Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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Loro ‘giocano’, e io pago!

Il palestrone di Casamassima


ESCLUSIVO - Inchiesta sulle incompatibilità. Cominciamo dal consigliere Pasqua Borracci e dai conti in rosso del Palestrone

 

È evidente: l'amministrazione Cessa sta facendo la differenza... in peggio. La 'differenza' è ora come un vocabolo mitologico. È la carezza di un sogno svanito troppo in fretta, tra lampi di arroganza e supponenza, e tanto dilettantismo allo sbaraglio. Purtroppo il castello di sabbia messo in piedi in appena nove mesi di amministrazione s’è già polverizzato. Il sogno casamassimese deve fare i conti con la dura realtà.

Tanto per cominciare, l'amministrazione Cessa ha sicuramente un problema di trasparenza, prima ancora che di competenza. Ne abbiamo parlato nei mesi scorsi, oggi aggiungiamo un tassello a questo controverso capitolo.

 

Il Palestrone di Casamassima
In questi giorni si fanno sempre più insistenti le voci di una presunta incompatibilità della consigliera Pasqua Borracci (Partito Democratico). Ci siamo subito attivati per dovere d'informazione e di trasparenza. Osserviamo la realtà e poniamo degli interrogativi. Capite però quanto sia difficile muoversi in un sistema poco trasparente e omertoso. Anche in questo caso è stato complicato fare luce su una vicenda che tuttavia striscia di bocca in bocca come un segreto di Pulcinella.


La Borracci è incompatibile?
Arriviamo al dunque, alla domanda: la consigliera Borracci è incompatibile con la carica di consigliere comunale? Molto probabilmente sì.

Cominciamo dalle certezze. Sicuramente esiste una Convenzione. Il 21 ottobre 2010 il Comune di Casamassima stipula una Convenzione con l'ATS (Associazione Temporanea di Scopo), formata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) 'V. De Cataldo' e dall’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) Te.Ta. 'Ennio Cristofaro'. Mandataria dell'ATS costituitasi, è la presidente Pasqua Borracci. Lo è fino a prova contraria, anche perché gli atti e la trasparenza non ci sono d'aiuto nella ricostruzione totale della vicenda.

 

Un debito di 28mila €!
Sarebbe sufficiente il debito contratto nei primi anni della gestione del Palestrone, per decretarne l'incompatibilità, in base a quanto previsto dal T.U.E.L.. Sappiamo che nel 2015 è ancora in essere il debito a carico dell’ATS. La cifra di tale debito a oggi ammonterebbe a circa 28mila €, 18mila dei quali per le utenze e all’incirca 10mila € per i canoni annuali che l’ATS deve corrispondere in virtù della convenzione stipulata nel 2010.

Il Comune anticipa il pagamento delle bollette delle utenze, ma il gestore non paga. In questi termini sembrerebbe una gestione in difficoltà, e infatti in una intervista su Casamassimaweb risalente al 2012, Pasqua Borracci e Mario Manzari si lamentavano. Si lamentavano anche delle tariffe orarie a carico delle associazioni che frequentavano lo spazio sportivo, tariffe ritenute “incongrue” e stabilite dall’allora giunta. Eppure, queste associazioni godono tutt’oggi del Palestrone, che viene frequentato anche dai cittadini e ospita varie iniziative. E il prezzo del canone (2mila € all’anno) ci sembra molto vantaggioso, tenuto conto dell’imponenza della struttura sportiva. Comunque l'attività non si è mai fermata, malgrado le lamentele dell’epoca, e proseguirà ancora fino alla scadenza naturale della Convenzione, ossia fino all'ottobre 2016.

 

Pagate “senza indugio”!
Intanto il debito che si accolla il Comune aumenta: nel gennaio 2015 la situazione sembra così drammatica che la responsabile del servizio del Comune invoca all' "assolvimento - SENZA INDUGIO (scritto e sottolineato così in grassetto!, ndr) - di tutti i compiti... ovvero: ricognizione puntuale di tutti i crediti vantati dal Comune nei confronti dei debitori... recupero di quanto già pagato dal Comune per le utenze".

Il 28 gennaio 2015, il segretario generale del Comune, in una nota, informa "che il Comune di Casamassima, quale destinatario di formale messa in mora per il recupero delle fatture... ha provveduto al relativo, immediato, pagamento al solo scopo di evitare ulteriori addebiti a carico del Comune". In sostanza, l'Ente anticipa tre fatture insolute per conto dell'ATS.

La vicenda merita una trattazione più approfondita. Ora si deve riflettere sulla eventuale incompatibilità della Borracci. In ogni caso, chiunque sia stato il presidente dell'ATS nell'ultimo periodo, stando agli atti finora reperiti, si evince che le comunicazioni siano state recapitate sempre a un indirizzo riconducibile proprio alla consigliera Borracci. Tra l’altro, non abbiamo reperito atti riportanti comunicazioni riguardo eventuali cambiamenti di presidenza o modifiche. Si precisa che non è possibile rilevare visure delle associazioni, quindi tracciare la struttura di tutti gli associati. Questo aspetto potrebbe aprire nuovi inquietanti scenari.

 

Il caso Verna
È dal Natale 2015 che la maggioranza di Cessa non trova pace. Prendiamo l’ultimo caso, quello dei consiglieri Verna e Fortunato. La tattica della fuga dalla civica ha funzionato, tanto è vero che tra lunedì e martedì si sarebbe consumato l'accordo per garantire l'Assessorato all'Urbanistica a un tale architetto, Francesca Barone. Il ‘pacco’ è stato servito e malamente confezionato tra le supine colonne, per essere presentato all’opinione pubblica sotto mentite spoglie. La Barone è diventata d'incanto la nuova paladina dell'Urbanistica, il tecnico che ci salverà da anni di abusi, inerzie e devastazioni del territorio. Ma quella propaganda non ne azzecca mai una: tutti sanno che la Barone è vicina alla Verna; altro non sarebbe che il 'prezzo' di una 'tregua' politica.

Barattare la crisi va bene provvisoriamente a Cessa, che invece meglio avrebbe fatto ad azzerare sin dal principio (quando diceva che tutto andava bene), tirare un rigo dritto e puntare a capo. Il guaio però è che questa maggioranza non solo è entrata nella spirale del 'ricatto' politico. Nel frattempo che arrivino altre 'richieste', può contare su una propaganda ridicola, facendosi scudo dietro una parte dell'opposizione sempre più complice. Tutto a discapito della verità e dei cittadini casamassimesi.

NICOLA TEOFILO

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