Martedì 18 Dicembre 2018
   
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La lunga difesa di Nica Ferri

Nica Ferri legge la sua 'difesa'

 

Composta, imperturbabile o quasi. La Dottoressa Nica Ferri si presenta in Consiglio ostentando una freddezza che forse non ha. La "pugnalata" della mozione di revoca le pesa di certo, ma la soddisfazione di darlo a vedere non la vuole dare. Inforcati gli occhiali, la Ferri comincia a leggere il suo lungo intervento, che riassumiamo nei suoi punti salienti.

«I Consiglieri fanno delle affermazioni di una certa gravità per motivare una mozione di revoca. Immagino che per una revoca ci debbano essere delle contestazioni tali che questa revoca sia giustificata. Quindi mi sono approcciata alla lettura del documento con grande turbamento e perciò riporto alcune considerazioni che voglio condividere con voi» - incomincia amareggiata Nica Ferri che analizza ogni accusa rivoltale.

Prende dunque a rispondere circa la prima contestazione, cioè quella di non aver dato pareri sul Bilancio di previsione 2015. In occasione dell'approvazione del documento finanziario viene infatti chiesto alla Presidente di verificare l'iter procedurale e contabile del Bilancio, ma i Consiglieri di minoranza affermano che non è stata mai fornita nessuna risposta. Si difende la Ferri: «Ebbene, il Regolamento non dice che il Presidente ha tra le prerogative quella di verificare l'iter procedurale. Il Presidente può chiedere il parere tecnico ed è quello che ho fatto, chiedendo al Segretario generale di esprimere un parere. Una risposta, datata 3 settembre, c'è ed è agli atti».

La Ferri passa poi alla seconda "accusa", quella circa le nomine delle Commissioni consiliari che sarebbero avvenute con troppo ritardo. Si contesta  infatti che le Commissioni sono state nominate solo a ottobre 2015. Spiega la Ferri: «Ricostruiamo la cronologia degli eventi. Il 22 luglio 2015 c'è l'insediamento del Consiglio Comunale, mentre il 29 c'è il primo Consiglio in cui ricordo si parla della TARI; il Consiglio comunale del 3 settembre prevede l'Istituzione delle Commissioni ma viene aggiornato al 21 settembre, giorno in cui sono elette le commissioni che il Presidente convoca il 2 ottobre. In sintesi  mi viene contestata una violazione assolutamente inesistente».

Quanto all'accusa di essersi arbitrariamente sostituita all'Assessore Cristofaro in sede di Consiglio  rispondendo per conto dell'allora Assessore alla Cultura, dichiara l'ormai ex Presidente: «Anche qui devo rilevare affermazioni assolutamente inesatte. Io semplicemente ho integrato la risposta dell'Assessore con alcune informazioni che il Presidente aveva acquisito. Ho parlato, udite udite, per 68 secondi esatti: non mi sembra il Regolamento preveda un Presidente muto!».

Relativamente invece alla questione risalente a circa un anno fa,  riguardante la presunta incompatibilità alla carica di consigliera di Pasqua Borracci, chiarisce Nica Ferri: «Non risponde al vero quanto si afferma nella mozione, cioè che il Presidente del Consiglio al fine di agevolare la consigliera Borracci non portava a conoscenza il Consiglio del parere del Segretario generale, poiché, per Regolamento, il parere deve essere esaurientemente coincidente con i motivi dedotti dalla minoranza».

Come detto, Nica Ferri non si fa vincere dalle emozioni ma si concede una sola sferzata ai consiglieri, quando con tono severo asserisce: «Come fate ad ergervi a giudici con un provvedimento così lesivo nei confronti di una persona per bene?».

La lunga difesa non serve tuttavia a salvare la sua poltrona: con nove voti favorevoli, sette contrari ed una scheda bianca, a Nica Ferri viene revocata la carica di Presidente del Consiglio.

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