a “facilitare” il confronto tra politici, associazioni, cittadini, tecnici e operatori del mondo economico. Non c’è che dire: un’ottima iniziativa, finalmente, per una cittadina sviluppatasi (forse) troppo in fretta e che non è riuscita a consapevolizzare il processo di crescita. Buona la prima, si potrebbe azzardare.

Alle 17.30 si sono riuniti, nell’atrio, i convenuti: molti curiosi, qualcuno realmente interessato, assai scettici.

Il tema del dibattito circolare, “La bottega del futuro”, questo sconosciuto. Perché “bottega” e come si guarda al “futuro”. Visione (utopica) o (concretizzabili) propositi?

Il primo workshop mirava a stimolare la creatività collettiva (nonché la partecipazione all’ideazione di un progetto virtuale) partendo da un quesito: “T’immagini Casamassima nel 2020?”. Dopo l’introduzione dell’assessore alla Cultura, Giuseppe Pellegrino, che ha presentato l’iniziativa, i lavori (pratici) sono entrati nel vivo: i partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi, moderati dai profession2010_07_06 -  mip_casamassima 050isti di Formez, che hanno focalizzato l’attenzione sulla visione di Casamassima proiettata fra dieci anni. Il metodo di attività è stato l’EASW (European Awareness Scenario Workshop), largamente adottato in Europa per lo sviluppo della partecipazione attiva dei cittadini. I quattro gruppi di lavoro hanno analizzato e ipotizzato positività e negatività su quattro tematiche: Benessere e qualità della vita; Ambiente, città e territorio rurale; Innovazione, cultura e conoscenza; Economia e lavoro.

Molto interessante lo scambio di idee e opinioni che si è andato configurando durante le discussioni, in alcuni casi anche animate, sulla presenza dei centri commerciali e sulla mancanza dell’area da destinare all’artigianato. La filiera corta l’aggregatore e il filo rosso dei gruppi, omogenei all’interno, assai diversi tra loro. Erano Politici e amministratori; Cittadini e associazioni; Operatori economici e associazioni di categorie; Tecnici ed esperti di tecnologia.

Domani si replica. Sempre alle 17.30, sempre nell’atrio di Palazzo Monacelle, si svolgerà la seconda fase: si metteranno insieme le “visioni” per ottenerne una collettiva e sulla base di questa si procederà con i lavori per gruppi tematici ai quali si chiederà di proporre soluzioni, idee e progetti per cominciare da oggi a realizzare la Casamassima futura.

Molto dipenderà, come sempre, dal senso di responsabilità dei cittadini di Casamassima a prendere parte attiva del dibattito. Ma anche in maniera costruttiva. Ieri, nelle quasi quattro ore di lavoro, lo scetticismo si è trasformato in possibilismo..

Per ulteriori informazioni:

Formez | Andrea Gelao T. 328-4166893 | mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Comune di Casamassima Uff. Servizi socio-culturali | dr.ssa Margherita Diana T. 080-6530240 mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.