Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Raccolta differenziata, un rebus ancora irrisolto

Il sindaco Vito Cessa


Il Sindaco Vito Cessa scarica la responsabilità del ritardo sull'assenza di
risposte dalla Regione


Nell’immobilismo generale che, ormai da tempo permane a Casamassima, uno dei tanti fattori che contribuiscono allo stallo e alla conseguente insoddisfazione dei cittadini, è sicuramente riconducibile al ritardo nell’avvio del servizio di raccolta differenziata.

Inizialmente prevista per il primo novembre, la partenza del nuovo servizio è slittata per l'assenza di un impianto di compostaggio che possa ricevere la frazione organica. Eppure, tutti gli altri paesi dell’Aro 5 – fatta eccezione per Gioia del Colle, alle prese con lo stesso dilemma di Casamassima – hanno iniziato il servizio di raccolta differenziata porta a porta.

Sull’argomento, l’Amministrazione sembra essersi chiusa in un insistente mutismo, tanto che i cittadini cominciano a ribellarsi e a chiedere un incontro pubblico chiarificatore. Abbiamo dunque ritenuto opportuno chiedere lumi al sindaco Vito Cessa.

«La raccolta differenziata a Casamassima – esordisce primo cittadino – non è ancora partita perché al momento mancano i centri di compostaggio presso i quali conferire la frazione organica dei rifiuti. E questo perché inizialmente, a seguito di indagini di mercato fatte dall’Aro e dal Comune di Casamassima, era stato individuato il centro di raccolta dove conferire l’organico a Modugno. Ma poi – a pochi giorni dalla partenza della differenziata – questo stesso centro ci ha comunicato di non essere più in grado di accogliere altra frazione organica. Cosa che ci ha costretti a far slittare l’avvio del porta a porta. E questo sebbene fossero stati già individuati i siti in cui poter conferire le altre tipologie di rifiuti, in virtù del fatto che per poter dare inizio al servizio è indispensabile sapere dove conferire anche l’umido».

«Una volta trovatici in questa condizione – osserva ancora il Sindaco Cessa – come Aro ci siamo rivolti alla Regione, nello specifico all’Agenzia territoriale regionale per il servizio di gestione dei rifiuti, l’ente che ha preso il posto dei vecchi Ato, per avere indicazione sul da farsi. Il 27 ottobre scorso, in una riunione con noi sindaci, l’Agenzia territoriale garantiva nell’arco di pochi giorni l’adozione di un’ordinanza regionale attraverso la quale sarebbero stati individuati i siti nei quali ogni comune avrebbe potuto conferire la sua frazione di organico. Nonostante i nostri numerosi solleciti, e due note, ad oggi la Regione non ha ancora fornito alcuna indicazione. Il nostro comando di Polizia locale e l’Aro hanno continuato le indagini per individuare un centro di raccolta in cui si potesse conferire. Era stata recepita la disponibilità, a tal proposito, da parte dell’Amiu di Taranto, che si era detta in grado di ricevere sette tonnellate di frazione organica al giorno. Ma a noi è stata preferita Acquaviva, perché ha una produzione stimata giornaliera di rifiuti organici che si avvicina a quel quantitativo, contro le nostre 5 tonnellate. Invece Sammichele, coi suoi bassi quantitativi, ha potuto conferire a Laterza. Casamassima, dunque, ha continuato le sue indagini di mercato, trovando disponibilità presso un’azienda di Lucera, sito che dista 165 chilometri. Questa distanza comporterà il riconoscimento alla Cogeir di un costo ulteriore per sostenere il trasporto. Noi, intanto, abbiamo provveduto a trasmettere in Regione una nota che, ai sensi della legge regionale 25/2016, chiede all’ente che ha sede a Bari di accollarsi i maggiori costi. Intanto, sono in atto le verifiche previste dalla legge, per poter arrivare alla stipula del contratto».

La spiegazione del primo cittadino – come sempre d’altronde – non fa una piega. Ma come al solito sul “quando” i nostri dubbi rimangono insoluti.

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