Martedì 18 Dicembre 2018
   
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I casamassimesi pagheranno anche i rifiuti di aree mai acquisite dal comune

Franco Pignataro

 

La rabbia e la ragione: riflessioni sulla situazione politica e amministrativa

 

Una riflessione su due recenti episodi di malagiustizia.

Il primo relativo all’assoluzione in Cassazione per i due manager di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri nel processo “Mediatrade”, con la motivazione che “il fatto non costituisce reato”. Una vicenda, tra le tante altre, che ha tenuto sulla graticola per anni anche Silvio Berlusconi, arrecando danni evidenti in termini politici ed economici.

Il secondo episodio, ancora più grave, si riferisce all’assoluzione del somalo Omar Hassan dall’omicidio della giornalista Ilaria Alpi, sentenziata dalla Corte di Appello di Perugia “per non avere commesso il fatto”. Tutto è bene ciò che finisce bene se non fosse che il povero perseguitato ha dovuto scontare 16 anni di carcere pur essendo innocente. A quei tempi era necessario offrire un carnefice in pasto al gossip e allora…

Queste due notizie sono state annunciate sottovoce da giornali e televisione mentre ai tempi dei processi e delle condanne si sono spesi fiumi di inchiostro e si sono intasate la ghiandole salivari di schiere di giornalisti di regime eccitati.
Dei nomi dei magistrati che hanno preso le due clamorose cantonate ovviamente non si è spesa una parola, non se ne conosce l’identità e chissà se qualcuno ha pensato di trasferirli a mansioni che non siano di ulteriore nocumento alla Collettività!

 

La riflessione avviata su questi due episodi e sul ruolo della Magistratura, spesso tirata per la giacca dai media, induce ad una considerazione su un terzo episodio clamoroso che investe la dimensione Casamassimese e suscita un sentimento di rabbia mista ad impotenza.

Sabato scorso il centro commerciale ospitava migliaia di visitatori febbrilmente impegnati a riempire le tasche dei magnati francesi e l’intera area a parcheggi era stracolma di auto. Entrando in uno dei grandi nomi ospitati nel centro ed osservando i giovani dipendenti che vi lavorano, è stato facile risalire alla progenie di molti di loro: il figlio di tizio, la nipote di caio il fidanzato della figlia di sempronio e così via.

Dopo un primo momento di smarrimento è stato chiaro che molti di quei ragazzi sono figli, fratelli, nipoti, parenti ed affini di alcuni Amministratori locali. Anche dei nuovi Amministratori locali. Poi come un fulmine, un altro pensiero: la ditta che gestisce nuovo servizio di Nettezza Urbana del Comune, quello che costerà un occhio ed un rene ad ogni cittadino Casamassimese, il mattino dopo sarebbe andata a spazzare l’immenso parcheggio ridotto a latrina dagli avventori forestieri, e tutto a GRATIS!

 

Una incredibile decisione della maggioranza di sinistra i cui provvedimenti sono ormai diventati vere e proprie calamità per i cittadini. E per favore non si dica che qualcuno abbia voluto favorire il centro commerciale in cambio dei posti di lavoro. Non si parli di conflitto di interessi di qualche assessore e nemmeno di un asse tra sinistra e grande capitale parassitario come avviene a livello nazionale. Solo squallidi disfattisti possono pensare con cotanta malignità. Il servizio dopotutto è compreso nel capitolato e che paghino i Casamassimesi è solo un dettaglio.

STA DI FATTO PERÒ CHE IL SERVIZIO DI NETTEZZA URBANA PAGATO DAI CASAMASSIMESI ANDRÀ A SPAZZARE AREE CHE NON SONO STATE MAI ACQUISITE AL PATRIMONIO DEL COMUNE, ANCHE SE NE RICORREVA E NE RICORRE L’OBBLIGO.

E allora qualche giurista illuminato (pare ce ne sia almeno uno in Amministrazione anche se non se ne accorto nessuno) spieghi come, un servizio di spazzamento pubblico, possa estendere la propria attività in zone ancora formalmente di proprietà privata e peraltro detenute e fruttate economicamente in maniera abusiva.

E ancora, qualche intellettuale dell’austerità economica, uno dei tanti parlatori che appaiono in televisione discettando di tagli alle spese inutili, spieghi ai cittadini a cosa servano e a quale fase del sonno sono giunti gli elefanti della Corte dei Conti che guadagnano quanto i parlamentari, appaiono una volta all’anno vestiti come se fossero ad una festa di carnevale, denunciano sperperi e furti nella Pubblica Amministrazione e poi scompaiono per un altro anno.

 

Siamo certi che a queste domande seguiranno il silenzio ed il nulla come sempre. Nel frattempo si apre un’altra settimana nella quale si consumerà il solito cerimoniale del traffico asfissiante, dei parcheggi stracolmi, del centro urbano deserto e dei Casamassimesi seduti a vedere serie TV o a postare Madonne, canzoncine e proverbi su facebook. Oltre la circonvallazione invece, raccomandati e ruffiani lavoreranno alla faccia dei loro coetanei, magari anche più meritevoli, ma disoccupati, i vigili urbani gireranno per il piazzale abbandonando la piazza del paese nelle mani dei predoni e degli indiani urbani (senza offesa per gli indiani) e come sempre si ripeterà il rituale assalto delle cavallette carrellate che parcheggeranno su aree di proprietà dei Casamassimesi cornuti e mazziati, come si dice.

 

E allora ti assale un sentimento di rabbia.
RABBIA, per le battaglie condotte fino allo sfinimento nella precedente maggioranza di centro-destra, per ripristinare la LEGALITA’ in quelle aree, con il sostegno ed il consenso di pochi, l’ostilità ipocrita di tanti altri che forse lavoravano e lavorano al servizio dei poteri forti e il silenzio sibillino di una popolazione distratta che mai ha compreso bene la portata del problema.

RABBIA, per essere arrivati ad un soffio dalla soluzione, ma non aver avuto il tempo di raggiungere l’obiettivo a causa di perdite di tempo e irrazionalità centrifughe di alcuni compagni di viaggio che sarebbe stato meglio non incrociare mai.

RABBIA, per il silenzio assordante che, dopo denunce, articoli di stampa, interviste e segnalazioni di ogni tipo, giunge dalla Giustizia, iniettando così dosi massicce di sfiducia nella Comunità.

RABBIA infine per il plebiscito immeritato che i Casamassimesi, consapevolmente, hanno voluto tributare agli attuali amministratori, unici responsabili del grottesco teatrino che si consuma ogni giorno e che umilia una Comunità che in passato ha vantato ben più stimati e preparati rappresentanti politici. E per la punizione che hanno inflitto a chi invece si è sempre battuto con onestà, coerenza e competenza senza mai un interesse personale.

Poi ti fermi un attimo, superi la rabbia e ti affidi ai valori guida della tua vita. E invochi giustizia.

La Giustizia. Nella misura in cui in questo Paese cresce la cultura dell’impunità, diminuisce parallelamente la credibilità delle Istituzioni e saltano le regole della convivenza civile. E allora ognuno si sente autorizzato a non riconoscere e non rispettare una divisa, un ruolo istituzionale, una bandiera. Ed è anarchia forcaiola e qualunquista come quella che ha visto vittima anche il nostro Sindaco. Ma di questo ne parliamo un’altra volta.

 

Il risentimento e la rabbia non sono valori che appartengono a chi rispetta le Istituzioni e la democrazia. Chi possiede delle idee ed è convito di stare dalla parte del giusto ha il dovere di stringere i denti e continuare a testa alta a difendere e urlare civilmente le proprie ragioni. Ha il dovere di lottare fino a quando anche il più distratto dei cittadini non avrà prestato attenzione e non avrà avuto consapevolezza della verità. E forse un giorno ci sarà anche Giustizia.

Dopo lo smarrimento è il ritorno alla RAGIONE. Con la speranza che questo sentimento risvegli la coscienza degli uomini di destra per ricostruire Casamassima e l’Italia.

FRANCO PIGNATARO

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