Domenica 09 Dicembre 2018
   
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La poltrona della Borracci in pericolo

Pasqua Borracci Casamassima


Il consigliere PD "sotto processo" per i presunti debiti contratti con le attività del Palestrone.

"Assolta" grazie al proprio voto e a quello della maggioranza


Di certo il punto all'ordine del giorno che ha acceso maggiormente gli animi - e che è stato poi il vero motivo per il quale si è tenuta la seduta consiliare di martedì 14 giugno - è stato quello riguardante la presunta incompatibilità di Pasqua Borracci al ruolo di consigliere. Al consigliera del Pd, lo ricordiamo, è stata mossa da parte di tutti i consiglieri di opposizione l'accusa di non poter rivestire il ruolo di consigliere dal momento che, in quanto presidente di un'associazione sportiva, avrebbe, nell'ottobre dl 2010, sottoscritto con il Comune di Casamassima una convenzione per la gestione della struttura sportiva nota a tutti come "il palestrone". Nel corso degli anni, l'associazione avrebbe maturato debiti con il Comune a causa dell'inadempimento delle obbligazioni assunte. Il debito, viene precisato, sarebbe pari a 10.733 euro.

Si apre dunque quello che sembra diventare un vero e proprio processo: la politica, come fatto notare da molti, sembra essere accantonata per qualche ora, e la sala consiliare si improvvisa un'aula di tribunale. La Borracci si difende leggendo un intervento "fiume", di ben dodici pagine, distribuite in copia a tutti i consiglieri. Nel prolisso intervento, palesemente la perizia di un legale, il consigliere parte dall'analisi dell'articolo (il numero 63, comma 1) in base al quale si è avanzata l'ipotesi di incompatibilità, dal momento che "ha un debito liquido ed esigibile verso il Comune, che è stato legalmente messo in mora". «Sia chiaro - esordisce energicamente la Borracci - io non ho nessun debito con il Comune e di questo ne è pienamente consapevole anche l'opposizione. Tuttavia la tesi dei consiglieri di opposizione è che io possa o debba essere chiamata a rispondere di debiti altrui, cioè dei debiti dell'Associazione temporanea di scopo». Argomenta inoltre la Borracci che non ci sono state diffide di pagamento e messe in mora direttamente indirizzate a lei. «Le missive inviate dal Comune risultano tutte esplicitamente indirizzate all'associazione De Cataldo e all'associazione Cristofaro, mai alla mia persona. Non può avere rilevanza la circostanza per cui le missive destinate alle ASD siano state materialmente notificate nelle mie mani».

Il lunghissimo intervento si protrae per più di un'ora impelagandosi in tutti i tecnicismi del caso. Si apre a seguire un estenuante dibattito, durante il quale ogni consigliere dice la sua sulla questione, in quella che diventa un susseguirsi di difese e accuse, un animato botta e risposta tra consiglieri di minoranza e maggioranza che ricorda davvero un processo. E Giuseppe Nitti, che di processi se ne intende, si lancia in un intervento-arringa che rende ancora più inusuale il Consiglio. «Non è una questione personale, ma è una questione di legittimità», precisa Nitti che chiede che vengano messe per iscritto le motivazioni delle dichiarazioni di voto. Il consigliere, dando un saggio delle sue competenze in materia legale, propone una cronistoria della vicenda ed afferma: «noi oggi non stiamo facendo politica ma dobbiamo limitarci a far rispettare la legge!».

Tra gli interventi in difesa del consigliere Borracci, quello di Antonio Manzari (tra l'altro criticato in sede di Consiglio perché si scopre essere il fratello di quel Manzari citato nell'atto costitutivo della ASD De Cataldo) che afferma di trovarsi a disagio davanti a un procedimento che fa diventare tutti i consiglieri in qualche modo giudici di una loro collega.

Il consigliere Rino Carelli di Nuovi Orizzonti invece sembra ammonire la Presidente Ferri perché non ha avuto l'accortezza di chiedere, né ai consiglieri di minoranza né al Prefetto, un parere circa la legittimità della posizione di Pasqua Borracci.

Dopo due ore di interventi sulla stessa linea, si passa finalmente alle dichiarazioni di voto. È il momento decisivo: la Borracci si salva, seppur in extremis (e Adriano Bizzoco, sua eventuale riserva, resta per il momento a bocca asciutta). Con otto voti da una parte, sette dall'altra, Pasqua Borracci viene dichiarata compatibile con il suo ruolo di consigliere, tra le congratulazioni di una parte dell'assise comunale e le facce nere e incredule dell'altra.

VALERIA MARANGI

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