Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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5 mila € alla Fondazione di Nica Ferri

Ferri foto di Maurizio Saliani


Il primo assegno è staccato. Tra conflitto e potere, comincia la “Rinascita” della presidente


Sua maestà gradisce una determina? Eccola servita! I numeri del menù di questa settimana sono 155 e 5 mila €. 155 è la determina pubblicata martedì 31 maggio, che ha per oggetto la “Liquidazione in favore della Fondazione di partecipazione dei servizi culturali e del tempo libero del Comune di Casamassima ‘Mons. Don Sante Montanaro’”.

Il primo assegno di 5 mila € è stato staccato. La “Rinascita” della dottoressa Ferri è appena cominciata, ed è come nelle più belle famigliole del mulino bianco: lei, sua maestà, presidente esimia della Fondazione, pregiatissimo membro del consiglio di amministrazione con marito e figli, nonché presidente del Consiglio comunale. Ora che ci penso, più che “Rinascita” questa mi pare una restaurazione. E tanti complimenti a Cessa, che ancora una volta ha fatto la differenza rispetto al modus operandi del passato.

A proposito vogliamo rassicurare lacchè e servitù che il reato di lesa maestà non c’è più. La Lex Iulia maiestatis o Lex Iulia de maiestate fu emanata nell’anno 8 a.C. per volere dell'imperatore Augusto, volendo condannare qualunque offesa o minaccia arrecata alla figura dell'imperatore e alla sua auctoritas.

Invece questa settimana facciamo un plauso per l’ascesa al trono della presidente Ferri, che è stata sorprendente: dopo aver calpestato i prati verdi di LiberaCasamassima e aver perso le primarie contro Cessa, una volta eletta ha preteso lo scettro di regina del Consiglio (presidente) e poi ha dato una spallata alla civica ordinandone un’altra più a sua immagine e somiglianza: “Rinascita per Casamassima”, il piano B in caso di imminenti elezioni. La cavalcata di Nikita è stata lo schiaffo più clamoroso preso in faccia dal sindaco Cessa.

 

Era destino. Del resto il destino era già scritto l’indomani della costituzione di questa Fondazione, che non a caso ha sempre costituito un elemento di inquietudine all’interno del Partito Democratico. Non a caso chi oggi le mantiene il microfono adulandola e venerandola, nel dicembre 2014 tentava già maldestramente di smentire una possibile sua candidatura a sindaco. Invece la Ferri si candidò eccome… ma poi altro che sconfitta, si sono aperte tutte le porte per la grande “Rinascita”.

Il dato attuale più significativo è che il rendiconto del Bilancio è passato per 8 voti a 7, grazie proprio al voto determinante della Ferri. Mentre la consigliera Borracci correttamente si asteneva poiché è implicata nel caso Palestrone. Ha votato un rendiconto che favorisce la Fondazione.

 

I primi sospetti già nel 2014. Queste anomalie in realtà le avevamo previste tutte nel dicembre 2014. Erano profetici gli articoli dell’epoca e che trovate sul sito Casamassimaweb.it già avviato al nuovo corso editoriale. Casamassima profumava di campagna elettorale, per questo fece tanto discutere l’atto approvato dal commissario straordinario Alfonso Magnatta e dal segretario comunale Pietro Lorè, con il quale si costituì la Fondazione.

Un commissario non politico, che doveva occuparsi di mera ragioneria dei conti, si sostituì alla politica creando un curioso precedente. In quell’editoriale aggiunsi che per me questa era “una grande, anche troppa, assunzione di responsabilità”. La nascita di una Fondazione pubblica, culturale, sincera dovrebbe essere il frutto di un lavoro politico, o della società civile. Solitamente nascono dopo che si sono formati dei Comitati liberi cittadini.

Tanti interrogativi ponemmo all’attenzione dell’opinione pubblica: Chi ha rendicontato le opere libraie e i lasciti che costituiranno l’ossatura di questa Fondazione? Chi ha stimato le cifre contenute in delibera e nell’atto costitutivo disponibili sul sito del Comune? È sufficiente un tecnico di parte, delegato dal Commissario? Come si può liquidare una materia così complessa con atti commissariali, che al contrario meriterebbe un’approfondita discussione politica ampia e democratica, in sede pubblica di Consiglio comunale?

All’epoca si parlava già di Nica Ferri “aspirante sindaco”. La sua candidatura fu lanciata dal partito nel novembre di quel 2014 e ispirata alla Carta di Pisa. Questa sconosciuta città ridente e adagiata beata sui colli del Rinascimento. A Casamassima è la Rinascita, bellezza.

NICOLA TEOFILO
foto di Maurizio Saliani

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