Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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Continua la 'farsa' dell'elezione del Presidente del Consiglio

Il sindaco e la giunta

 

Dopo le tante "peripezie" degli ultimi Consigli comunali casamassimesi, lo scorso 29 maggio, Il Sindaco e i suoi gli Assessori questa volta si sono presentati in seconda convocazione, "per rispetto della cittadinanza", come ha precisato Vito Cessa. La maggioranza invece, rimane latitante e questo ha innervosito di certo la minoranza.

La presenza del primo cittadino e della giunta consente dunque di raggiungere un numero legale, se pur risicato. Nelle Comunicazioni viene data lettura del documento redatto dalla maggioranza e protocollato in data 25 maggio in cui - come diremo oltre - si spiegano le ragioni della propria assenza.

La decisione di eleggere comunque il Presidente in seconda convocazione è stata presa dai consiglieri di minoranza in accordo con il Sindaco, durante la conferenza capigruppo tenutasi nella mattinata del 29 maggio.

A seguire, si arriva al punto all'ordine del giorno che prevede l'elezione di Presidente e Vicepresidente del Consiglio comunale. E qui iniziamo i primi disaccordi. Sebbene nella conferenza di capigruppo, svoltasi poche ore prima dell'assise, tutti sembravano essere tutti d'accordo di procedere a votazione anche in assenza della maggioranza, arrivati in aula i consiglieri d'opposizione espongono alcune perplessità sulla regolarità della procedura.

È sopratutto il consigliere Rino Carelli ad avanzare qualche dubbio, spiegando di aver appurato insieme al Segretario comunale che eleggere in questo modo il Presidente non sarebbe del tutto regolare poiché sarebbe indispensabile la presenza di almeno due consiglieri di maggioranza (la cosiddetta maggioranza qualificata). Chiede pertanto di riconvocare il Consiglio. «Lo dico per evitare che Casamassima faccia una brutta figura; qui rischiamo di essere contestati dalla Prefettura!», argomenta Carelli.

Il Sindaco tuttavia non si lascia intimorire, affermando di ritenere regolare le procedure, dal momento che la conferenza dei capigruppo ha stabilito così e che decisioni del genere sono lasciate all'interpretazione della stessa conferenza dei capigruppo, poiché il Regolamento non parla chiaro a riguardo. «State vanificando la conferenza di poche ore fa e vi state rimangiando ciò che è stato stabilito; avreste potuto sollevare questi dubbi in quella sede!», sbotta Vito Cessa. Ribatte Carelli: «Ho cambiato idea perché mi sono informato se deve essere illegittimo il procedimento, lei reputa opportuno continuare?»»

I consiglieri Caravella e Fortunato sembrano essere dello stesso avviso ed invitano il Sindaco a chiamare due consiglieri di maggioranza  per raggiungere il quorum.

Vito Cessa sembra alterarsi: «Ma scherziamo? Qui non siamo al circolo della birra dove mancano i giocatori per il calcetto. Voi poche ore fa avete sottoscritto un documento e ora vi state rimangiando la parola!»

Dopo tanto discutere e dopo quasi tre ore dall'inizio del Consiglio, si comincia a votare. Tre votazioni nulle a  causa della valanga di schede bianche; solo al quarto tentativo, quando non c'è bisogno di raggiungere un quorum, si hanno dei nomi: vengono eletti (a loro insaputa) la consigliera Giovanna Nero come Presidente e Nicola Guerra come Vicepresidente.

Quando sembra che finalmente si possa scrivere la parola fine a questa penosa vicenda, inizia a circolare la notizia di un accordo tra i membri della squadra di governo: se fosse stato eletto uno dei consiglieri di maggioranza, avrebbe dovuto dimettersi nell'immediato; in caso contrario le dimissioni sarebbero toccate al Sindaco. Inutile dire che il "patto" viene rispettato e poche ore dopo Giovanna Nero e Nicola Guerra comunicano in sequenza il "rifiuto" a ricoprire la carica.

Nelle pagine che seguono, proviamo a fornirvi una panoramica della vicenda, ripercorrendo la prima convocazione del 26 maggio; il documento con cui la maggioranza si "disimpegna" e le relative reazioni dell'opposizione. 

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