Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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"Vito Cessa faccia un passo indietro"

Michele Fiermonte


Michele Fiermonte analizza per noi la situazione politica casamassimese


Considerata la complessità della situazione politica casamassimese, abbiamo ritenuto potesse essere interessante ascoltare il parere di una figura politica di una certa autorevolezza, che si può senza rischio di sembrare eccessivi, definire un personaggio politico storico. Il nome che immediatamente ci è venuto in mente è stato quello di Michele Fiermonte. Fiermonte non ha bisogno di presentazioni: classe 1955, fede politica DC, è stato il giovanissimo Sindaco di Casamassima dal 1979 al 1986.

Fiermonte è illuminante nel suo intervento: ci regala un'analisi politica pulita ed inattaccabile. L'ex sindaco non ha bisogno di domande, al solo nostro input – "cosa ne pensa della situazione politica casamassimese" – prende a parlare con semplicità e con efficacia. Mentre parla, bisogna quasi resistere alla tentazione di esclamare continuamente "Ha ragione, assolutamente sì": i concetti espressi sembrano da subito assolutamente condivisibili.

L'ex Sindaco parla prima in termini generali ma è chiaro che il discorso si riferisce a Vito Cessa: «Spesso non si rispetta il criterio, per me importante, che dei problemi bisogna discuterne e bisogna dare a tutti la possibilità di dire la propria, magari anche un attimino rallentare i tempi, ma poi quando si assume una decisione bisogna sentirsi supportati. Credo che a Casamassima ci sia uno spirito a volte più distruttivo che costruttivo, più orientato alla protesta che alla proposta sotto tanti aspetti, per cui anche chi critica tante volte non riesce a farsi carico di una proposta alternativa. Chiaramente chi ha la responsabilità amministrativa in primis, cioè il Sindaco, deve avere la capacità di creare una squadra autorevole e capace di incidere sui problemi, anche perché, se questo poi non lo si fa, il parafulmine delle critiche diventa il Sindaco».

Il suggerimento che dà al Sindaco attuale è chiaro: azzerare la giunta e riprovarci: «A volte occorre fermarsi e fare autocritica, magari azzerare le situazioni e ripartire con le premesse migliori, con degli obiettivi concreti, con un cammino ben definito. Un Sindaco che è stato eletto con un grande consenso popolare deve sapersi mettere al di sopra della mischia e deve cercare di creare le ragioni dello stare insieme, innanzitutto all'interno della propria maggioranza, dove bisogna cercare sempre di cucire e mai di spaccare, poi anche con le altre forze politiche perché l'obbiettivo primo del Sindaco è realizzare il suo programma e rendere la città più vivibile e più degna di essere amata, amministrata e vissuta. Per quanto riguarda Vito Cessa, secondo me, proprio perché la città aveva una grande aspettativa su di lui – e come dicevano in campagna elettorale, avrebbero dovuto fare la differenza – ora c'è una grande delusione: gli strumenti per fare la differenza Vito non gli ha perseguiti ed ha costruito la squadra sulla base di accordi con i vari partiti, senza rompere ad un certo punto con certi schemi e non portando avanti un suo discorso. Non facendolo, ha nuociuto sopratutto a se stesso perché la gente si aspettava molto da lui: è come se tu avessi ingaggiato un fuoriclasse e poi ti rendi conto che sta giocando come un giocatore qualsiasi. La delusione è quindi proporzionale alle aspettative. Ma non è mai troppo tardi: a volte bisogna avere l'umiltà di rettificare la linea e riprendere un cammino, magari facendo un passo indietro. Non bisogna pensare che ammettere un errore sia un peccato che non può essere perdonato, ma intestardirsi nel dire di non aver commesso nessun errore, quello non può essere perdonato e ti può far andare a sbattere la testa contro un muro. Il dato di fatto è che Casamassima può avere degli strumenti e delle modalità per poter affrontare meglio i problemi della città. La macchina amministrativa può essere messa meglio a punto».

Il suggerimento a Vito Cessa arriva poi in maniera più diretta: «A Vito Cessa suggerirei di azzerare la situazione, perché quando uno deve programmare il futuro non deve avere vincoli del passato; suggerirei inoltre di definire degli obbiettivi minimi e prioritari da portare a termine, facendo una squadra consona che tenga anche conto del consenso che le varie liste hanno ricevuto, poiché allo stato attuale c'è un sovradimensionamento di una lista rispetto alle altre: il PD assorbe tutti gli Assessori e questo non corrisponde al consenso popolare. Vito avrebbe dovuto tirare la corda in direzione del profilo alto, invece ha fatto come gli altri politicanti che cercano di arrangiare. Se lui facesse questa riflessione, rendendosi conto di aver deluso le aspettative e se avesse anche solo un po' di umiltà per fare un passo indietro, potrebbe ancora riprendere quota. Ma se lui si intestardisce a dire che "abbiamo fatto tutto per il meglio", non si va da nessuna parte. Può scegliere, in alternativa, di continuare con questa barca che sta facendo acqua da tutte le parti, sperando che non affondi; oppure può dimettersi. Di certo non è il caso di continuare a far logorare la sua immagine per andare dietro a logiche che non fanno il suo gioco».

Fiermonte ci fa riflettere anche sul ruolo delle altre forze politiche: «Credo che ogni forza politica debba mettersi nelle condizioni di lanciare ponti; oggi invece c'è un clima competitivo. Facile dire facciamo cadere Cessa, ma l'alternativa qual è? Oggi, e non solo a Casamassima, ci si preoccupa più di contrastare senza proporre un' alternativa».

Immancabile poi, una sua lettura sull'emergenza Scuole della quale in questi giorni tanto si parla. Fiermonte esordisce con una metafora molto efficace: «Se io devo lavorare nei bagni, lavoro prima in un bagno e poi nell'altro, non vado a lavorare in tutti e due, senza organizzare nulla: non ha senso, ci sono inoltre stati anche dei mesi di assoluta passività e di non impegno ed il problema sembrava che non esistesse, emergendo alla vigilia dell'anno scolastico. Sicuramente c'è stata anche una mancanza di programmazione: quando si fanno lavori ci sono dei disagi ma i disagi sarebbero potuti essere minori se ci fosse stata, appunto, un po' di programmazione» .

La conclusione di Fiermonte non lascia spazio ad altre considerazioni aggiuntive: «Occorre fare un passaggio di forza e di onestà che parte dalla consapevolezza di dover dare delle risposte più concrete, quadrando prima con la maggioranza e instaurando un rapporto di collaborazione con le altre forze del Consiglio Comunale. Alla fine, sia maggioranza che opposizione, saranno giudicati sulla base di ciò che avranno fatto e non sulle chiacchiere che hanno saputo vendere».

Commenti  

 
#2 nostalgico 2017-01-02 08:17
certo la capacità di ascolto,la serietà nell'affrontare i problemi,le doti politiche di Michele Fiermonte potrebbero essere molto preziose per amministrare la nostra città
 
 
#1 Tifoso 2016-12-02 11:48
Io tifo per il ritorno del Prof. Fiermonte in politica, quella vera.
 

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