Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Dal Consiglio alla Conferenza stampa

consiglio comunale giugno 2016 conferenza stampa opposizione


Dopo l'annuncio dello "sciopero" della minoranza, i consiglieri spiegano alla stampa la loro scelta

 

L'incredibile evoluzione del Consiglio comunale di giovedì scorso, 23 giugno, ha visto anche tenersi una conferenza stampa - a pochi metri dall'aula consiliare "orfana" della minoranza - al fine proprio di spiegare le motivazioni dell'autosospensione dei consiglieri. E mentre il Consiglio comunale va avanti in "beata solitudine" e senza convinzione, nella stanza accanto i consiglieri ufficializzano davanti alla stampa il loro dissenso, una volta di più, circa l'operato dell'Amministrazione Cessa.

Il primo a prendere la parola è Antonello Caravella, che è sembrato in questa occasione la mente dell'inconsueto provvedimento. Spiega Caravella ritenendo inammissibile "l'autovoto", così viene definito, del Consiglio comunale del 14 giugno, che ha salvato la poltrona della consigliera Pasqua Borracci, della quale si discuteva la presunta incompatibilità alla carica: «Si è trattato di un'autoassoluzione da parte della maggioranza, e mi riferisco in particolare alla accuse di incompatibilità alla carica rivolte alla dottoressa Borracci: il suo stesso voto è stato ampiamente risolutivo!». Caravella e gli altri non risparmiano dalle accuse neppure la Presidente Nica Ferri, incolpata di aver in più occasioni favorito la maggioranza con voti ed atteggiamenti tutt'altro che imparziali.

Seguono le precisazioni dei consiglieri Rino Carelli, Giuseppe Nitti e Gino Petroni. Carelli muove accuse al Sindaco, insinuando che avrebbe promesso poltrone a determinate persone, a prescindere dal consenso. «I posti in giunta verosimilmente erano stati già decisi, poiché ci sono a nostro avviso delle persone che cadrebbero nell'accusa di incompatibilità alla carica secondo la Carta di Avviso Pubblico», argomenta il consigliere di Nuovi Orizzonti e continua: «Carta di avviso pubblico che, seppure sottoscritta davanti all'intero Consiglio ed in streaming davanti all'intera cittadinanza, non è mai stata implementata anche perché la Commissione che deve decidere sulle segnalazioni di incompatibilità non è mai stata creata pertanto questa è un'adesione fasulla, avvenuta solo "sulla carta"». Le conclusioni di Carelli vanno nella direzione dell'assoluta condanna dell'attuale amministrazione: «Questa maggioranza continua ad andare avanti laddove ne ha necessità, con numeri striminziti ed oggi accusa noi che non possiamo far altro che denunciare alle autorità competenti che qui tutto si fa tranne che applicare la Carta di Avviso pubblico. Quest'Amministrazione procede in maniera discutibile e scarsamente trasparente». Accuse pesanti, che sanno però di già sentito: come al solito si parla tanto, ma non cambia mai nulla.

«Vorrei aggiungere a quanto detto dai miei colleghi – incomincia Gino Petroni, consigliere del Gruppo Indipendente - che si è arrivati a questa circostanza di autosospendersi perché è mancato del tutto il rispetto politico da parte della maggioranza».

Interessanti anche gli spunti offerti dal consigliere di LiberaCasamassima Giuseppe Nitti: «Il documento che abbiamo prodotto e che è stato letto in Consiglio Comunale è il risultato di un'escalation di condotte e provvedimenti sbagliati adottati da questa maggioranza». Anche Nitti sottolinea il non rispetto della Carta di Avviso pubblico, spiegando ai presenti: «Tutti i membri della giunta hanno aderito alla Carta di Avviso pubblico che delinea valori e principi che vanno in direzione della trasparenza e della legalità. Molte questioni affrontate negli scorsi Consigli comunali sarebbero pertanto state risolte facilmente applicando quanto previsto dalla Carta di Avviso pubblico ma non è stato così; noi vi abbiamo aderito giuridicamente, con una delibera di giunta, e moralmente innanzi a tutti i cittadini di Casamassima. Ci sono stati tuttavia dei provvedimenti di quest'Amministrazione totalmente incompatibili con i principi espressi dalla Carta di Avviso pubblico. Tra questi, per esempio, la bocciatura dell'incompatibilità di Pasqua Borracci che, ricordo, non è passata grazie al voto della stessa consigliera».

Per tutte queste ragioni, i consiglieri hanno pensato bene di disertare l'assise, dando vita ad uno dei Consigli comunali più farseschi e tristi che la storia politica di Casamassima ricordi. Congetture, malumori, e ritorsioni - tanto della maggioranza quanto della minoranza - che di certo non giovano ad un paese in ginocchio che stenta a risollevarsi.

VALERIA MARANGI

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