Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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Sfiducia: Vito Cessa se la cava in extremis

consiglio comunale casamassima Il consigliere Latrofa legge la mozione di sfiducia


Un Consiglio Comunale storico, affollatissimo e polemico inaugura una nuova fase dell'era Cessa

La Sala consiliare gremita di persone sin dall' inizio della seduta consiliare, tenutasi giovedì 7 aprile, doveva già preannunciare l'importanza e il carattere di eccezionalità di questo Consiglio Comunale, convocato per discutere e per votare la mozione di sfiducia che avrebbe potuto mandare definitivamente a casa il Sindaco Vito Cessa. Gli animi, già agitati in partenza, si sono scaldati, com'era d'altronde prevedibile, in un crescendo di tensione e reciproca aggressività.

Il Consiglio si apre alle 16,35 e Cessa con poche ma lusinghiere parole presenta il nuovo assessore, l'architetto Francesca Barone, con delega all'urbanistica, al centro storico e all'assetto del territorio. «Metto a disposizione la mia persona e le mie competenze per questo paese», dichiara brevemente la nuova arrivata. Subito dopo viene introdotto Giuseppe Cristiantelli, altro nuovo assessore su cui piovono le prime contestazioni. Cristiantelli, difatti, non ha ancora firmato la delega e la firmerà solo a fine Consiglio, un dato che spinge l'opposizione a ritenere che questo "ritardo" nell'ufficializzazione della nomina un "escamotage" per garantire la certezza di un voto a favore in più.

Si entra poi immediatamente nel vivo con la discussione della mozione, preliminare al voto. Anna Maria Latrofa, consigliera di opposizione, ne dà lettura elencando punto per punto le motivazioni di una scelta "estrema" come la sfiducia. Cessa viene accusato di nove mesi di immobilismo; ogni intervento è stato di esclusiva ordinaria amministrazione, incapace di affrontare in maniera risolutiva le maggiori problematiche del paese, dalla gestione dei rifiuti fino alla zona Pip. Il primo cittadino viene poi attaccato per l'incapacità di mantenere coesa una maggioranza sin dagli inizi estremamente "ballerina" e per la "assoluta mancanza di una visione strategico-programmatica".

Parole pesanti alle quali il Sindaco Vito Cessa risponde con un intervento "fiume", durato quasi un' ora e per questo successivamente contestato. Cessa ammette di aver fatto degli errori specialmente nella sopravvalutazione dei soldi pubblici e di aver talvolta peccato di presunzione, ma ricorda parimenti tutto ciò che in nove mesi è stato fatto: dalle Scuole alla prossima messa in sicurezza dei ponti Auchan. Il Sindaco poi, chiamato a rispondere circa le dimissioni dell'assessore Silvia Lioce, corollate da un attacco tanto duro quanto poco chiarificatore, chiosa che «la Lioce è entrata in contrasto con la sua stessa coalizione». «Vi chiedo poi di indicarmi esattamente quando e dove sono entrato in contrasto con la Carta di Pisa. Come Sindaco ho solo l'obiettivo di guidare una squadra che mi piacerebbe riuscisse a cambiare quella Casamassima che da un po' di tempo non mi piace più», tuona Cessa.

Spento il microfono del Sindaco, prendono la parola i consiglieri di minoranza, che si dilungano - complice la scelta di non porre alcun limite di tempo per gli interventi - in dichiarazioni definite da molti "fotocopia", dal momento che, con toni più o meno pacati, tutti muovono le stesse accuse. L'intervento che sicuramente ha più sconvolto l'uditorio e l'intera assise è stato il durissimo attacco di Giuseppe Nitti, consigliere di maggioranza oramai solo sulla carta, con un perentorio "je accuse" nei confronti del Sindaco. La conclusione è "un pollice verso per il Sindaco" e un annuncio di voto favorevole alla mozione.

Si lancia in una difesa del primo cittadino Giuseppe Cristantielli che, alterato e autorevole, suggerisce a Nitti di usare quest'irruenza giovanile per altri scopi e ritiene necessario che il rappresentante di LiberaCasamassima esca dalla maggioranza. Un altro intervento in difesa di Cessa è quello di Antonio Manzari, capogruppo PD, che si dice stanco dei soliti attacchi e ricorda a tutti che far cadere Cessa e far arrivare un Commissario significherebbe una assoluta mancanza di prospettiva per il paese. Il Sindaco interviene nuovamente, replicando - talvolta con tono alterato - singolarmente ai diversi attacchi.

Finalmente arriva il momento del tanto atteso voto, anche se a questo punto l'esito è scontato: i sei consiglieri di minoranza insieme a Giuseppe Nitti votano a favore della mozione, mentre la maggioranza si ricompatta rinnovando la propria fiducia a Cessa. Sorprende - o forse non più di tanto - il clamoroso dietrofront di Donato Fortunato e Stefania Verna che, recentemente fuoriusciti dalla Lista "Vito Cessa per Casamassima" con un lunga serie di pesanti rimostranze, pare abbiano maturato più miti intendimenti. Per completezza, il Sindaco e il Presidente del Consiglio Nica Ferri optano per l'astensione.

VALERIA MARANGI

Commenti  

 
#1 indignato! 2016-04-26 10:47
Tutti attaccati alle poltrone! ..niente di più.
 

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