Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Dal campanile a... cosa ci riserverà in futuro la ‘politica’!

Incontro campanile (2)

 

L’obiettivo della creazione di sinergie al centro dell’incontro promosso dall’associazione “Progetto Metropolitano Casamassima”. Ma saranno proprio tutti d’accordo?


Un forte senso di attaccamento al proprio paese, con tutto ciò che lo caratterizza, che può divenire esasperato, quando la difesa di valori, usi e tradizioni, talvolta ingiustificatamente accentuata, dà origine a una rivalità, anche molto accesa, tra cittadini e centri vicini. Trattasi di campanilismo, un argomento trattato lo scorso mercoledì, 26 ottobre, presso il Laboratorio urbano “Officine Ufo”, nel corso di un incontro organizzato dall’associazione di cultura e politica ‘Progetto metropolitano Casamassima’, nato circa due anni fa durante la campagna elettorale per le elezioni regionali allo scopo di sviluppare delle iniziative atte a elaborare e proporre programmi di governo sia a livello di città metropolitana che per i singoli comuni.

‘Dal campanile... alla sinergia’, questo il titolo dell’evento che, moderato da Vito Cassano, delegato dell’associazione, ha previsto gli interventi di diverse personalità locali in base al proprio ambito di pertinenza. Come creare una comunione di intenti tra le forze in campo, a livello locale e non? È precisamente da questo interrogativo che è scaturita una lunga disquisizione, contenente un proprio filo conduttore (talvolta un po’ forzato), su argomenti quali la programmazione degli interventi, il marketing territoriale, i collegamenti viari a livello regionale e locale, l’impresa, il mondo della scuola, lo strumento della progettualità a più livelli e così via. Il tutto, ovviamente, senza perdere di vista la possibile accezione positiva del termine di partenza, dato che, come sostenuto dal sindaco Vito Cessa nel suo saluto iniziale, “il campanile non è sempre un concetto negativo e anzi è giusto che resti parte della società se a suo modo sa valorizzare le risorse e metterle in rete”.

Tuttavia l’esempio rilevante, di un campanilismo non propriamente sano, con cui l’incontro si è aperto è consistito nella questione ‘depuratore’, sollevata dallo stesso Vito Cassano attraverso il riferimento a un territorio – il nostro – in cui persistono barriere campanilistiche che minerebbero l’operato delle parti coinvolte e tenderebbero a ritardare la risoluzione delle problematiche inerenti il tema. Quattro in tutto i punti di vista, spesso discordanti e rappresentativi di esperienze profondamente diverse, espressi nel corso dell’appuntamento, a partire dal vicesindaco Andrea Palmieri, intervenuto in qualità di dipendente di un’azienda di trasporti, che ha voluto porre all’attenzione dei presenti, relativamente al Piano di mobilità territoriale in ambito metropolitano, il recente lavoro sinergico dei comuni dell’hinterland barese nella presentazione di progetti inerenti la Città metropolitana di Bari.

È poi toccato all’assessore Rocco Bagalà, responsabile commerciale di marketing e comunicazione nella Gdo, confermare in parte questo trend positivo della nostra area attraverso un intervento inerente il marketing territoriale (specificatamente nella progettazione metropolitana), da lui definito una strategia tesa a fare analisi del territorio, per porsi obiettivi strategici, valorizzandolo in base alle sue caratteristiche. “Il nostro problema – ha evidenziato Bagalà – è nel territorio molto variegato”. “Ma occorre indirizzarci verso un obiettivo comune – ha proseguito – o perderemo opportunità. L’onda positiva c’è e si sta vedendo invece a livello regionale”.

Incontro campanile (1)

Ha proseguito nella discussione Carlo Spinelli con ‘Un’idea di sviluppo in rete’. Il suo intervento si è aperto con una frase emblematica per i contenuti in seguito espressi e presa in prestito da Bruce Chatwin: “La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada…”. Spinelli, legandosi metaforicamente all’argomento oggetto della serata, ha avanzato alla platea la proposta di un casello autostradale che colleghi il territorio casamassimese al percorso della A14 di modo da alleggerire sia la statale 100 che la statale 16 bis dal traffico che le attanaglia, soprattutto negli ultimi anni, il tutto considerando che l’apertura di una porta sull’autostrada situerebbe secondo il suo punto di vista Casamassima in una posizione strategica, creando un circolo virtuoso per la vita sociale e lavorativa del paese.

In un mondo globalizzato e caratterizzato da un aumento esponenziale della concorrenza, il più delle volte sleale, il coraggio, la perseveranza, l’inventiva e in particolare la qualità sono aspetti che tengono ancora in piedi il nostro sistema produttivo, soprattutto le aziende medio-piccole. Poche risorse, però, possono essere investite da parte di tali realtà, a causa delle attuali difficoltà, in ricerca e innovazione tecnologica, ma per far sì che ciò accada occorre superare i vecchi pregiudizi e creare nuove sinergie, soprattutto tra gli imprenditori del sud Italia. Questo il fulcro del discorso portato all’attenzione del pubblico da Vito Rodi sul ruolo dell’impresa privata per lo sviluppo del territorio.

I lavori sono poi proseguiti con “il fare che modifica la cultura” e tre nuove testimonianze: nell’ordine, Marco Vacchiano, Lino Dell’Aia e Luna Pastore. Vacchiano, presidente del Consiglio di circolo della “Rodari”, ha fatto riferimento, relativamente ai problemi che attanagliano il II Circolo didattico casamassimese, a una mancata comunicazione, all’assenza di dialogo tra l’amministrazione locale, i genitori e gli organi della scuola. Decisamente un errore a cui è necessario porre rimedio, tant’è che il rappresentante della scuola in condizioni di disagio ha rivolto un appello all’assessore regionale votato all’ascolto e alla collaborazione. “Ci vuole cooperazione – ha asserito energicamente – per monitorare da vicino questa emergenza e tornare alla normalità. Siamo disposti a collaborare con tutti, amministrazione locale compresa, l’importante è che tutti facciano la loro parte”, sottolineando che “non è più il momento di sperare”, di indugiare, se si considera soprattutto che se alla Collodi il cantiere, fermo, non dovesse riaprire, il II Circolo didattico “Rodari” il prossimo anno scolastico potrebbe ritrovarsi senza una delle sue sedi.

Al breve racconto di Lino Dell’Aia, che ha dato voce alle associazioni, a proposito della sinergia tra le organizzazioni del territorio per dar vita annualmente alla “Passeggiata ecologica in bicicletta” (evento che, ereditato dal “Gruppo Natura”, si prefigge l’obiettivo di creare aggregazione sociale e di portare la gente in visita in posti che, seppur poco sviluppati in chiave turistica, sono rappresentativi del nostro territorio e possono contribuire a creare la nostra identità locale), ha fatto seguito la collega Luna Pastore, offrendo la propria testimonianza a proposito dell’esperienza di progettualità dal basso consistente nel Bilancio partecipativo comunale, iniziativa in cui è stata componente del gruppo “Promozione&sviluppo”.

“A Casamassima – ha dichiarato in apertura – c’è più di un campanile, ma è comunque importante trovare sinergie”. Esempio a suo parere calzante è consistito proprio nel Bilancio partecipativo, uno dei primissimi esperimenti, se non il primo in assoluto, nella Città metropolitana di Bari. La relatrice, dopo un breve excursus sugli altri progetti, si è focalizzata su quello a cui ha preso parte, risultato vincitore. Tale progetto, denominato “Il giardino dei ciliegi” e finalizzato alla rivalutazione del cosiddetto ‘oro rosso’, la locale ciliegia ‘Ferrovia’, sarà presentato ufficialmente, con la specifica dei benefici e delle ricadute che avrà sul territorio, nonché con i dettagli circa la sua esecuzione, in un convegno che avrà luogo venerdì prossimo, 4 novembre, sempre presso le “Officine Ufo”. “Il giardino dei ciliegi” costituirebbe una manifestazione di per sé della volontà di creare sinergie, in quanto, oltre ad aver avvicinato cittadini diversi tra loro ma uniti (sinergicamente) per il raggiungimento di un obiettivo comune, prevederebbe sin da subito nuove occasioni di collaborazione, in primo luogo in ambito commerciale.

A coronamento dell’evento è stata la volta dell’intervento di Giovanni Giannini, assessore regionale e promotore dell’associazione. Definendo una macchina burocratica farraginosa e fornendo tanti esempi in proposito, Giannini ha sottolineato la debolezza dei partiti e dei sindacati oggigiorno, imputandogli quasi la ‘colpa’ di un irrigidimento nelle relazioni e in una sfiducia nelle istituzioni da parte della gente comune. Partendo dal presupposto che la politica altro non è che “come si riesce a risolvere i problemi delle persone”, l’assessore ha sottolineato la necessità per la politica di tornare a dialogare per riavvicinarsi alla gente e per rendere i cittadini attivamente coinvolti, per davvero, nei processi e nell’operato quotidiani. Ma saranno proprio tutti d’accordo con tale monito? Vicini e lontani di casa degli organizzatori dell’evento, s’intende, auspicherebbero davvero un risveglio delle menti e il passaggio dal campanile alla sinergia? Non sarà mica che a una fetta di furbastri il sonno profondo in cui imperversa Casamassima fa addirittura strategicamente comodo? Come si dice in questi casi? Ai posteri (e speriamo non troppo tardi!) l’ardua sentenza.

 

Il dettaglio della proposta di Carlo Spinelli

“La proposta di un casello autostradale che connetta il territorio casamassimese al percorso della A14 collabora perfettamente al raggiungimento dell’obiettivo prefissato nel piano attuativo del PRT 2014/19, che è quello di alleggerire la statale 100 e la statale 16 bis dal carico di traffico che si è intensificato notevolmente nell’ultimo quindicennio. Il tratto autostradale che da Bari nord si dirige verso Taranto, infatti, è quasi inutilizzato sia dal traffico pesante che da quello leggero e questo risulta uno spreco. La soluzione prevista dal Piano attuativo regionale è però quella di una ‘antenna’ che fiocchi in prossimità del casello Bari Sud e che raggiunga la statale 16 nei pressi di Mola, sgravando cosi la circonvallazione di Bari. Contestualmente la Regione ha proposto all’Anas di eliminare il pedaggio nel tratto autostradale che da Bari Nord raggiunge Taranto per invogliare la permanenza in autostrada. Queste misure, se pur corrette in una visione sinergica, non portano un beneficio al nostro territorio se non quello di avere una statale 100 meno trafficata. Casamassima, quindi, in una visione di futuro, potrebbe risultare penalizzata da queste misure, se non riuscisse ad avere un affaccio sull’autostrada. Il casello autostradale, quindi, nel prolungamento di via nuova Acquaviva, non solo è in linea con la visione della Regione, ma eviterebbe un deprezzamento del nostro territorio che, ricordiamolo, ospita uno dei più grandi poli commerciali d’Italia. Tra l’altro l’apertura di una porta sull’autostrada ci aprirebbe la strada anche verso Matera con un ulteriore collegamento alla statale 96, che posizionerebbe Casamassima al centro di un percorso turistico tra la Valle d’Itria e la stessa Matera. In questo modo affiorerebbe inevitabilmente la vocazione territoriale casamassimese che oggi trova fatica ad emergere”.

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