Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
Text Size

'Acta est fabula'. Lo spettacolo è finito

Franco Pignataro (Nuovi Orizzonti)

  

   L'amico Vito Cessa detiene un primato invidiabile in politica. Da quando il primo cittadino viene eletto direttamente dal popolo (1993), è il sindaco eletto con la percentuale più alta (anche se riscossa al ballottaggio).

Una elezione enfatizzata da una partecipazione popolare inedita, sostenuta da una stampa compiacente, ottenuta senza proporre nulla ma parlando tanto, sorridendo a tutti, generalizzando semplicisticamente ogni tema e quindi banalizzandolo, catechizzando sogni e aspettative di tanti cittadini in coda con 1 euro in una mano (o 2 euro?) e una valigia piena di richieste nell'altra.

E poi quel cantiere fuori dal Comune! Un capolavoro di propaganda che aveva infiammato le fantasie degli avventori più appassionati. Perfino un cimitero di guerra di 70 anni fa, secondo i pensatori del PD, sarebbe diventato una gallina dalle uova d'oro, trascinando frotte di turisti ansiosi di visitare il paese dello "Scian".

Non le realizzazioni, non i progetti e neanche le idee partorite nel salottino psichedelico hanno mai valicato la porta di quel cantiere per raggiungere la vicina porta municipale. Progetti e idee sono affogati nella torbida melma demagogica che li aveva generati. Come i problemi veri della nostra comunità. Nascosti sotto la sabbia a tenere compagnia ai tanti struzzi che avevano sposato la causa cessiana con fede e certezza assoluta.

 

   Trascorsa la lunga notte di ubriacatura collettiva, tanti cittadini sono passati dai sogni allo sconforto, vivendo un paese sempre più sporco e degradato. E in più si sono ritrovati di fronte ad un gruppo di amministratori nuovi di zecca, con l'innesto di qualche minestra riscaldata, che avrebbe dovuto portare quel "cambiamento" (parola tanto abusata quanto impalpabile) tanto auspicato, ma che fino ad oggi si è avviluppato su sé stesso somigliando sempre più ad una caricatura sbiadita del governo nazionale, conflitti di interessi compresi, pur al netto del capocomico, rigorosamente unico ed inimitabile.

Il "Nuovo". Il dogma di questi tempi. A parte che spesso nel "Nuovo" si mimetizzano anche clamorosi ritorni, ma siamo certi che la discriminante sia tra "vecchio" e "nuovo"? O piuttosto tra "CAPACI" ed "INCAPACI"?

Certo è stupefacente osservare come buona parte del "nuovo" abbia già imparato e sia già in grado di recitare con cognizione di causa tutti i rituali della vecchia politica e come sappia disporre di tutti gli arnesi della preistoria della politica: dai franchi tiratori ai ricattatori, dai conflitti di interesse alle gare creative, passando per chi pensa che il Comune sia un fortino da conquistare per issare una bandiera e compiacersi davanti allo specchio di casa.

 

   Senza contare quelli che considerano il Comune come lo strumento per ottenere un trasferimento; poi ci sono quelli che da anni montano palchi con spirito di servizio e vestono i panni del cooperatore con spirito ecumenico; o ancora chi, forte di una spiccata vocazione per il sociale, si concede al fotografo come Marilyn Monroe e stressa l'ugola per manifestare la propria vicinanza e solidarietà ai poveri e agli esclusi. Peccato che da quando fa l'assessora è aumentato il degrado sociale, è aumentato il numero di esclusi e di disoccupati, è aumentato il numero di istituzionalizzazioni (a spese del contribuente) e si scorgono ormai inquietanti similitudini con le periferie dei paesi campani. Il suggerimento di donare ai poveri il suo stipendio è sempre valido assessora. Privandosene non soffrirebbe certo la fame e in più aiuterebbe proprio chi in questi giorni manifesta contro la sua inettitudine.

L'elenco è lungo e ce ne occuperemo in futuro. Non manca anche chi pensa che sul Comune si vada per pettinare le bambole, chi gioca agli sparatutto con la playstation alternandoli al monopoli e chi continua a vedere troppi film di Zorro con il ciuccio in bocca.

Poi sono arrivati i totem al posto di pini meravigliosi ed ora anche la brutta storia del presunto voto di scambio. Una storia che non ci appassiona e sulla quale non vogliamo speculare. Ma vogliamo invitare l'amico Vito Cessa ad una riflessione.

Si può ambire a governare un Paese di 20mila abitanti senza conoscere i dettagli tecnici dei problemi più incancreniti? Cosa può proporre chi non conosce neanche a quanto ammonta la spesa corrente del Comune, il volume e la provenienza delle entrate, il volume e la destinazione delle uscite, le nuove regole di finanza pubblica? Si può affrontare una campagna elettorale promettendo la città delle fate e dei cavalli bianchi, distribuendo illusioni gratuite e sciorinando sguardi e sorrisi degni della migliore metodologia di comunicazione, pur di indossare la fascia? Si può continuare ad illudere la gente con promesse irrealizzabili come si faceva ai tempi del debito pubblico?

 

   Noi pensiamo che tutto ciò sia irresponsabile ed in linea con le disastrose amministrazioni di sinistra che hanno governato Casamassima negli ultimi venti anni. Quelle amministrazioni che hanno provocato l'inesorabile declino di una Comunità prima rispettosa di sé stessa e che oggi, nella sua eterogeneità ha perso ogni identità ed educazione.

Siamo al fallimento CULTURALE prima ancora che amministrativo.

Mi torna in mente quell'enorme ed offensivo manifesto affisso durante la campagna elettorale, che incoronò l'amico Vito Cessa primo imperatore di Casamassima: "più protagonisti, meno comparse". È passato meno di un anno da allora e il tempo, spietato e galantuomo, chiede conto dell'accaduto. Il resoconto apparirà crudele e irrispettoso ma decreta che il fallimento della stessa idea di sinistra a Casamassima è interpretato da pochi protagonisti inadeguati e da troppe comparse inutili.

 

   'Acta est fabula'. Lo spettacolo è finito. Con queste parole il primo imperatore di Roma, Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, si congedò lasciando l'impero nelle mani di Tiberio.

Vogliamo sperare che l'amico Vito Cessa, primo imperatore di Casamassima, con un gesto di dignità segua l'esempio, ponga fine alla commedia, si svegli dal sonno REM che alimenta sogni improbabili e torni a fare il medico. Non dimenticando di portarsi via anche le inutili comparse elevate a ranghi davvero impropri, come fece Gaio Giulio Cesare Augusto Germanico con il proprio cavallo. Non vorremmo essere costretti a ricordargli come Kant definiva il "sognatore sveglio". Sarebbe davvero imbarazzante.

dott. Franco Pignataro
Portavoce cittadino di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale

Commenti  

 
#8 Estimatore 2016-05-06 16:34
Caro Alfiere Nero, sono un tuo estimatore ma dico che i tuoi interventi sono inopportuni in questo sito. Scrivi pure all’Accademia della Crusca ma non in questo sito. Difficilmente troverai degli estimatori in questo sito. E poi siamo solo casamassimesi e come dici bisogna compatirci. Mi fa pena vederti screditato da ignoranti. Grazie.
 
 
#7 Alfiere Nero 2016-05-06 16:21
The Italians. Poi crescono…

Perché ai miei post rispondono solo gli italians doc? Capito voi 0,2% di “st***zi” che mi capite? Capito perché vi chiedo di intervenire? E, ohhhh!, non mi scrivete che noooo! Ci sono le eccezioni: siete delle eccezioni. C***o me ne frega che crescano dieci margherite nella discarica di Calcutta. …Anche se in dieci non la bonificheranno…
 
 
#6 copia&incolla 2016-05-04 23:36
Buonanotte pedone,chi sa fa, chi non sa fare parla.
 
 
#5 Alfiere Nero 2016-05-04 08:46
Caro Alfiere Rosso,

..Se un ex consigliere ed assessore al Comune di Casamassima esibisce la sua più crassa ignoranza, vanagloria e presunzione, allora qualunque post letto su CasamassimaWeb mi appare incensurabile...
Questo mondo che abbiamo pian piano creato tutti noi e gli onesti più dei disonesti per ignoranza, vilta, complicità. Agli onesti resta , alto, il rimpianto, e che, per chi tra essi ha peccato, spero almeno morda il rimorso.. perchè è duro il prezzo che stiamo già pagando e di più si pagherà in futuro.
Non sono mai stato tra i disonesti, né ho sulla mia coscienza viltà e complicità, può darsi qualche ignoranza...e nondimeno mi sono rassegnato a portare la croce, mentre i disonesti, i vili e i complici gavazzano!...
Non voglio infierire su di te. Buon sonno!

P.S.: Continuate a dire che copio. Dimostratelo! Perchè se non lo fate vi siete giudicati e non meritate che compassione.
 
 
#4 Alfiere rosso 2016-05-03 21:33
Alfiere Nero quand si psand!!!
Con l'aria di intellettuale moderno, hai una coda che si accende peggio di un pagliaio.
Basta a scopiazzare e fare copia ed incolla come diceva un precedente scrivente.
Dedica il tuo tempo ad altro, vai a nanna, vai a correre, vai a lavorare,
Fai altro, ma smettila di scrivere idiozie di difesa bellica.
Buona notte, vedi io faccio quello che suggerisco.
 
 
#3 Alfiere Nero 2016-05-03 16:07
Adesso non sei più sotto ipnosi, perchè ti sei affrancato un po' da berlusca. Adesso: Dormi! Quindi: Dormi bene e non pensare agli altri morti di sonno! Non ne hai diritto! I tuoi postulati spocchiosi, comodi automatismi di spari alla croce rossa sono insopportabili; insopportabili come i "jovanotti" che ancora ti reggono la coda...
"Fa freddo nello Scriptorium, il pollice mi duole. Lascio questa scrittura, non so per chi, non so più intorno a che cosa: stat rosa pristina nomine, nomina nuda"....

P.S.: Quanto al PD che non ha deposto neppure un fiore sulla tomba di Gramsci nell'anniversario della morte e lo stesso per Pasolini il cui nome campeggia ancora sull'insegna della sede piddina di Casamassima: mi fa piacere perché non sarebbe stato un omaggio ma un oltraggio alla loro memoria!...
 
 
#2 Alfiere Nero 2016-05-03 16:02
Arrèt!

Pignataro, continui a non capire, o a far finta di non capire?
Come ho già avuto modo di analizzare, Cessa è il prodotto del renzismo, come il renzismo è il prodotto del berlusconismo. E tu di chi sei figlio ( politicamente parlando )? Facile! Del berlusconismo!

Quindi, riprendendo temi onirici da te citati, vale per te la riflessione di Adorno: "Chi dorme è prigioniero del sonno, chi è sveglio ha un mondo in comune ( non quello di Casamassima che hai pure frequentato )". Nei vent'anni di berlusconismo a cui hai aderito che facevi? No, non dormivi! Peggio: eri sotto ipnosi! E mai ti ha sfiorato la mente di ripercorrere il pensiero machiavellico: «Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio; e in sull’uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch’io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro humanità mi rispondono; e non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro».
(Niccolò Machiavelli – Lettera a Francesco Vettori – 10 dicembre 1513).
Impossibile! Dormivi? No, ripeto: eri sotto la cura ipnotica di berlusca, alias all'intelletto ostavano barriere emotive, oblio, sonno amniotico. E tu vieni a fare queste prediche?
Quando scrive la lettera al Vettori, ambasciatore di Firenze presso la corte papale, Machiavelli ha solo quarantaquattro anni (gliene rimarranno da vivere ancora tredici), e preannuncia all’amico la stesura de “Il Principe” (De Principatibus).
Prova a tornare a “contare” a Firenze, al cospetto dei Medici, e non riesce a nascondere l’orrore per la "politica politicante".
La riflessione è il rifugio dell’animo ferito nell’azione politica già “agita”, nel porto sicuro della storia passata.
La cronaca politica italiana , tra il delirium tremens percepibile in quella che fu la corte di Arcore ( di cui hai fatto parte ) e il tripudio forsennato di Palazzo Chigi, per l’assenza dal seggio elettorale di due terzi degli aventi diritto, preannuncia scenari disperati e, Dio non voglia, “estremi”, alla mercé di avventurieri illetterati e di Dulcamara senza scrupoli.
L’ordine civile non può latitare a lungo, e tu, per il tuo passato berlusconiano, non fai più parte di quell'ordine
Trascurato, confinato tra le anticaglie patetiche e irrilevanti, irriso dagli apprendisti stregoni che non hanno mai letto Machiavelli (e neppure Tucidide, e tante cose ancora), quando decide di riapparire all’orizzonte non ha più il profilo nobile e rasserenante di Pericle, ma le sembianze sconvolte e feroci della Medusa di Caravaggio.
 
 
#1 Alfredo A. 2016-05-03 15:37
Ciao Franco,
condivido appieno la tua analisi.....ma mi viene spontaneo ricordarti che anche le tue Amministarzioni "Birardi in primis ed Carelli in secundis".. sono state litigiose spocchiose ed a mio ricordo non credo abbiano prodotto significanti cambiamenti per il paese.

Saluti, Alfredo.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI