Venerdì 24 Novembre 2017
   
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La maggioranza "cade" sul rendiconto

10 LUGLIO

 

L’ultimo Consiglio comunale, svoltosi martedì 10 luglio, ha - una volta di più - palesato il malessere di fondo che la "maggioranza fittizia" di Vito Cessa ha sempre portato in pancia. Il rendiconto dell’anno 2016 non viene approvato, con 8 favorevoli e 8 contrari e un astenuto. Ora il sindaco Cessa rischia ancora una volta di andare a casa - questa volta per decisione del Prefetto - a meno che non riesca a convincere, entro la fine del mese, il consigliere Nica Ferri a ritornare sui suoi passi e mutare l'astensione nel nono voto necessario a licenziare il documento contabile.

Prima di questo finale “a sorpresa” si svolge un Consiglio comunale tra polemiche e frecciatine, come da copione d’altronde.

Il Consiglio si apre e già la prima polemica scoppia nella fase delle comunicazioni: il consigliere Pietro Savino lamenta la difficoltà ad avere accesso agli atti. «È gravissimo, non ci sono giustificazioni per questa situazione», commenta evidentemente contrariato.

Ancora più tesa diviene l’atmosfera quando la neo Presidente Pasqua Borracci annuncia che uno dei punti più importanti all'ordine del giorno, e cioè quello relativo alla discussione del Centro comunale di raccolta, a causa di “disguidi in commissione” non verrà discusso in quella seduta.

Il Sindaco risponde poi all’interpellanza, presentata nella scorsa assise dal Consigliere Rino Carelli, circa il decremento del numero di sanzioni se si guarda al triennio 2014-2016: «Il carico di lavoro per la Polizia Municipale è aumentato a causa della raccolta differenziato, e questo può giustificare in parte la diminuzione delle multe», è la risposta di Cessa.

 

Le interpellanze

Si passa poi alle interpellanze, come al solito, il punto all’ordine del giorno più “frizzante” e litigioso. Si comincia con il consigliere Antonello Caravella che chiede chiarimenti sul ricorso al TAR promosso dal Comitato per una Tari Equa.

Pietro Savino presenta invece un’interpellanza nella quale chiede chiarimenti sullo spostamento di alcuni dipendenti comunali: si riferisce in particolare al geometra Francesco Ladisa alla dott.ssa Giacomina Giustino spostati rispettivamente da Ufficio Opere Pubbliche all’Ufficio Tributi.

Il consigliere Stefania Verna chiede contezza sulla situazione scuole e l’Assessore Tancorra azzarda ottimista: «Siamo in dirittura d’arrivo, la tempesta è passata».

 

Lo stallo del rendiconto

Quando si arriva a parlare di rendiconto, Giuseppe Nitti invita il Sindaco ad una presa di posizione ferma: «Signor Sindaco se lei oggi non sarà in grado di raccogliere nove voti su un provvedimento così importante, io chiedo le immediate dimissioni non dopo la votazione ma prima, subito dopo le dichiarazioni di voto di tutti i consiglieri di maggioranza, perché così non si può più andare avanti». La dichiarazione viene condivisa anche dal Consigliere Nicola Guerra.

La votazione, come anticipato, vede il pareggio. Di certo determinante è il voto del consigliere Nica Ferri, che con compostezza spiega la sua astensione con queste parole: «Pur apprezzando il lavoro dell'assessore nel redigere il bilancio e il rendiconto, ci sono delle difformità rispetto all'indirizzo politico che si era data questa maggioranza, ribadite anche nel cronoprogramma, per questo motivo il movimento ritiene di doversi astiene».

«La invito a una resa, Sindaco», è il commento eloquente del consigliere Stefania Verna, preoccupata dalle "continue primavere casamassimesi", utilizzate come elisir per mascherare le costanti crisi della maggioranza.

La votazione si ripete, ma il risultato è identico. La seduta consiliare si chiude così, quando è quasi notte, senza che Nitti o Guerra chiedano le dimissioni del Sindaco. Troppo stanchi per ripetere ovvietà?

 

Foto AMO CASAMASSIMA

 

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