Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Agli ordini presidente Nikita Ferri!

emergenza acqua editoriale

 

Se sei medico, a maggior ragione dovresti sapere che fare politica non te lo prescrive il medico. La politica non può essere un impegno con e per se stessi, ma un servizio con e per il pubblico. Un medico dovrebbe mediare il positivismo della ragione, con le ragioni del cuore. Davanti a un pubblico di mamme sofferenti e i papà ad assistere i propri bambini in ospedale, la presidente del Consiglio Nica Ferri - medico pediatra - sembra esserci passata sopra come un carro armato. Come se dall’alto della sua autorità e del suo prestigio, non avesse potuto guardare le trincee. Ci passi sopra. L’ordine è chiaro: regole prima di tutto e sopra tutto! Venerdì 13 il Convento delle Monacelle ha allungato l’ombra minacciosa e inquieta di un casermone militare, trasformando una piazza del cuore in un ammasso della ragione. Come se le forze dell’ordine presenti in quel Consiglio, anziché garantire ordine e sicurezza, avessero inscenato da un momento all’altro una parata militare, richiamando con la tromba madri e padri dalle camerate, in riga e sull’attenti a ossequiare e venerare il kapo.

Peccato. Tanta disumanità contrastava davanti a tanta umana sofferenza. Una sofferenza che lascerà un segno indelebile su queste famiglie, comunque vada a finire.

Peccato. L’atteggiamento della Ferri ha offuscato un sindaco Cessa, medico pure lui, questa volta più umano e capace di gestire e mediare le fasi più critiche del confronto.

Proteste e malori hanno agitato gli animi quando la Carenza e la Portincasa giustificavano l’accaduto con termini indelicati. “Tanto l’acqua era protetta dal cloro!” – è la scioccante discolpa, senza considerare che l’acqua ‘indice’ anche sulla pelle. Figuriamoci: Gutta cavat lapidem. Così una madre è stata colta dalle crisi di pianto e da un malore. E mentre tutte le attenzioni e i riflettori coagulavano su di lei, la presidente Ferri impassibile e fredda ha esortato il consigliere Caravella a continuare: “Alzi la voce per cortesia” – ha suggerito, in modo da coprire le proteste di un’altra mamma.

Lo scontro tra la Ferri e chi osa criticare il suo operato, si è trascinato sulla rete. Maurizio Saliani è stato ammonito su Facebook con toni minacciosi: “Non si permetta mai più!”. Quando i politici poi si sentono minacciati dalla sacrosanta critica, tirano fuori la storia del privato e del lavoro che va separato dalla vita politica. Ma questo concetto dovrebbe valere anche in campagna elettorale. A riguardo, e giustamente, Saliani ha incalzato ponendo alla presidente Ferri alcuni quesiti, che non riceveranno mai risposta.

Ecco le domande:

1) Ma Lei non è stata eletta perché come stimata e apprezzata professionista potesse “incidere” sulla vita politica, amministrativa, culturale e civile del paesello tentando di darne un apporto benefico?

2) Allora come mai una professionista stimata e preparata, in un consiglio dove i toni si sono spesso alzati e in cui mamme accusavano malori perché con i figli ricoverati, non si sa ancora per quali cause, non reggevano all’emozione e al dolore, non ha sentito il bisogno, da medico, di dire, dall’alto della sua preparazione scientifica e medica, qualcosa che potesse far capire meglio loro e noi, di quanto stia avvenendo?

3) Come mai ha inteso il suo compito di presidente, proprio nel consiglio di venerdì, dovesse rivestire quello di “tutore dell’ordine” mentre l’AQP, l’ARPA, e la ASL denunciavano fatti che oggi sembrano al centro di un’indagine in Procura?

4) Come mai riesce su questo social a dimostrare durezza e disprezzo solo nei confronti di coloro i quali le fanno garbatamente notare la non condivisione del suo modo di comportarsi in quel consiglio e neanche una parola nei confronti di quei bambini che sono ancora ricoverati in ospedale? Guardi dott.ssa Ferri, non sono io che faccio politica becera; io faccio il commentatore.

La dott.ssa Portincasa, incalzata dal sindaco, ha avuto il coraggio di chiedere scusa per la forma utilizzata e per il troppo rigore. Noi ce le saremmo aspettate anche dalla Carenza, per le sciocche giustificazioni.

“Mi aspetto un congruo risarcimento di danni dall’Aqp. Un’offerta a cui non dire di no, evitando contenziosi legali” – avverte il sindaco Cessa – “Ma mi aspetto anche delle scuse”. Delle scuse dovrebbero giungere anche dalla Ferri. Come no. Agli ordini presidente!

NICOLA TEOFILO

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