Martedì 18 Dicembre 2018
   
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Rendiconto 2015? “Una gestione virtuosa e in economia”

Il consigliere Manzari difende il rendiconto 2015


Il Sindaco Cessa commenta così il bilancio ereditato dal Commissario


Sulle pagine dello scorso numero abbiamo parlato ampiamente della prima parte di un Consiglio comunale conclusosi solo quattro giorni più tardi. L'assise del 23 maggio si era arenata sulle spiagge impervie dei rendiconti, i quali avevano scatenato forti perplessità e obiezioni da parte dei consiglieri di minoranza. Questi ultimi avevano riscontrato rilevanti lacune nel capitolo dei residui attivi. La maggioranza aveva proposto un aggiornamento del consiglio a venerdì 27 maggio; la minoranza chiedeva più tempo, non concesso, e per tale motivo si apprestava ad abbandonare l’aula consigliare.

Il consigleire pentastellato Antonello Caravella

Venerdì 27 maggio l’assise si riunisce al gran completo o quasi (assente il consigliere di maggioranza Bellomo) per discutere delle verifiche sul rendiconto del 2015. Fin da subito i toni del dibattito non lasciano presagire ulteriore tolleranza da parte dell’opposizione, desiderosa di dati che si attengano alla realtà. Ne è la prova l’intervento del consigliere Antonello Caravella che esordisce: «Oggi ci ritroviamo qui a discutere dei numeri che probabilmente non hanno alcuna valenza reale, allo stato di fatto. È stata rilevata una mancanza gravissima». Caravella sottolinea la mancanza di professionalità del Sindaco che, ad oggi, detiene la delega al bilancio. Proprio il consigliere pentastellato, sostenuto da tutti i colleghi di minoranza (escluso Nitti, all’epoca tra le fila di maggioranza), due mesi fa aveva avanzato in Consiglio una mozione di sfiducia nei confronti dell’attuale amministrazione, chiedendo le dimissioni del Sindaco Cessa e l’azzeramento della giunta. Proposta nuovamente ripresentata a distanza di mesi.

Il consigliere Giuseppe Nitti

Sulla rendicontazione del 2015, interviene anche il consigliere Giuseppe Nitti, il quale con una metafora culinaria, si appresta a descrivere il comportamento approssimativo e superficiale del Sindaco. Di seguito riportiamo parte dell’intervento del consigliere di LiberaCasamassima: «Nello scorso Consiglio comunale, lei Sindaco, ci ha servito un piatto con una mosca dentro. Noi non possiamo semplicemente far portare il piatto indietro e andarcene. Noi consiglieri dobbiamo restituire il piatto e siamo costretti ad andare a vedere cosa c’è in cucina. Un Sindaco che sa che l’opposizione sta attenzionando un problema (si riferisce alla questione del Palestrone), la prima cosa che fa, è andare a controllare che quelle cifre siano state messe in ordine». Nitti prosegue la sua arringa ritenendo il bilancio previsionale redatto dall’amministrazione, completamente disconnesso dai parametri di possibile compimento: «Le cifre indicate non si avvicinano minimamente a quelle effettivamente incassate. Riusciamo a fare delle previsioni attendibili? Perché altri quattro anni così non si possono fare».

Il consigliere Manzari difende il rendiconto 2015

La replica del Sindaco Vito Cessa non si fa attendere troppo ma il consigliere di maggioranza Antonio Manzari precede il primo cittadino. Manzari ricusa l’etichetta di bilancio falsato poiché, se il bilancio 2015 lo fosse, falsi sarebbero stati anche tutti i bilanci dei precedenti anni e delle precedenti amministrazioni. A quanto pare, anche in essi, i crediti maturati dal Comune nei confronti del Palestrone non erano citati. La non menzione di tali crediti non inficerebbe assolutamente il bilancio finanziario del paese, così come afferma lo stesso Sindaco, ma sono in qualche modo cristallizzati poiché «se citati in bilancio, possono essere e devono essere riscossi». Cessa ritiene che la sua gestione finanziaria sia stata “virtuosa e in economia”.

I residui attivi non sono l’unico seme della discordia di questo Consiglio a puntate. Il consigliere Rino Carelli espone all’assise il debito che il nostro Comune nutre ormai da quasi otto anni nei confronti dell’Istituto Diocesano di Bari, in merito all’esproprio di un’area Luna park, nei confronti dei quali Casamassima sarebbe debitrice di 75 mila euro. Carelli chiede delucidazioni alla dottoressa Giustino che colta di sorpresa risponde: «Se quelle cifre non ci sono sotto la voce “residui passivi” allora non ci sono».

ELEONORA MONTRONE

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