Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Nicola Guerra sulla sfiducia a Nica Ferri

Il consigliere Nicola Guerra

Il neo consigliere di maggioranza di Civicamente, Nicola Guerra, che da poco ha sostituito Raffaele Bellomo, non essendo presente ai tempi della burrascosa elezione di Nica Ferri come Presidente del Consiglio, oramai quasi due anni fa, è probabilmente un punto di vista più esterno rispetto agli altri. Abbiamo dunque chiesto al Consigliere una breve lettura della situazione che vede la dottoressa Nica Ferri "a rischio poltrona".

 

Consigliere Guerra ci può dare un'anticipazione su quale sarà il suo voto in Consiglio, se favorevole o contrario alla mozione?

«Non abbiamo deciso. Allo stato dell'arte la nostra posizione è più di ascolto per le posizioni di chi è più direttamente interessato. Vogliamo vedere le azioni degli attori più coinvolti; so che ci sono in queste ore dei confronti e delle riflessioni in merito, aspettiamo dunque l'esito di questi confronti per trarre poi le nostre conclusioni»

Anche Lei come molti ritiene che Nica Ferri debba spontaneamente dimettersi, dal momento che la mozione è stata presentata dalla minoranza, quella stessa minoranza che due anni rese possibile la sua elezione?

«Non posso rispondere io, è una riflessione che deve fare la Ferri, considerando quelle che sono le sue prospettive future; non mi permetto di fare riflessioni se non sono io il diretto interessato. Certo, risulta un po' facile dire agli altri cosa devono fare; poi se una situazione del genere capitasse a noi in prima persona incontreremmo di certo delle difficoltà. Non è il caso di fare i maestri in questo senso. Sta a lei decidere e sicuramente lei avrà più elementi per valutare la situazione. Aspettiamo e vediamo cosa succede. Chiaramente, questo è un punto di criticità che va superato sempre guardando a quello che vogliamo realizzare per il paese; aiutare la cittadinanza è il nostro punto di destinazione, come dovrebbe essere per tutti. Speriamo che tutto si possa risolvere questa situazione per il bene del paese».

Dalle parole di Nicola Guerra emerge la volontà di "salvare la barca" se pur non lo ammetta chiaramente. In effetti, una nuova destabilizzazione forte degli equilibri già precari dell'Amministrazione Cessa potrebbe determinare un crollo definitivo. Guerra può così sfilarsi dal dibattito e ignorare le responsabilità di chi riveste il ruolo di Presidente del Consiglio. Un ruolo che dovrebbe essere super partes. 

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