Domenica 16 Dicembre 2018
   
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Intervista esplosiva all'ex sindaco Birardi

Mimmo Birardi sindaco Casamassima

Articolo pubblicato su 'La Voce del Paese - edizione Casamassima' nelle edicole da venerdì scorso.


Caso L'Abbate e amministrazione Cessa

Tutte le stranezze e gli abusi, le 'spallate' per far cadere Birardi sindaco


L'ingegnere Alessandro L'Abbate, ex capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di Casamassima, è stato assolto "perché il fatto non sussiste" dalle accuse di falso e abuso d’ufficio. La storia è vecchia ed è documentabile su Casamassimaweb.it. L'ing. L'Abbate - difeso da Angelo Loizzi e dall'avvocato Francesco Paolo Sisto (parlamentare e presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, nonché capo di Forza Italia Puglia) - era accusato dalla Procura di Bari di aver favorito la realizzazione di una palazzina dove un tempo sorgeva un ex macello, abusando del suo potere dirigenziale. Il suo parere - secondo la Procura - aveva violato la destinazione d’uso di quel suolo.

A seguito della condanna in primo grado, nel maggio 2012 l'ing. Alessandro L'Abbate fu sospeso dal servizio per 5 anni con un “provvedimento cautelare” disposto dalla Commissione disciplinare dell’ente. Il primo cittadino del Comune di Casamassima era il sindaco Mimmo Birardi.

Quella fu una "misura interdittiva" con "massacro mediatico" nei confronti del L'Abbate - commentano oggi i legali Loizzi e Sisto alla luce dell'assoluzione. Eppure all'epoca l'unico a essere massacrato, per via di quella misura, fu proprio il sindaco Birardi.

Loizzi e Sisto ritengono che siano "necessarie maggiori garanzie nella fase delle indagini per evitare che quei danni siano poi tardivamente sanati dal giudice del merito". Ma con chi dovrebbe prendersela l'avvocato Sisto? Forse proprio col suo collega di partito Brunetta.

Intanto abbiamo contattato l'ex sindaco Birardi. Ne è venuta fuori una intervista esplosiva, un'altra pesante 'picconata' su questa amministrazione Cessa ormai alla deriva e allo sbando totale.

Mimmo Birardi, le interessa ancora la politica?
«Mi interessa il mio paese».

Che idea si è fatto circa gli sviluppi del caso L'Abbate che attraversa la sua amministrazione?
«Io non devo farmi nessuna idea. All'epoca ho agito secondo le disposizioni della legge Brunetta. Avevamo l'obbligo di sospendere L'Abbate dal servizio a seguito della notifica di condanna in primo grado e di altra pendenza nei suoi confronti arrivata in Comune. Non è una scelta che si poteva fare o non fare... sospenderlo dal servizio era un obbligo».

Qualcuno dice che si poteva aspettare e che fu fatto tutto in fretta...
«No no! La riforma Brunetta è chiarissima. Legge che adesso Renzi vuol pure inasprire chiedendo addirittura il licenziamento. Noi lo abbiamo sospeso come a legge. Perciò insisto: la scelta non è stata ad personam del sindaco Birardi. Il sindaco pose il problema, la Commissione di valutazione decise all'unanimità di sospenderlo dal servizio. Poi lui raggiunse i requisiti per la pensione e si dimise. Il rapporto di lavoro cessò per sua iniziativa».

Oggi il Comune di Casamassima corre dei rischi?
«Assolutamente no! Nessuno può avere problemi nel momento in cui rispetta la legge. Li può avere se non la rispetta. Al massimo avrei potuto avere io dei problemi se non avessi agito di fronte a tale obbligo di legge».

L'Abbate potrebbe fare ricorso...
«E su cosa? La cessazione del rapporto di lavoro è stata a causa sua».

Che idea si è fatto?
«Non insista, io non faccio il giudice, né l'avvocato. Non sono io a dover entrare nel merito. Io ho agito secondo legge».

Ma ora che è stato assolto, L'Abbate potrebbe ritenersi danneggiato?
«Dovrebbe fare un ricorso alla legge Brunetta a questo punto!».

Proprio nulla vuole aggiungere di questa storia?
«È stata una storia esagerata. Per 35 anni ha gestito l'Ufficio Tecnico Comunale e poi c'è stato questo cambio di rotta inaspettato da parte sua che ha nutrito un grosso risentimento... ma di fatto non è accaduto nulla di così eccezionale».

A proposito di uffici comunali, oggi che amministra Cessa come li vede? Cambiati? Migliorati?
«Macché, non esisto gli uffici al Comune! Dicevano che io avevo un carattere forte... oggi scopriamo tutti con stupore che dicevano chiacchiere. Io volevo solo portare la macchina amministrativa sulla giusta via. Ma oggi nei fatti la situazione è ancora più disastrosa e lo riconoscono tutti: all'Ufficio Tecnico Comunale non c'è più nessuno... Francesca Sorricaro, della quale il vicesindaco Palmieri aveva fiducia, è andata via per disperazione...».

Forse volevano che andasse via...
«Forse la Sorricaro ha impedito di portare avanti alcune iniziative di questa amministrazione Cessa che forse forse rasentavano la legalità...».

Per esempio?
«Tutte quelle famose iniziative di fine anno. Tutte quelle gare che hanno spezzettato. Quelle strane situazioni sulla benzina che stanno realizzando nei pressi dell'Auchan (per ora hanno solo movimentato la terra). E poi ci sono quei provvedimenti che abbiamo sospeso per dei lavori che si stavano realizzando nel parco commerciale Auchan. La benzina Erg dell'Auchan. Abbiamo chiesto dei documenti sulla storia della riappropriazione delle aree all'Auchan che stranamente qualcuno aveva perso e che poi magicamente sono venute fuori. C'è un provvedimento che dal 24 dicembre 2014 non è stato rispettato... e qualcuno potrebbe passare i guai e rispondere di omissione di atti d'ufficio».

C'è altro?
«Queste sono solo le più importanti che ricordo. Ma ce ne sono altre. La storia delle aree del Baricentro ha procurato danni al Comune, dato che, al netto di tutta la vicenda Inail e delle contese con il proprietario del capannone, incassiamo appena il 40% della tassa sullo smaltimento dei rifiuti. Anche in questo caso non c'è stata riappropriazione delle aree... l'amministrazione era obbligata ad andare avanti ma ora stranamente nessuno più ne parla. Ci sono situazioni pesanti che provengono dal passato e che sembrano intoccabili... eppure tutti sanno, ma nessuno le prende di petto».

E torniamo agli uffici comunali...
«Ecco, oggi all'UTC non c'è più nessuno. Abbiamo un Segretario generale che non riesce a rilasciare - così mi dicono - delle banali autorizzazioni per sopraelevazioni, ma rilascia autorizzazioni della zona Pip per realizzare una ipotetica benzina. Dai Servizi Sociali è andata via Margherita Diana, che non è stata più sostituita da un nuovo responsabile. Dai Servizi Finanziari è andato via prima Piedigrotta, poi Lastolfa di Triggiano. Come vedete la situazione attuale è dieci mila volte peggiore rispetto a quella precedente, quando amministravo io. Probabilmente non era colpa mia...».

E di chi?
«Io stavo agendo nel rispetto della legge, stavo riorganizzando l'ente, stavo facendo ruotare i responsabili dei Servizi così come prevede la norma anticorruzione. Tutti i comuni d'Italia l'hanno fatto, a Casamassima non si può fare perché ci sono dei soggetti che conoscono le normative e che sono capaci di sfruttarle appieno per tutelare i propri interessi personali. E quindi si è come obbligati a lasciare il mondo come sta... Casamassima è ferma, con dei responsabili dei Servizi che da vent'anni hanno sempre gli stessi incarichi, hanno sempre le stesse deleghe e si occupano sempre delle stese problematiche . Sono andato a casa due-tre giorni prima che si concludesse l'iter di questa riorganizzazione dell'ente. Stranamente!».

E quei famosi poteri forti ora li vede lontani dall'amministrazione Cessa?
«No, se sono poteri forti rimangono forti, e sono forti perché hanno interessi, e quando si hanno interessi è chiaro che li devono tutelare perchè ne va la loro sopravvivenza».

Tutti si chiedono se Cessa durerà fino alla fine del mandato. Secondo lei?
«Se questi signori ci tenessero a Casamassima, dovrebbero andarsene a casa, per il bene del paese. In un anno di amministrazione non è che non hanno fatto niente... Peggio, hanno riportato il paese al peggior degrado che noi abbiamo ereditato da Vito De Tommaso. Il paese è allo sbando».

Cosa hanno combinato?
«L'elenco è lungo e si aggiunge alle stranezza di cui parlavo prima!».

Qui c'è spazio a volontà...
«Hanno perso finanziamenti che noi siamo riusciti a ottenere poiché non sono stati capaci di presentare i progetti definiti. Non riescono a concludere niente, anche le cose di ordinaria amministrazione: tanti problemi per l'asfalto su via Don Minzoni. E ancora, il depuratore della fogna che noi avevamo concluso con un verbale della Prefettura che non si sta rispettando. Il verde pubblico è abbandonato: solo adesso stanno potando qualche ramo, ma la villa è indecente, mentre l'erba e la sporcizia dominano i paesaggi. La gara dei rifiuti è un vero scandalo e da fuori Casamassima tutti possono ammirare le montagne di rifiuti. Per quanto riguarda la gara dei rifiuti le ordinanze sono nulle perchè non ci sono tutti i requisiti previsti dalla legge 240 del '90. Promettevano che la situazione doveva cambiare facendo venire l'Amiu di Bari, ma l'Amiu non ne sa niente. Ancora stranamente siamo andati a casa prima della gara, e il commissario prefettizio (Magnatta, ndr) ha mandato via dal Comune l'architetto Capacchione a due gironi dalla pubblicazione del bando della gara dei rifiuti. La Regione dava un contributo per chi riusciva a pubblicare subito la gara, e stranamente il Rup di quella gara - che era l'architetto Capacchione - è stato prima riassunto, quindi riconfermato dal commissario prefettizio, e poi licenziato dallo stesso commissario, mettendo in difficoltà tutto l'Aro... una decisione che io non avrei mai preso... Alla fine, vedi vedi, ha vinto un'azienda di Bologna che dovrebbe avere problemi con la giustizia perché implicata nell'inchiesta su Mafia Capitale. Poi ci sono ancora ricorsi volati per altre situazioni in merito ad appalti, con certificazioni di qualità mancanti... e io sono caduto proprio nel momento in cui c'erano tutte queste situazioni aperte che si dovevano concludere».

Non una coincidenza?
«Io sto elencando dei dati oggettivi. Sono caduto quando stavamo per acquisire le aree all'Auchan, quando stavamo riorganizzando l'ente e gli uffici del Comune per dare applicazione alle normative anticorruzione. E proprio in un momento in cui sto mettendo mani su alcune situazioni importanti, stranamente cado. E poi va via la persona (Capacchione, ndr) che stava portando avanti gran parte di questi provvedimenti. Persona che prima viene confermata e poi licenziata, provvedimento su cui pende anche una causa. Son tutte cose strane».

La storia ce lo dirà...
«Certo, ammesso che veramente esista ancora una giustizia in Italia. Ma se qualcuno iniziasse seriamente a interessarsi di tutte queste strane coincidenze? Non lo so che cosa può succedere...».

NICOLA TEOFILO

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