Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Disoccupati all'attacco, l'interpellanza di Nitti

Giuseppe Nitti consiglio comunale aprile 2016


Il consigliere di LiberaCasamassima porta in aula
le accuse di "voto di scambio"

 

Dulcis in fundo, a concludere l'ultimo il Consiglio Comunale, le interpellanze (al veleno) di Giuseppe Nitti di LiberaCasamassima. Nitti, tra le altre, solleva una questione che ha fatto in effetti molto scalpore, cioè quella della protesta di alcuni casamassimesi che lo scorso 11 aprile si sono incatenati sotto il Comune. La causa dei malumori, lo ricordiamo, sono i percorsi di inclusione sociale che prevedono un aiuto di soli 150 euro mensili.

In particolare Nitti chiede chiarimenti sull'articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, a firma di Valentino Sgaramella, nel quale uno dei manifestanti, il casamassimese Onofrio Monno, si abbandona a pesanti dichiarazioni circa presunte e gravi promesse fatte, a suo dire, dal Sindaco Vito Cessa: «Lei ha il coraggio di scrivere che in campagna elettorale Vito Cessa ci venne a trovare mentre lavoravamo alla Scuola Rodari e promise che avrebbe allungato i contratti per i lavori socialmente utili?». Ma le accuse di Monno non finiscono qui: «Noi l'abbiamo votato e l'anno scorso a ottobre mi disse che dopo 15 giorni avrei cominciato a lavorare e invece niente. Il Presidente di una cooperativa ci faceva lavorare come schiavi e ci sfruttava e alle elezioni ci disse come avremmo dovuto votare».

Dopo aver dato lettura delle dichiarazioni di Onofrio Monno, Nitti incalza:«Tali accuse sono gravi e meritano approfondimento da parte del Sindaco».«Chiedo dunque chiarimenti al Sindaco circa quanto dichiarato dai manifestanti e riportato nell'articolo». Nitti chiede inoltre chi sia questo presidente che dava indicazioni di voto ma Cessa afferma di non esserne a conoscenza.

Pronta la risposta del Sindaco Cessa:«Io la ringrazio perché ho l'occasione di fare chiarezza. Ad ogni modo avrei piacere che leggesse meno articoli di giornale e desse meno adito ai sentito dire, vivendo più la città. Non basta leggere un articolo per conoscere la realtà. È impossibile che un Sindaco possa far assumere qualcuno, su questo converrà con me consigliere». Quanto al disagio sociale e ai percorsi di inclusione precisa: «È necessario cambiare il tipo di intervento e la possibile soluzione è il servizio civico. Tuttavia con mio grande stupore alcuni non hanno accettato la nostra proposta e questo è francamente imbarazzante. Vogliamo far durare il Servizio civico un anno ma dobbiamo tenere in conto la turnazione». Infine, venendo alle dichiarazioni di Monno, presente in aula, il Sindaco si sfoga: «Pur comprendendo il malessere e il disagio di queste persone, queste accuse sono inaccettabili; sto pertanto valutando se e come procedere per via legali. Ad ogni modo smentisco nella maniera più assoluta queste affermazioni e concordo sulla loro assoluta gravità».

Giuseppe Nitti ribadisce la gravità delle accuse e lamenta i toni violenti, a suo parere, utilizzati dal Sindaco nei suoi confronti. «I miei toni erano assolutamente pacati - ribatte Cessa - l'ho solo invitata a stare con i cittadini e a dare meno adito alle voci di corridoio». Si apre così l'usato teatrino tra Nitti e il Sindaco che oramai non stupisce più nessuno.

VALERIA MARANGI

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