Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Nica Ferri viene sfiduciata

Casamassima- Nica Ferri eletta Presidentessa del Consiglio

 La Dottoressa Nica Ferri non è più Presidente del Consiglio. Durante il Consiglio Comunale di lunedì 10 aprile, la Ferri è stata sfiduciata dai voti di quella stessa minoranza che, due anni fa, le permise di essere eletta, consumando quello che Giuseppe Nitti, candidato favorito alla Presidenza, etichettò come "tradimento". La mozione di revoca presentata dai consiglieri di minoranza è stata infatti accettata con sette voti contrari, nove favorevoli ed una scheda bianca. Questo significa che una persona all'interno della precaria maggioranza ha votato contro. Insomma, un vero franco tiratore.

Un Consiglio Comunale che di certo rimarrà nella storia. D'altronde, già nella fase delle comunicazioni era chiaro che non sarebbe stata una seduta consiliare tranquilla. Esagitata e battagliera, la consigliera Stefania Verna chiede a gran voce un Consiglio Comunale monotematico sulle scuole, o perlomeno un tavolo che sia aperto al pubblico. Senza indugio la consigliere definisce "Camera Caritatis" i tavoli tecnici non pubblici tenuti fin ora, scatenando così l'ira del Sindaco Vito Cessa: «La invito a misurare le parole e a non dare spettacolo alla ricerca di titoli di giornale!».

Si passa al punto all'ordine del giorno più atteso, ovvero quello della mozione di revoca della Presidenza del Consiglio. La consigliera prima firmataria, Anna Maria Latrofa, legge la lunga e dettagliata mozione, come altrettanto lunga e dettagliata è la difesa di Nica Ferri, che compostamente analizza e si giustifica su ogni punto. Solo una volta lascia trasparire la sua amarezza, affermando: «Come fate ad ergervi a giudici con un provvedimento così lesivo nei confronti di una persona per bene?». La votazione segreta è forse un regolamento dei conti di fatti risalenti a due anni fa; ad ogni modo la Ferri viene sfiduciata. Provvisoriamente, e fino alla nomina del prossimo Presidente, coprirà la carica il consigliere anziano Stefania Verna.

Provoca malumori anche il capitolo relativo al Bilancio di previsione finanziario 2017-2019, che in realtà non arriva a votazione: viene infatti rimandata l'approvazione in attesa di perfezionamenti. Come spiega l'Assessore al Bilancio Giovanni Tancorra, i revisori dei conti hanno dato parere negativo poiché alcune voci, relative sopratutto alle entrate, devono essere "riviste e ponderate". Ad esempio, in riferimento ai permessi per costruire, rispetto ad un accertato di € 215.000 sono stati previsti introiti pari a € 912.000 per il 2017 ed € 1.350.000 per il 2018. Una previsione che è sembrata all’organo di controllo un sovradimensionamento senza riscontro. Interviene di seguito il consigliere Carelli che si dice basito e afferma: «Dopo un parere negativo del collegio dei revisori, io mi dimetterei».

Si passa ai punti all'ordine del giorno meno caldi, ma l'atmosfera tra i banchi dell'assise consiliare è oramai rarefatta. Si approva all'unanimità il Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana di Bari. Si tratta - come spiega Cessa - di 23 milioni che potrebbero arrivare nelle casse dei comuni, producendo importanti ricadute sul territorio e consentendo di cantierizzare in tempi brevi tante opere. Sono stati ascoltati i sindaci, valutate le singole esigenze dei Comuni ed è stata fatta una sintesi degli interventi che, oltre a rispondere alle istanze dei singoli municipi, fossero funzionali alla creazione di un sistema territoriale che si ponga come obiettivo la crescita omogenea.

In ultimo, si prende atto delle dimissioni del componente effettivo della Commissione Elettorale Stefania Verna. Il Consiglio, dopo quattro ore, si chiude nell'imbarazzo generale per questa nuova ed ennesima situazione di grande incertezza.

 

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