Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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“L’opposizione deve decidere cosa vuole dalla vita”

Adriano Bizzoco


Il segretario del Pd locale commenta le accuse sul bilancio della minoranza


In un clima politico a dir poco paradossale e con un bilancio approvato per il rotto della cuffia, la politica casamassimese non passa di certo inosservata agli occhi dei cittadini, ormai stanchi di parole spese a riguardo e bramosi di fatti concreti. Un bilancio, quello approvato la scorsa settimana, che non mette per niente d’accordo minoranza e maggioranza. Abbiamo chiesto al segretario del Pd locale, Adriano Bizzoco, un parere sul documento finanziario e sulle relative scelte che la giunta Cessa ha immaginato per rilanciare la città.

Segretario, si ritiene soddisfatto degli investimenti e delle scelte politiche sottese al bilancio approvato in Consiglio comunale?

“È giusto definirle scelte politiche, perché è esattamente ciò di cui si tratta. Da un po' di anni a questa parte - e mi riferisco evidentemente agli ultimi cinque - sentivamo ogni volta parlare di bilanci tecnici, bilanci redatti dai funzionari in cui gli amministratori avevano pochi margini di manovra, qualche volta per ragioni normative, altre volte per ragioni di contesto. Anche questa amministrazione, appena insediata, si è ritrovata ad approvare un bilancio 2015 di fatto partorito dalla gestione commissariale, e per questo tecnico. Oggi invece discutiamo di un bilancio politico, finalmente, frutto cioè di scelte e indirizzi chiaramente attribuibili a chi amministra, in virtù di una accountability che servirà ai cittadini a valutare l'efficacia o meno delle azioni intraprese. Ciò detto, il Partito Democratico di Casamassima è certamente soddisfatto, fermo restando la possibilità di migliorare sempre nel tempo. Penso ad esempio alle misure più "sperimentali", come il bilancio partecipativo che rappresenta una novità assoluta per il nostro paese e che, se accompagnato da un lavoro di organizzazione e pianificazione adeguato, negli anni potrà crescere e renderci un comune all'avanguardia sotto il profilo della partecipazione dei cittadini nei processi decisionali”.

 

Il bilancio è "un'operazione propagandistica" come accusa una parte dell'opposizione, oppure realmente è il bilancio delle "prime volte"?

“L'opposizione - non tutta a onor del vero, ma quantomeno quella guidata dal leader della minoranza di centrodestra, il consigliere Nitti - deve decidere un attimo cosa vuole dalla vita. Un anno non va bene il bilancio tecnico, privo di scelte politiche, e quindi accompagnato da relazioni che parlano di numeri e nulla dicono rispetto a ciò che si intende fare. L'anno dopo si lamentano in Consiglio che gli assessori nelle loro relazioni abbiano parlato troppo di ciò che vogliono fare, mentre loro vorrebbero approfondimenti più tecnici e meno politici. É chiaro che sembra un modo pretestuoso di contestare sempre e comunque l'operato di questa amministrazione, usando un termine - "propaganda" - che è il classico modo di etichettare negativamente chi cerca di comunicare le proprie scelte politiche, senza nemmeno entrare nel merito. Io direi che si tratta di un bilancio in parte composto da prime volte assolute e in parte da "prime volte da un po' di tempo a questa parte". Mi spiego meglio. Ci sono misure che riprendono un'idea di servizi che ruotano attorno alla persona, di sostegno e di opportunità per i più deboli, che sono elementi tipici della sinistra e che erano già i cardini dell'azione di governo della precedente amministrazione De Tommaso, con la quale c'è una evidente condivisione. Penso in particolare ai tanti fondi che sono stati impegnati per il welfare e per progetti come il ripristino del centro polivalente di Via Pacinotti che la destra casamassimese negli anni scorsi aveva fatto morire. Ci sono poi delle novità assolute, dettate dai tempi e dalle nuove opportunità, come ad esempio le risorse destinate al marketing territoriale che prima di oggi ammontavano a zero. Si tratta di investimenti che impattano sull'agricoltura, sull'artigianato locale e sul commercio di vicinato, che mai prima d'ora erano stati realizzati, e che ci consentiranno di metterci alla pari di altri paesi, come Turi e Conversano, nel lavoro di promozione del prodotto tipico e nella realizzazione di iniziative sovracomunali tese a valorizzare i frutti della nostra terra e del nostro lavoro”.

ELEONORA MONTRONE

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