Domenica 09 Dicembre 2018
   
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"Libera Casamassima non può più concedere sconti o possibilità a Vito Cessa"

Alessio Nitti


Alessio Nitti dà una sua lettura sulla crisi di maggioranza e non risparmia parole forti

Che il segretario di Libera Casamassima non riponesse più fiducia nell'attuale Amministrazione né tantomeno nella persona di Vito Cessa non era un segreto e d'altronde lo stesso Alessio Nitti non ne ha fatto mai mistero. Ma in un clima politico tanto teso, le parole, forti, di Alessio Nitti che ai nostri taccuini esprime un parere sulla crisi di maggioranza e sulla mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco, appaiono ancor più solenni.

«Esprimere un parere politico sulla crisi della maggioranza e su come potrà evolvere, senza rischiare la faziosità, in questo momento, nel quale peraltro è stata depositata una mozione di sfiducia da parte di tutta l’opposizione che leggeremo e approfondiremo, non è oggettivamente semplice» - esordisce così Nitti e continua: «Intanto di crisi si parla dappertutto fuorché nella maggioranza; la crisi è nell’aria, si sussurra, si minaccia, se ne sente l’odore come della pioggia quando sta per arrivare, ma nessuno la conclama, la nomina. Il malato ha tutti i sintomi della malattia, ma nessun medico la certifica. Eppure i medici non mancano. Quindi parliamo di un fenomeno in incubazione che potrà evolvere in mille modi, dalla morte del paziente alla guarigione. Grave, gravissima responsabilità da parte di chi sta girando la testa dall’altra parte, sperando in una guarigione inerziale, vale a dire da parte di Sindaco (nella sua doppia veste di medico dei comportamenti) e del PD. E si perché qui veniamo al punto centrale che sta all’origine della crisi politica che poi è diventata anche amministrativa, nel senso che la prima sta riversando effetti sulla qualità dell’azione concreta di governo. Il fatto è che quel grande movimento politico innescato dall’iniziativa di Libera Casamassima che in pochi mesi diede vita a una coalizione di centro sinistra con cinque soggetti, organizzò le primarie per la prima volta a Casamassima che portarono all’investitura di Cessa prima e alla sua vittoria dopo, nel volgere di poche settimane tra giugno e luglio 2015 si è trasformato di fatto in un monocolore PD. Tutto quel variegato mondo di partiti, liste e associazioni, che portarono migliaia di voti è svanito ed è rimasto il PD con 1.569 (pari al 16%) voti a decidere su tutto».

Dalle parole di Nitti emerge un Primo Cittadino che governa non con la propria testa e che appare già "arrivato": «Oggi c’è da una parte un Sindaco che non governa in beata solitudine, quasi che la sua missione sia terminata con la sua elezione, che non ha una visione su nulla, che non sa da dove partire, che scrive fesserie negli atti e fuori dagli atti, quasi già svuotato di energie come fosse a fine mandato, che non dialoga con nessuno e, dall’altra parte, un partito, il PD, che approfittando di questo vuoto di idee e valori del Timoniere senza orizzonte, ha commissariato di fatto tutta la governance del territorio con una ramificata costellazione di piccoli o grandi conflitti di interesse. Questa è la genesi della crisi in atto, che noi sappiamo vedere con chiarezza e descrivere, mentre altri, un po' più giovani, magari sanno solo avvertire, anche se prima o poi sapranno vedere. Il Pd, a sua volta, cova singoli malumori sotto forma per ora di mal di pancia, ma che presto o tardi si manifesteranno in dissenteria».

Alessio Nitti ritorna anche sulle tanto contestate delibere del 31 dicembre: «La manovra di San Silvestro, una delle peggiori pagine di inefficienza (perché hanno avuto tutto il mese di dicembre per preparare le carte che poi hanno preparato in un giorno) e di arroganza nella storia di Casamassima, è il frutto di questa insana condizione di monopolio gestionale da parte del PD. Ma la cosa peggiore è stata la difesa che di questa manovra ne hanno fatto Sindaco e Partito Democratico. Guardate, facendo le debite proporzioni, se si prova a leggere il rapporto dei revisori dei conti del 7 gennaio su quella manovra e il recente rapporto di Cantone su Roma troveremo incredibili similitudini in scala. Talvolta si usano anche le stesse parole. Bisogna fermare assolutamente questo precedente».

«Ora - prosegue il segretario - se questa analisi è vera, e per noi di LiberaCasamassima lo è, la domanda è come se ne esce? La nave appena uscita dal porto è già tutta inclinata su un fianco per l’eccessivo carico sbilanciato del PD e il Sindaco non è in grado di raddrizzarla, mentre il PD, comodo sottocoperta, sembra dire che a noi va bene così... finchè la barca va. Certo non è un quadro che avremmo mai voluto descrivere solo dopo pochi mesi, ma è la realtà. Non resta che tentare di tornare in porto risistemare tutto per bene secondo le buone regole della navigazione che ci eravamo dati e ripartire, perché nessuna manovra di emergenza fatta in corsa potrà sortire alcun effetto. La nave affonderà. Fuori di metafora, Libera Casamassima, come sempre assumendosi responsabilità, qualche tempo fa ha provato a formulare pubblicamente una ricetta che prevede le dimissioni del Sindaco (ritorno in porto) e l’azzeramento della Giunta, l’apertura formale della crisi, che a norma di legge può durare 20 giorni, il ricoinvolgimento di tutti i soggetti della coalizione (o di quelli che ci vogliono stare) compresi quelli che non hanno ottenuto rappresentanza istituzionale, la formazione di una nuova Giunta, molto diversa da quella attuale con cura dimagrante per il PD».

«Venti giorni - sottolinea Nitti - durante i quali il Sindaco può verificare questa e altre soluzioni e decidere se continuare o meno il mandato. Se non si comprende che questa proposta è un gesto di amore verso per il paese significa che abbiamo percezioni diverse. E invece questo percorso, di prassi comune in tutti gli enti locali che vivono un momento di crisi, a Casamassima non si può fare ed è stato respinto. Il Sindaco e il PD hanno fatto capire che tutto ciò di cui dispongono è il contentino dell’assessorato lasciato vacante da Cristofaro, dimostrando così di non aver capito nulla. Inutile aggiungere altro. In conclusione, la crisi della Giunta Cessa non è, come dicono gli economisti, di natura contingente ma sistemica. È nata il giorno in cui si è insediato e occorrono soluzioni sistemiche, radicali, occorre umiltà. Dispiace dirlo ma Cessa deve cospargersi il capo di cenere, ammettere che non ha un progetto per Casamassima, che in tutti questi anni in cui ha mostrato di seguire assiduamente la vita politica e amministrativa del Comune lo ha fatto solo per marcare il territorio, per mettere il cappello sulla sedia, non per costruirsi una sua visione di governo. Non ha alcuna idea di soluzione su nessuno dei problemi presenti sul territorio, come se fosse venuto ad abitare a Casamassima da qualche giorno».

In ultimo, il segretario di Libera Casamassima rivolge un appello a Vito Cessa, invitandolo a riconoscere i propri errori: «Ha fatto il populista sui vecchi della politica ma non aveva niente da proporre e invece di avanzare di una generazione è andato indietro di due, finendo per consegnare il paese non ai vecchi, ma ai vecchi vecchi, del PD. Il futuro di Cessa è nelle sue mani e nel suo cuore. Sarà certamente una brava persona come ha dimostrato in vari ambiti, ma il governo del bene comune e dei bisogni individuali e collettivi è un'altra cosa. Ora deve avere il coraggio di riconoscere gli errori, deve sentirsi pervaso dalla forza di orientarsi con umiltà all'unità e alla ricomposizione del quadro che lo ha reso vincente per l'affermazione dei principi di cui si è reso portatore. Il monocolore PD che regna in questo momento ostacola il raggiungimento di tali obiettivi ed è in contrasto con la volontà popolare scaturita dalle elezioni amministrative 2015. Libera Casamassima non può più concedere sconti o possibilità a Vito Cessa. Come estremo atto di responsabilità chiede al Sindaco di ricostruire la coalizione per tornare a remare nella stessa direzione, tutti insieme, ognuno al proprio posto. Ma è l’ultima chiamata».

VALERIA MARANGI

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