Martedì 18 Dicembre 2018
   
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La ciliegia di Casamassima e la sua valorizzazione

L'assessore Rocco Bagalà

 

L'incontro "Come valorizzare le ciliegie dell'agro di Casamassima" si è tenuto lo scorso sabato 19 marzo presso le Officine Ufo. Fortemente voluto dall'Assessore alle Attività Produttive, Politiche Agricole, Industria, Marketig Terroriale e personale, Rocco Bagalà, e da tutta l'Amministrazione Cessa, l'incontro - patrocinato anche dalla Città metropolitana di Bari - ha visto la partecipazione di esperti agronomi come il Dottor Gianni De Marinis e il Dottor Oronzo Milillo. Hanno partecipato inoltre altre pregevoli professionalità del settore tra cui il Dottor Tommaso Battista, Presidente CoopAgri Puglia; il Dottor Teobaldo De Leonardis, Responsabile Coldiretti Casamassima; l'Arch. Michele Lastilla, Responsabile Confesercenti INNOVA e l'On. Alberto Losacco, della Commissione Bilancio Camera dei Deputati.

Le tematiche affrontate durante l'incontro ci sono state efficacemente riassunte dall'Assessore Bagalà. «Occuparsi del “problema ciliege” a Casamassima - esordisce l'Assessore - è una priorità assoluta. L’amministrazione Cessa comincia il percorso che, già tracciato nelle linee programmatiche politiche, con l’iniziativa “Come valorizzare le ciliegie dell’agro di Casamassima” vuole assolutamente portare a termine».

Bagalà illustra qual è l'attuale situazione per quanto concerne la produzione di ciliege e osserva, dati alla mano:«Registriamo che nel nostro paese e nelle terre del suo agro vi è una ingente superficie coltivata a ciliege con una produzione eccezionale sia dal punto di vista quantitativo ma soprattutto da quello qualitativo. Siamo alla pari più o meno con Turi e Conversano, almeno per quanto riguarda la produzione, e con gli altri paese viciniori come Sammichele, Castellana, Acquaviva delle Fonti e Gioia sino anche a Putignano, Alberobello e Noci. Ci muoviamo, quindi, in un’area (quella del sud-est barese) di circa 20.000 ettari, per una produzione “media” che si aggira intorno a 52 mila tonnellate e rappresenta l’80% della produzione pugliese. Nel 2013 in Italia la produzione pugliese ha raggiunto le 66mila tonnellate e quella totale italiana circa 145mila, ragion per cui se la Puglia rappresenta il 46% della produzione nazionale, Casamassima con i suddetti paesi del sud-est barese è all’interno di un 38% su base nazionale».

L'Assessore non manca di mettere in luce alcun criticità legate alla coltivazione delle ciliege a Casamassima: «Da questi dati a livello macro si evince quindi il problema: a fronte di una super produzione, e aggiungerei di ottimo livello qualitativo, con la copertura dei tre bisogni primari delle varietà quali bigarreaux, giorgia e soprattutto ferrovia, il prodotto casamassimese non ha alcuna evidenza sul mercato, in quanto non esiste ad oggi nessun produttore che commercializza le ciliegie sotto un marchio quantomeno “proprio”. Ecco che questo elemento di criticità, in un’epoca dove il marketing e la comunicazione sono fattori che determinano la differenza, direi che è un “gap” assolutamente da colmare. Per dirla in maniera molto semplice la signora Maria che compra le ciliege a Torino o a Londra non saprà mai che provengono da Casamassima e non potrà mai ricercare proprio quelle perché non c’è alcuna evidenza» .

«Questo - aggiunge Bagalà - a sua volta determina e innesca un elemento fondamentale e cioè il prezzo, perché se esiste una richiesta specifica il commerciante ha l’esigenza di approvvigionarsene e quindi compra, e lo fa senza troppi indugi. Compra per poi rivendere il prodotto richiesto proprio dalla signora Maria, quindi è cosi che finalmente il mercato ci ha riconosciuti».

Durante l'incontro vengono tuttavia suggerite strategie per superare, almeno in parte, queste problematiche: «Crediamo che trovare la formula giusta per aggregare le imprese agricole - nel rispetto delle tradizioni che comunque contraddistinguono il paese Italia, che nelle forme di cooperazione ha sempre creduto - sia l’elemento di forza per affrontare il mercato globale, pensando che oggi la necessità è puntare su una forma di aggregazione più flessibile ed innovativa: il contratto di rete. L’obiettivo principale finale in buona sostanza è, già da quest’anno, mettere sul mercato il nostro prodotto con un marchio identificativo del territorio casamassimese con il rafforzativo della De.co (Denominazione Comunale)». «È evidente - chiosa l'Assessore - che per quest’anno l’obiettivo è quasi “simbolico” e soprattutto dipenderà dalla nostra volontà di affrontare questa sfida, se poi arrivano i numeri è chiaro che saremo molto più soddisfatti. Le condizioni e i presupposti ci sono tutti».

Una prospettiva importante che, se affrontata con adeguati strumenti e la giusta programmazione, potrà contribuire a rilanciare l'agricoltura casamassimese.

VALERIA MARANGI

Commenti  

 
#1 ottimistatt 2016-03-31 09:30
Caro Rocco se riesci nel tuo intento ti propongo come sindaco.
 

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