Lunedì 17 Dicembre 2018
   
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I consiglieri di minoranza incalzano l’Amministrazione Cessa

consiglio comunale casamassima mozione di sfiducia


Rino Carelli chiede apertamente le dimissioni del Sindaco

Dopo che Anna Maria Latrofa ha dato lettura della famosa mozione di sfiducia, comincia il dibattito. In verità più che di dibattito, come accennavamo, si è assistito ad una lunga ed estenuante carrellata di interventi simili da parte di ognuno dei consiglieri di minoranza che hanno sottoscritto la mozione.

La prima a prendere la parola è la stessa Anna Maria Latrofa che precisa che non si è trattata di una decisione presa a cuor leggero e continua accusando il Sindaco di poca incisività - spacciando interventi di “ordinaria amministrazione” per eccezionali opere pubbliche - e di scelte opinabili per quel che concerne le cariche assessorili, sopratutto per quel che riguarda Francesco Cristofaro e Silvia Lioce, guarda caso quelli che poi si sono dimessi. «Questa mozione - conclude Latrofa - sarà l’occasione per verificare la tenuta di una maggioranza quanto mai ballerina e per fare il punto sulla situazione amministrativa».

L’intervento di Antonello Caravella è più duro nei toni sebbene, come detto, i contenuti sono quasi gli stessi. In particolare Caravella lamenta l’immobilismo al quale il paese sembra orami condannato. Il consigliere Cinque Stelle fa anche un cenno alla nostra inchiesta, apparsa sul numero scorso de La Voce del Paese, nella quale la consigliera Pasqua Borracci apparirebbe in una posizione di presunta incompatibilità. Sia la Borracci che Cessa liquidano la faccenda con poche parole, asserendo che non esiste nessuna illegittimità a tal proposito. Caravella sottolinea poi l’eccessiva e costante attenzione di Cessa per la propaganda: «Vedo solo continui tentativi per consolidare il consenso ed intanto si scrivono “libri dei sogni” su chissà quali opere pubbliche quando poi non si è in grado di rifare delle strade a regola d’arte!».

Mariagrazia Palmieri chiede chiarimenti su quello che è a suo dire il tanto pubblicizzato bilancio partecipato e sarcastica afferma: «Questo mi pare un bilancio partecipato solo da pochi intimi!». Si sofferma sui problemi riguardanti l’urbanistica e sugli errori del Piano regolatore il consigliere Vito Rodi che suggerisce: «Bisognerebbe rivedere l’urbanistica quartiere per quartiere». Rodi, inoltre, rivolge un appello al Sindaco e alla nuova giunta: «Non fate le cose solo per sete di potere o per ambire alle poltrone: fatevi invece un sincero esame di coscienza».

È la volta di Gino Petroni che interroga il Sindaco con insistenza circa le motivazioni delle dimissioni dell’assessore Lioce: «Abbiamo il diritto di sapere di cosa stiamo parlando!». Sulla mozione Petroni aggiunge: «Era un atto assolutamente dovuto. Se queste sono le condizioni, noi preferiamo il Commissario Prefettizio! Il commercio è fermo, l’edilizia è ferma, Casamassima è ferma! Sindaco, Lei ha sempre inseguito un’utopia ma non ha convinto nessuno».

Rino Carelli conclude la carrellata di interventi rivolti alla maggioranza parlando di un bilancio “fotocopia” rispetto a quello commissariale. Anche Carelli chiede spiegazioni sulle dimissioni della Lioce: «Non mi piace che la Lioce venga fatta passare per una schizofrenica». Infine, senza troppi giri di parole, il consigliere di Nuovi Orizzonti chiede a gran voce le dimissioni del Sindaco: «Torni a fare lo stimato professionista e si dimetta».

Parole ed rimproveri che pesano come un macigno ma alle quali Cessa risponderà punto per punto.

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