Martedì 18 Dicembre 2018
   
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"Il gran rifiuto"

Maria Giovanna NeroNicola Guerra

 

A neanche ventiquattro ore dalla loro elezione, i due consiglieri di maggioranza Maria Giovanna Nero e Nicola Guerra annunciano la volontà di non accettare la nomina rispettivamente a Presidente e Vicepresidente del Consiglio comunale.

Se la consigliera Nero si limita ad una pec indirizza al Comune di Casamassima, Nicola Guerra divulga un comunicato per motivare le ragioni della decisione, almeno quelle "ufficiali", perché nelle "segrete stanze" pare si ascoltino ben altri cori.

«[...] Nel ringraziare i Colleghi Consiglieri per la fiducia riposta nella mia persona - si legge nella nota - per perplessità sorte in merito alla legittimità delle norme procedurali adottate in deroga a quanto dettato dallo Statuto Comunale e dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, nonché per la parziale rappresentatività politica/consiliare presente nella seduta del 29 maggio 2017, ritenuta insufficiente per l'elezione di un Organo Istituzionale di Garanzia, con la presente esprimo la NON accettazione della nomina».

Ci sforziamo di ragionare sulle due motivazione addotte dal consigliere di Civicamente. La prima è il dubbio sulla regolarità della procedura di elezione, quella stessa procedura che il sindaco Cessa ha difeso in Consiglio. O, se si preferisce, quegli stessi dubbi che l'opposizione aveva già sollevato in assise chiedendo una nuova convocazione della seduta. In buona sostanza, Guerra smentisce il suo stesso sindaco. Problemi di comunicazione interna?

Ma andiamo avanti. Dopo il primo clamoroso autogol, il meglio arriva con la seconda motivazione: l'assenza della maggioranza (in politichese "la parziale rappresentatività politica/consiliare"). Ma sbagliamo o il consigliere Guerra è uno dei membri della maggioranza che, insieme ai compagni di avventura, ha scelto coscientemente di non prendere parte a quel Consiglio? C'è una comunicazione del 25 maggio ad attestarlo.

Verrebbe da concludere che, a volte, un comunicato in meno aiuterebbe ad evitare cadute di stile e scivoloni della residua credibilità politica.

 

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