Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Nomina del dott. Mariella nel consiglio della Camera di Commercio di Bari

Mariella Natale

 

 Il Presidente Emiliano risponde ai dubbi mossi dal gruppo regionale M5S


Il gruppo M5S comunica di aver appreso dalla stampa locale del 22 settembre scorso che cinque pregiudicati del clan Di Cosola di Bari, a cui i PM Rizzo e Perrone Capano della DDA contestano i reati di associazione mafiosa, voti di scambio e coercizione elettorale, avrebbero costretto elettori di Bari e provincia a indirizzare il proprio voto durante la tornata elettorale regionale del 2015 verso Natale Mariella, candidato poi non eletto nella lista dei Popolari a sostegno del candidato Presidente Emiliano. Secondo la stampa Natale Mariella sarebbe indagato in un fascicolo parallelo.

Per il quinquennio 2016-2021 – prosegue il gruppo ‒ il Presidente Emiliano ha provveduto al rinnovo del consiglio della Camera di commercio, attraverso una designazione dei componenti del consiglio della Camera di commercio, da parte delle organizzazioni rappresentative delle imprese appartenenti ai settori dell’agricoltura, dell’artigianato dell’industria e del commercio, dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti, nel rispetto di determinati requisiti e procedure.

A monte c’è un decreto del Presidente che ratifica tutto questo. Il M5S chiede quali sono state le motivazioni che hanno portato alla scelta e alla conseguente nomina del dottor Natale Mariella, ricevendo tutti gli atti. Così come chiede al presidente di invitare Mariella a dimettersi, almeno finché non avrà chiarito la sua posizione.

Il presidente Emiliano replica facendo presente che di fronte a una designazione il Presidente della Regione non ha nessuna possibilità di esercitare pressioni per indurre qualcuno a rinunciare all’incarico. Diversamente commetterebbe un reato. Il Presidente della Regione, se la procedura elettorale è regolare, deve firmare e basta, come il presidente del tribunale per l’elezione di un consigliere regionale. Si tratta di un atto non discrezionale.

"Evidentemente, ammesso e non concesso che i fatti siano veri, se Mariella dovesse aver lavorato alle elezioni regionali, direttamente o attraverso un’altra persona, sul voto di scambio, è pacifico dagli atti dell’indagine che questo lo riguarda esclusivamente e personalmente. A nessuno è consentito di dire che in automatico questo avrebbe portato, sia pure oggettivamente, dei vantaggi per la coalizione di centrosinistra".

Sulla questione – prosegue Emiliano ‒ ovviamente, se ci sarà la possibilità, io mi riservo di costituirmi parte civile. Voglio vedere, però, le carte. Non è la prima volta che un collaboratore di giustizia – mi è capitato diverse volte – racconta fatti che, dopo, non trovano riscontro nell’esercizio dell’azione penale.

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