Domenica 09 Dicembre 2018
   
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Tentativo fallito dal notaio

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Nove consiglieri pronti a firmare per le dimissioni del Sindaco?


Una strana atmosfera aleggia su Casamassima. Una strana atmosfera plumbea che parla di complotti, raggiri, telefonate. C'è aria pesante politicamente e questa è l'unica verità inattaccabile. Certo è che nessuno si fida più di nessuno, tutti guardano storto l'altro. Non ci si accorda nemmeno per dare la definitiva "stangata" a Vito Cessa. E tra chiacchiere e realtà, la verità diventa sempre più difficile da individuare.

 

La teoria del tentativo fallito dal notaio

In paese girano voci che parlano di consiglieri di minoranza, ma anche di maggioranza, pronti a firmare per le dimissioni del Primo Cittadino. Si dice – il condizionale è d'obbligo – che qualcosa sarebbe accaduto lunedì scorso: pare che ci sia stato un tentativo di depositare le firme davanti ad un notaio; tuttavia un consigliere di maggioranza non si sarebbe presentato, probabilmente convinto da Vito Cessa.

Ma facciamo un passo indietro rispetto a quello che, ci teniamo a sottolineare, è solo una ricostruzione fatta mettendo insieme fonti non ufficiali e non confermata da nessun consigliere interpellato. A questo colpo fallito avrebbe partecipato qualcuno della maggioranza. Nove persone, tra opposizione e maggioranza, c'erano tranquillamente (prima della rinuncia del nono il giorno prefissato), ma si sperava che qualcun'altro si aggregasse tra i Consiglieri di maggioranza. Non sappiamo dare i nomi, possiamo solo limitarci a dire che ad oggi il Sindaco può fidarsi solo di Antonio Manzari. Tutti gli altri consiglieri di maggioranza avrebbero il proverbiale "piede in due scarpe".

 

I nostri dubbi

Eppure i dubbi che questo sia accaduto davvero, permangono. I conti non tornano. Antonello Caravella, è del Movimento Cinque Stelle, ed è ben noto che i pentastellati, per Statuto, non vanno dal notaio per far dimettere un Sindaco. Ed infatti è lo stesso Caravella a rivelarci: «Sono tutte chiacchiere... il M5S non va al notaio, ma la sfiducia la portiamo in aula».

Altro dubbio: sempre fonti non ufficiali ci confermano che Bellomo non era a Casamassima lunedì scorso ma era a Pordenone... quindi un'altra firma in meno. Il mistero è destinato a restare insoluto, ma una certezza c'è: Vito Cessa deve guardarsi le spalle, non può più contare sui suoi, una volta fidati, compagni di viaggio.

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